Webinar. Neuromarketing nei servizi

Webinar. Neuromarketing nei servizi

Il prossimo 28 settembre alle 10:30 parleremo dei cambiamenti radicali avvenuti nel mondo dei servizi negli ultimi anni e lo faremo nel corso del webinar gratuito realizzato in collaborazione con il Gruppo Terziario Donna di Confcommercio: “Neuromarketing nei servizi, vendere di più, vendere meglio”.

Ospitalità, ristorazione, professioni, intermediazione immobiliare e di viaggio sono stati cambiati nel profondo dalla digitalizzazione, dalla pandemia e dai nuovi stili di vita che richiede agli imprenditori di adattarsi ai movimenti del mercato.

In questo scenario mutevole, Terziario Donna ha intuito quanto sia importante, per la guida delle nostre imprese, il valore delle soft skill e delle competenze tipicamente femminili.

A tal proposito, ha realizzato una nuova guida della collana Le Bussole sul #NeuroMarketing che verrà presentata durante l’incontro.

Obiettivo di questo secondo manuale (dopo il primo “Neuromarketing nel negozio. Cervello, emozioni e comportamenti d’acquisto) è quello di avvicinare chi opera nel settore dei servizi alle più recenti scoperte sulle neuroscienze, sulla neuroeconomia e psicologia comportamentale per aiutare, chi opera nei servizi, a persuadere della bontà della propria offerta o “pre-suadere”, creando, grazie a piccoli accorgimenti, le condizioni per convincere e rendere i propri servizi irresistibili.

Interverranno:

  • Anna Lapini, Presidente nazionale Terziario Donna Confcommercio;
  • Maria Santagada, Direttrice Confcommercio Cosenza;
  • Anna Gallo, Presidente Terziario Donna Confcommercio Cosenza;
  • Roberto Pone, marketing, innovazione e internazionalizzazione Confcommercio.

Per partecipare basta compilare il form https://forms.gle/7Ui1rHWVdwDaZ12Z9

locandina evento neuromarketing
Arriva l’obbligo di green pass per tutti lavoratori

Arriva l’obbligo di green pass per tutti lavoratori

Oggi pomeriggio il Consiglio dei ministri approverà l’ampliamento dell’obbligo vaccinale a tutti i lavoratori pubblici e privati. Partenza da metà ottobre, sanzioni severe, tamponi a pagamento e divieto di licenziare.

Il Governo ha fatto la sua scelta definitiva: dalla metà del prossimo mese per lavorare negli uffici pubblici e nelle aziende sarà obbligatorio essere vaccinati, presentare il risultato negativo di un tampone o essere guariti dal Covid. Ancora in ballo, invece, studi professionali, negozi e ristoranti, per i quali si deciderà nelle prossime ore. Le sanzioni per chi non ottempererà saranno sia pecunarie (una multa presumibilmente tra i 400 e i 1.000 euro) che disciplinari. L‘estensione più ampia possibile del “green pass”, insomma, è la soluzione scelta dall’esecutivo per proseguire la lotta contro la pandemia, tanto che il premier Mario Draghi, incontrando i sindacati, ha sottolineato che il certificato “funziona, è monitorato, è una soluzione accomodante”, oltre che un “percorso che unifica”. Ai suoi interlocutori il presidente del Consiglio ha offerto, come si suol dire, bastone e carota: se il divieto di licenziare sarà previsto, i tamponi per chi non vuole sottoporsi al vaccino non saranno gratis perché sarebbe un disincentivo alla vaccinazione. Il decreto nel quale sarà inserito tutto ciò sarà approvato oggi in Consiglio dei ministri, che dovrebbe prevedere un’entrata in vigore scaglionata delle varie misure, scaglionandole tra il primo e il 15 ottobre.

Confcommercio: “green pass sui luoghi di lavoro, confronto più ampio tra sindacati e imprese”

Confcommercio torna sul tema del Green Pass ed in particolare sulla vaccinazione nei luoghi di lavoro. “E’ di tutta evidenza – sottolinea in una nota la Confederazione – il collegamento tra contrasto della pandemia, sviluppi della campagna di vaccinazione e progressiva normalizzazione e ripartenza delle attività economiche”. “Crediamo, dunque, – prosegue Confcommercio – che tutti debbano fare la propria parte. Vale per le scelte politiche e di governo da compiersi nel solco necessario delle previsioni dell’articolo 32 della Costituzione. Vale per le responsabilità proprie delle parti sociali. Rinnoviamo, dunque, l’invito al confronto tra associazioni imprenditoriali e sindacati dei lavoratori sull’opportunità offerta dal Green Pass per la maggiore sicurezza dei luoghi di lavoro e, anzitutto, di quelli aperti al pubblico. E’ un confronto che gioverebbe alla coesione sociale”. “Ed è un passaggio – conclude Confcommercio – che va affrontato con adeguata programmazione e promuovendo informazione e consapevolezza, ma anche sottolineando il dovere civile della vaccinazione come concreta scelta di responsabilità”.

Fida: “sì al vaccino obbligatorio per i dipendenti della distribuzione alimentare”

“Mettere in sicurezza i lavoratori significa anche prevedere l’obbligo di vaccino o green pass. Per questo riteniamo indispensabile prevedere quest’obbligo per tutto il personale che lavora nei supermercati e nei negozi alimentari di prossimità. Siamo stati i primi ad evidenziare questa esigenza già prima dell’estate anche perché – non va dimenticato – stiamo parlando di lavoratori che svolgono attività essenziali e che sono quotidianamente a contatto con moltissime persone. Quanto ai tamponi, anche noi siamo d’accordo sul fatto che i relativi costi non siano a carico delle imprese e ci aspettiamo una presa di coscienza da parte del Governo su questo tema”: così Donatella Prampolini, presidente di Fida-Confcommercio, la Federazione nazionale dei dettaglianti alimentari e della distribuzione organizzata, sul dibattito in corso sull’obbligo di vaccinazione sui luoghi di lavoro.

Fipe: “siamo favorevoli, ma servono regole chiare e tempo per organizzarsi”

“La nostra Federazione è da sempre a favore dei vaccini e dell’introduzione dell’obbligo di green pass per i dipendenti dei pubblici esercizi. Auspichiamo, anzi, che quest’ultimo sia esteso anche a tutte le altre categorie economiche e che si chiariscano alcuni punti fondamentali”. Così Fipe-Confcommercio, per la quale “in primis bisogna riflettere sui tempi di introduzione di tale misura per dare un preavviso congruo e consentire a chi non fosse ancora vaccinato di mettersi in regola, al netto dei tempi tecnici che dipendono dai protocolli sanitari e dalla logistica. Un’imposizione a stretto giro rischierebbe di causare la chiusura di migliaia di esercizi per mancanza di personale. Altra questione assolutamente fondamentale riguarda la gestione di quei dipendenti che decideranno liberamente di non vaccinarsi. Quali saranno le responsabilità e gli obblighi del datore di lavoro? Per questo è necessario un quadro normativo molto chiaro. La priorità è aiutare gli imprenditori a capire come comportarsi in situazioni del genere, sgravandoli da ulteriori oneri economici, organizzativi e amministrativi”.   

Adf: “Sì all’estensione anche per i nostri operatori”

Mentre il decreto green pass continua il suo esame in Parlamento, Adf (Associazione distributori farmaceutici) ha richiamato l’attenzione del governo sull’opportunità di estendere l’obbligo vaccinale anche agli operatori del settore, che ogni giorno lavorano al fianco dei farmacisti, per i quali, secondo la legge, è già obbligatorio.

“Ripresa economica e lotta alla pandemia – ha spiegato il presidente Alessandro Morra – passano anche dall’esigenza di garantire la sicurezza dei lavoratori che operano nelle aziende, tanto più quando svolgono un servizio pubblico essenziale come nel caso delle aziende della Distribuzione intermedia farmaceutica”.

Questa misura garantirebbe una maggiore sicurezza ed eviterebbe possibili chiusure o interruzioni del servizio alle farmacie. Sono infatti più di 90mila le consegne di medicinali, vaccini e prodotti sanitari che gli operatori effettuano ogni giorno.

“Anche durante il lockdown – ha proseguito Morra – le nostre aziende hanno garantito l’approvvigionamento dei farmaci e sono operativamente coinvolte nei protocolli regionali per la distribuzione dei vaccini anti-Covid”.

L’Associazione si augura quindi che il governo sostenga la proposta di Adf per aiutare il settore a lavorare in sicurezza.

Etichettatura imballaggi. Conai lancia l’Academy Week

Etichettatura imballaggi. Conai lancia l’Academy Week

Sta per partire un’importante iniziativa, organizzata dal Conai in collaborazione con Confcommercio, in merito ai nuovi obblighi di etichettatura degli imballaggi, introdotti dal D.lgs n. 116 del 3 settembre 2020.

Si ricorda, in particolare, che il provvedimento ha previsto un obbligo, a partire dal 1 gennaio 2022, in capo ai produttori, di etichettare opportunamente tutti gli imballaggi secondo le modalità stabilite dalle norme tecniche UNI applicabili, per facilitare la raccolta, il riutilizzo, il recupero ed il riciclaggio degli imballaggi, nonché per dare una corretta informazione ai consumatori sulla destinazione finali degli imballaggi.

Per gli operatori questo diventa un compito piuttosto complesso, a cui si deve aggiungere l’identificazione della composizione dei materiali di imballaggio secondo dettagliate schede tecniche.

Per questi motivi Confcommercio ha realizzato nei mesi scorsi, insieme al Conai, una serie di strumenti per Associazioni e imprese utili per sostenerle nel comprendere pienamente le modalità di adempimento degli obblighi di etichettatura, tra i quali le Linee Guida sull’etichettatura ambientale degli imballaggi, il sito web dedicato (www.etichetta-conai.com), il tool e-tichetta, oltre ai 6 webinar già organizzati dalla CONAI Academy.

A queste iniziative si aggiunge ora la “CONAI Academy Week”, un ciclo di webinar interattivi pensati per i principali settori merceologici, che si svolgerà nella settimana dal 27 settembre al 1 ottobre e che ha come titolo comune: “Questioni di Etichetta”.

In particolare, si segnala il webinar programmato per il 28 Settembre 2021 alle ore 15:00, che sarà dedicato espressamente ai settori della GDO, dell’abbigliamento e dei beni di consumo.

Per seguire questi appuntamenti sarà sufficiente collegarsi alla pagina web CONAI dedicata all’evento con calendario della CONAI Academy Week e link per iscrizione agli eventi:

https://www.conai.org/notizie/conai-lancia-la-prima-academy-week-dedicata-a-questioni-di-etichetta/

Il Conai provvederà a inviare alle aziende che si iscriveranno la richiesta di trasmettere, attraverso specifici form online:

  • i quesiti e i casi critici che vorrebbero affrontare nel corso del webinar;

  • i loro casi di successo di etichettatura ambientale (con documentazione, foto, descrizione a supporto).

Questi contributi saranno utili, in una seconda fase, alla redazione di specifiche linee guida settoriali che saranno una raccolta di prototipi di imballaggi tipo degli specifici settori, e best practices di etichettature ambientali che possano essere di ispirazione per le altre imprese.

Tali linee guida saranno poi pubblicate sul sito: www.etichetta-conai.org

Webinar sulla Gestione del Negozio

Webinar sulla Gestione del Negozio

Confcommercio riparte dopo la pausa estiva con il ciclo di webinar del Corso sul Commercio, dedicato agli imprenditori del retail.

Il webinar di lunedì prossimo, 6 settembre dalle 14:00 alle 15:00, è particolarmente importante per i nostri associati e riprende tanti dei temi delle Bussole, soprattutto de “Il Negozio nell’era di Internet”, verrà approfondito il tema della gestione delle leve del retail mix sia nel contesto fisico che digitale, con un focus particolare su pricing, assortimento, visual merchandising.

Interverrano, come di consueto, il Professor Ravazzoni e la Dottoressa Elisa Fabbi, dell’Università di Modena e Reggio Emilia, già apprezzati relatori dei precedenti appuntamenti del Corso sul Commercio, affiancati dalla Dottoressa Cristina Pisani, esperta di Visual Merchandising, consulente e docente su questi temi per aziende e associazioni.

Chi non ha partecipato ai precedenti webinar (e non ha, quindi, ricevuto l’invito con il link per seguire lo streaming) si può registrare qui.

Brucia la Calabria da nord a sud. Gesti ignobili

Brucia la Calabria da nord a sud. Gesti ignobili

Brucia l’Aspromonte, brucia il Pollino, brucia la Sila e le Serre. Brucia la Calabria da nord a sud. Brucia il suo cuore verde, le faggete vetuste dichiarate patrimonio dell’umanità dall’UNESCO. Centinaia di famiglie piangono sogni divorati dalle fiamme, attività commerciali, case. Tutto questo per colpa di persone ignobili, senza un briciolo di cuore che non si sa per quale motivo si divertono nel vedere incendiati alberi secolari e ambienti incontaminati.

Tutto questo nel silenzio e nell’indifferenza quasi assoluta di media e tv nazionali, perché la Calabria è di serie B, non merita mobilitazioni o raccolte fondi nazionali. In Calabria i roghi sono questione di malaffare per i quali non c’è bisogno di mobilitarsi perché è così che deve essere.

Dure le parole del Presidente di Confcommercio Calabria, Klaus Algieri che si scaglia contro i piromani responsabili degli incendi: “I roghi che in questi giorni stanno interessando la nostra Regione sono gesti vili e ignobili di persone senza scrupoli. Gesti di odio verso la nostra amata terra che viene colpita al cuore, il suo cuore verde, il suo patrimonio più incontaminato e puro. Questa è la nostra vera industria e vederla bruciare fa tanta rabbia. Ma non è la prima volta che assistiamo a questo scempio. Già nel 2017 avevamo vissuto un’estate simile. Quell’esperienza non ci ha insegnato niente? Cosa ha fatto la politica e dove sono le attività di prevenzione? È vero la colpa dei roghi è di chi li appicca, ma chi è deputato a tenere pulito gli spazi che ha fatto in tutti questi anni? Probabilmente era impegnato in altro di più importante, o i soldi servano ad altro, da non comprendere che l’ambiente è una delle risorse economiche fondamentali della nostra terra e come tale va preservata. Occorrono investimenti mirati e personale preparato per salvaguardare lo sconfinato patrimonio naturalistico della nostra Regione. Non possiamo ricordarci degli incendi solo quando vediamo bruciare i nostri alberi. Bisogna agire per tempo e non quando ormai è troppo tardi. Siamo sede di tre parchi nazionali e ancora non diamo il giusto peso alla valorizzazione delle attività naturalistiche? Come Confcommercio Calabria siamo indignati di tutto quanto sta accadendo e spero che le forze dell’ordine e la magistratura riescano a catturare i colpevoli. Se sarà necessario siamo anche pronti a costituirci parte civile e come noi spero anche le altre associazioni di categoria si mobilitino in tal senso. Infine ci tengo ad esprimere la mia vicinanza a tutti i vigili del fuoco e ai volontari che in questi giorni, in modo incessante stanno lavorando per spegnere gli incendi, lontano dalle loro famiglie e dai propri cari. Loro sono i nostri eroi”.

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Brucia l’Aspromonte, brucia il Pollino, brucia la Sila e le Serre. Brucia la Calabria da nord a sud. Brucia il suo cuore verde, le faggete vetuste dichiarate patrimonio dell’umanità dall’UNESCO. Centinaia di famiglie piangono sogni divorati dalle fiamme, attività commerciali, case. Tutto questo per colpa di persone ignobili, senza un briciolo di cuore che non si sa per quale motivo si divertono nel vedere incendiati alberi secolari e ambienti incontaminati.

Tutto questo nel silenzio e nell’indifferenza quasi assoluta di media e tv nazionali, perché la Calabria è di serie B, non merita mobilitazioni o raccolte fondi nazionali. In Calabria i roghi sono questione di malaffare per i quali non c’è bisogno di mobilitarsi perché è così che deve essere.

Dure le parole del Presidente di Confcommercio Calabria, Klaus Algieri che si scaglia contro i piromani responsabili degli incendi: “I roghi che in questi giorni stanno interessando la nostra Regione sono gesti vili e ignobili di persone senza scrupoli. Gesti di odio verso la nostra amata terra che viene colpita al cuore, il suo cuore verde, il suo patrimonio più incontaminato e puro. Questa è la nostra vera industria e vederla bruciare fa tanta rabbia. Ma non è la prima volta che assistiamo a questo scempio. Già nel 2017 avevamo vissuto un’estate simile. Quell’esperienza non ci ha insegnato niente? Cosa ha fatto la politica e dove sono le attività di prevenzione? È vero la colpa dei roghi è di chi li appicca, ma chi è deputato a tenere pulito gli spazi che ha fatto in tutti questi anni? Probabilmente era impegnato in altro di più importante, o i soldi servano ad altro, da non comprendere che l’ambiente è una delle risorse economiche fondamentali della nostra terra e come tale va preservata. Occorrono investimenti mirati e personale preparato per salvaguardare lo sconfinato patrimonio naturalistico della nostra Regione. Non possiamo ricordarci degli incendi solo quando vediamo bruciare i nostri alberi. Bisogna agire per tempo e non quando ormai è troppo tardi. Siamo sede di tre parchi nazionali e ancora non diamo il giusto peso alla valorizzazione delle attività naturalistiche? Come Confcommercio Calabria siamo indignati di tutto quanto sta accadendo e spero che le forze dell’ordine e la magistratura riescano a catturare i colpevoli. Se sarà necessario siamo anche pronti a costituirci parte civile e come noi spero anche le altre associazioni di categoria si mobilitino in tal senso. Infine ci tengo ad esprimere la mia vicinanza a tutti i vigili del fuoco e ai volontari che in questi giorni, in modo incessante stanno lavorando per spegnere gli incendi, lontano dalle loro famiglie e dai propri cari. Loro sono i nostri eroi”.