Intelligenza artificiale: nuovi obblighi per le imprese

Intelligenza artificiale: nuovi obblighi per le imprese

Il Decreto legislativo 9 settembre 2026, n. 160, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 214 del 15 settembre 2026, introduce disposizioni di adeguamento della normativa nazionale al Regolamento (UE) 2024/1689 – AI Act e interviene, tra l’altro, sui profili di responsabilità connessi all’utilizzo dei sistemi di intelligenza artificiale.

Il decreto entrerà in vigore il 30 settembre 2026 e presenta elementi di interesse anche per le imprese che sviluppano, forniscono, integrano o utilizzano sistemi di IA.

Il ruolo dell’impresa

Gli obblighi non dipendono esclusivamente dal prodotto utilizzato, ma dal ruolo concretamente svolto dall’impresa, dalla funzione del sistema, dai dati trattati e dalle modalità di utilizzo.

Particolare attenzione deve essere prestata quando l’impresa modifica o integra un sistema di IA, ne cambia la finalità, effettua attività di fine-tuning o utilizza i suoi risultati per supportare decisioni riguardanti persone fisiche.

Occorre quindi verificare la corretta individuazione dei ruoli e gli eventuali obblighi in materia di gestione del rischio, documentazione, supervisione umana e monitoraggio.

Sistemi ad alto rischio e supervisione umana

Il Regolamento europeo individua specifiche categorie di sistemi di IA ad alto rischio, tra cui quelli impiegati in determinati ambiti della biometria, dell’istruzione, dell’occupazione, dell’accesso a servizi essenziali, delle infrastrutture critiche e della giustizia.

Per tali sistemi assumono particolare rilievo la gestione dei rischi, la qualità dei dati, la documentazione tecnica, la sicurezza e la supervisione umana.

Le imprese dovrebbero pertanto individuare i soggetti responsabili della supervisione, definirne i poteri di intervento e assicurare una formazione adeguata. La supervisione deve consentire di valutare criticamente gli output e, quando necessario, correggere o interrompere il funzionamento del sistema.

Impatto sul Modello 231

Una delle principali novità riguarda il D.Lgs. 231/2001. Il D.Lgs. 160/2026 introduce infatti il nuovo articolo 25-vicies, inserendo nel catalogo dei reati-presupposto specifiche fattispecie connesse all’utilizzo dell’intelligenza artificiale.

Diventa quindi opportuno valutare i rischi legati all’IA nell’ambito del risk assessment e dei Modelli di organizzazione, gestione e controllo.

La verifica dovrebbe considerare, in particolare, la selezione dei fornitori, la gestione dei dati, gli accessi, le modifiche ai sistemi, la supervisione umana, il monitoraggio degli output, la gestione degli incidenti, la conservazione dei log e la formazione del personale.

L’aggiornamento del Modello 231 non dovrebbe limitarsi a un intervento documentale, ma tradursi in procedure operative e controlli effettivamente applicati.

Fornitori, sicurezza e documentazione

L’acquisto di una soluzione di IA non trasferisce automaticamente al fornitore ogni responsabilità relativa al suo utilizzo. I contratti dovrebbero definire con chiarezza ruoli, finalità, responsabilità, aggiornamenti, gestione degli incidenti, accesso alla documentazione e modalità di intervento.

È inoltre opportuno verificare i dati trattati, gli accessi, i periodi di conservazione, gli eventuali trasferimenti verso Paesi terzi e le misure di sicurezza, coordinando l’utilizzo dell’IA con il GDPR e con la normativa in materia di cybersicurezza.

La conservazione della documentazione e dei log assume particolare importanza anche sotto il profilo probatorio, consentendo di ricostruire versioni del sistema, modifiche, input rilevanti, controlli effettuati, interventi umani ed eventuali incidenti.

Cosa verificare in azienda

Alla luce del nuovo quadro normativo, è opportuno che le imprese:

  • censiscano i sistemi di IA utilizzati, comprese le funzionalità integrate nei software aziendali;
  • individuino il ruolo concretamente svolto dall’impresa;
  • verifichino l’eventuale classificazione del sistema come ad alto rischio;
  • mappino dati, accessi e flussi informativi;
  • definiscano responsabilità e procedure di supervisione umana;
  • garantiscano formazione e aggiornamento del personale;
  • predispongano procedure per anomalie e incidenti;
  • conservino la documentazione e i log rilevanti;
  • verifichino i contratti con i fornitori;
  • valutino l’eventuale aggiornamento del Modello 231.

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Pensioni, accredito automatico dei contributi esteri ante 1996 e disapplicazione del massimale

Pensioni, accredito automatico dei contributi esteri ante 1996 e disapplicazione del massimale

Gli accordi internazionali si distinguono in regolamenti Comunitari, per quanto riguarda l’ambito degli Stati europei contraenti e convenzioni bilaterali, per quanto riguarda i Paesi extracomunitari. Tali accordi hanno l’obiettivo di tutelare i lavoratori garantendo loro la stessa copertura previdenziale e pensionistica prevista dalle legislazioni nazionali. Al centro di questi accordi vi è la totalizzazione dei periodi assicurativi.

Per questo motivo si è reso necessario disciplinare ed omogeneizzare sia sul piano giuridico sia su quello previdenziale le diverse legislazioni sociali dei Paesi interessati a questi fenomeni migratori.

Gli strumenti giuridici utilizzati dai vari Stati sono quelli dei trattati e degli Accordi bilaterali in materia di sicurezza sociale.

In tale contesto si è affermata la possibilità di far valere, ai fini del diritto a pensione in Italia, diverse tipologie di periodi assicurativi maturati all’estero. Si tratta spesso di periodi figurativi, attribuiti d’ufficio dagli enti esteri, che possono determinare l’insorgenza di effetti previdenziali rilevanti, non sempre favorevoli.

Uno dei casi più emblematici è quello dei “Pension Credits” britannici, concessi ai giovani tra i 16 e i 19 anni che risultavano iscritti a un istituto scolastico superiore: in base al principio di non discriminazione tra cittadini dell’Unione europea (art. 4 Reg. CE 883/2004), sono stati riconosciuti anche agli stranieri, a seguito della convenzione, che hanno compiuto gli studi superiori nel Regno Unito, tra cui gli italiani.

Ma vi è anche il caso di chi ha compiuto i propri studi superiori e universitari in Germania, anche questi accreditati figurativamente e automaticamente ai fini pensionistici dall’ente previdenziale tedesco. Sono in effetti diversi i Paesi che accreditano figurativamente e gratuitamente i corsi di studio ai fini pensionistici, senza bisogno di inviare un’istanza.

Questi accrediti, in quanto certificati dall’ente competente estero, devono essere riconosciuti anche dall’INPS, nel rispetto degli accordi bilaterali. Tuttavia, le conseguenze dell’inclusione automatica di questi contributi nella posizione previdenziale dell’interessato non sempre sono positive, specie se si tratta di periodi anteriori al 1° gennaio 1996.

Automatismo che può penalizzare

La normativa comunitaria impone agli enti nazionali di non mettere in discussione la natura del periodo dichiarato dall’ente estero, sia esso obbligatorio, volontario o figurativo.

Nel caso di contributi anteriori al 1° gennaio 1996, però, il loro ingresso nel fascicolo assicurativo del lavoratore può determinare, in primo luogo, l’attribuzione dello status di iscritto al 31 dicembre 1995, con la conseguente esclusione dal regime del massimale contributivo previsto dall’art. 2, comma 18, della legge 335/1995. Tale status, una volta acquisito, non può più essere rimosso, neppure con la rinuncia del lavoratore.

Da un lato l’esclusione dal massimale può sembrare vantaggiosa per chi ha retribuzioni elevate, non tanto perché si acquisiscono quote di pensione calcolate con sistema retributivo, quanto per l’innalzamento dell’imponibile contributivo, che può portare a una quota di pensione significativamente più elevata.

Dall’altro, la comparsa di contribuzione ante 1996 può risultare fortemente penalizzante, in quanto:

  • nega l’accesso alle pensioni agevolate dedicate ai cd. “contributivi puri”, come la pensione anticipata a 64 anni;
  • comporta, per il datore di lavoro, un significativo incremento del costo del lavoro, con il pagamento anche delle differenze contributive, oltre a interessi e sanzioni.

Effetto di esclusione dai trattamenti pensionistici agevolati dedicati ai “contributivi puri”

Un ulteriore profilo problematico si manifesta nel caso in cui il lavoratore intenda accedere alla pensione anticipata contributiva a 64 anni, prevista per i soggetti nel sistema interamente contributivo di calcolo del trattamento (art. 24, comma 11, D.L. 201/2011). L’accredito d’ufficio di contributi ante 1996 comporta l’acquisizione della qualifica di “contribuente iscritto al 31.12.1995”, con conseguente preclusione dell’accesso alla pensione a 64 anni, anche se il lavoratore non ha mai chiesto l’utilizzo dei periodi esteri ai fini del diritto a pensione.

Lo stesso vale per la possibilità di accedere al pensionamento per vecchiaia a 71 anni di età, con soli 5 anni di contributi.

Irrevocabilità dell’accredito

Un aspetto giuridicamente rilevante riguarda il principio di irrevocabilità dell’accredito contributivo, sancito – anche in ambito nazionale – dalla giurisprudenza e dalla prassi.

Alla luce della complessità e delle potenziali conseguenze sfavorevoli per l’assicurato, sarebbe opportuno affidarsi ad un consulente esperto, fondamentale in questa fase. Questo permette, infatti, di procedere ad una corretta valutazione dello strumento più vantaggioso sul caso concreto (totalizzazione, cumulo, ricongiunzione), consente di capire l’eventuale effettiva convenienza nella valorizzazione della contribuzione estera in estratto contributivo e tutti gli eventuali scenari che si potrebbero aprire. L’obiettivo è costruire una strategia previdenziale su misura, in grado di valorizzare davvero il singolo percorso di lavoro all’estero.

Solo alla fine si procede con l’invio delle domande agli enti previdenziali italiani ed esteri mantenendo un costante monitoraggio di tutto l’iter di modo da intervenire tempestivamente se sarà necessario.

Per ricevere maggiori informazioni a riguardo, è possibile recarsi presso la sede di Confcommercio Corigliano Rossano o contattarci per fissare un appuntamento. Il servizio è gratuito e rivolto a tutti coloro che ne hanno bisogno.

Sede Enasco 50 & Più – Corigliano Rossano
Indirizzo: Via Metaponto
E-mail: enasco@confcommercio.cs.it
Telefono e Fax: 0983 859021

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Tax Credit Librerie 2026: domande dal 14 settembre

Tax Credit Librerie 2026: domande dal 14 settembre

Dal 14 settembre al 30 ottobre 2026 gli esercenti di librerie potranno presentare domanda per il riconoscimento del Tax Credit Librerie 2026, il credito d’imposta previsto dalla normativa vigente e disciplinato dal Decreto interministeriale n. 215 del 24 aprile 2018.

L’agevolazione è rivolta alle attività che operano nel commercio al dettaglio di libri in esercizi specializzati, con codice ATECO principale 47.61 (libri nuovi) e 47.79.1 (libri usati). Le domande devono essere inviate esclusivamente tramite il portale del Ministero della Cultura.

Presentazione della domanda

La domanda dovrà essere trasmessa esclusivamente online attraverso il portale dedicato al Tax Credit Librerie.

Un elemento particolarmente importante riguarda gli utenti che avevano già effettuato l’accesso o presentato un’istanza negli anni precedenti: anche per il 2026 sarà necessario effettuare una nuova registrazione, a partire dal 14 settembre 2026.

In fase di compilazione della domanda dovrà inoltre essere specificata la dimensione dell’impresa, indicando una delle seguenti categorie: micro, piccola, media o grande impresa.

Risorse disponibili

Per il 2026 la dotazione finanziaria complessiva della procedura ammonta a 8.250.000 euro, confermando l’importo già previsto per l’annualità precedente.

Il riconoscimento del credito d’imposta avverrà secondo le modalità e i criteri stabiliti dalla disciplina di riferimento.

Guida alla compilazione

Per supportare gli esercenti nella presentazione dell’istanza è disponibile una guida alla compilazione della domanda, predisposta dal Ministero della Cultura.

La guida ha carattere esclusivamente esemplificativo e, pertanto, può presentare alcune differenze grafiche o nella denominazione di determinati elementi rispetto alla versione del portale attualmente disponibile.

Per la corretta compilazione dell’istanza si invita pertanto a consultare attentamente le indicazioni fornite dal Ministero.

Scadenza e informazioni

Le istanze potranno essere presentate dalle ore 12:00 del 14 settembre 2026 fino alle ore 12:00 del 30 ottobre 2026, esclusivamente attraverso l’apposito portale del Ministero della Cultura.

Per eventuali richieste di chiarimento o informazioni sulla procedura è possibile contattare il Ministero della Cultura. Si ricorda agli interessati di prestare particolare attenzione alla nuova registrazione obbligatoria, anche nel caso in cui si sia già utilizzato il portale negli anni precedenti.

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Open Day al Polo di Orientamento Alimena

Open Day al Polo di Orientamento Alimena

Il Polo di Orientamento Alimena apre le proprie porte per una giornata dedicata all’orientamento, alla formazione e alla crescita professionale. L’appuntamento è fissato per mercoledì 16 settembre alle ore 9:30, presso la sede di Confcommercio Cosenza, in Via Alimena 14.

L’Open Day rappresenta un’opportunità per conoscere più da vicino le possibilità disponibili in ambito di formazione, orientamento e crescita professionale, acquisire informazioni utili alla costruzione del proprio percorso personale e professionale e per compiere un primo passo verso scelte più consapevoli per il proprio futuro.

La giornata sarà dedicata a tutti coloro che desiderano informarsi sulle opportunità di formazione, confrontarsi con il personale del Polo e approfondire i percorsi maggiormente rispondenti ai propri interessi e alle proprie aspirazioni.

In un contesto professionale in continua evoluzione, scegliere il percorso formativo più adeguato costituisce un passaggio importante per sviluppare nuove competenze e affrontare con maggiore consapevolezza le sfide del mercato del lavoro. L’iniziativa intende quindi favorire un momento di incontro e dialogo, offrendo ai partecipanti la possibilità di orientarsi tra le diverse opportunità disponibili.

L’appuntamento si svolgerà secondo il seguente programma:

📅 Data: 16 settembre
🕤 Orario: ore 9:30
📍 Luogo: Polo di Orientamento Alimena – presso Confcommercio Cosenza, Via Alimena 14

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Corso SAB Corigliano-Rossano: in partenza il nuovo percorso formativo

Corso SAB Corigliano-Rossano: in partenza il nuovo percorso formativo

È in partenza presso la sede di Confcommercio Corigliano-Rossano il nuovo corso abilitante per la somministrazione e la vendita al pubblico di alimenti e bevande, un percorso formativo rivolto a coloro che intendono acquisire le competenze necessarie per operare nel settore della ristorazione, della somministrazione e del commercio alimentare.

Il corso, comunemente conosciuto come corso SAB (Somministrazione Alimenti e Bevande) ed erede della precedente abilitazione REC, rappresenta un requisito fondamentale per l’avvio e la gestione di numerose attività del comparto alimentare e della somministrazione.

Una formazione per chi vuole lavorare nel settore alimentare

Il percorso è rivolto a coloro che intendono intraprendere un’attività professionale nei settori della somministrazione e della vendita di prodotti alimentari e che necessitano dell’abilitazione prevista dalla normativa.

Possono accedere al corso le persone che abbiano raggiunto la maggiore età e abbiano assolto l’obbligo scolastico.

L’abilitazione può risultare necessaria, tra le altre, per attività quali:

  • ristoranti e pizzerie;
  • bar, caffetterie e gelaterie;
  • fast-food, tavole calde e rosticcerie;
  • supermercati, minimarket e negozi alimentari;
  • macellerie;
  • enoteche;
  • attività che commercializzano specifiche categorie di prodotti alimentari.

Il percorso consente quindi di acquisire una preparazione utile sia a chi intende avviare una nuova attività sia a chi desidera consolidare le proprie competenze professionali nel comparto.

Un percorso formativo di 100 ore

Il corso ha una durata complessiva di 100 ore e sarà organizzato in modalità mista, con una parte delle lezioni in formazione a distanza e la restante attività didattica in aula presso la sede di Corigliano-Rossano.

La struttura del percorso è pensata per fornire una preparazione completa sugli aspetti fondamentali legati alla gestione di un’attività di somministrazione o vendita di alimenti e bevande.

Il programma prevede, in particolare, 10 ore dedicate al riconoscimento merceologico e all’etichettatura, 30 ore alla manipolazione igienica e sicura degli alimenti, 20 ore alla sicurezza sul lavoro, 20 ore all’avviamento e alla gestione dell’azienda e ulteriori 20 ore all’organizzazione e alla gestione operativa.

Esame finale e attestato riconosciuto

Al termine del percorso è previsto il superamento di un esame finale, articolato in una prova scritta e in una prova orale. La prova scritta consiste nella risposta a trenta domande a scelta multipla, alla presenza della commissione d’esame.

A seguito del superamento dell’esame viene rilasciato un attestato riconosciuto dalla Regione Calabria e valido su tutto il territorio nazionale, che consente di dimostrare il possesso dell’abilitazione richiesta per le attività interessate.

Per maggiori informazioni, o per fissare un appuntamento, è possibile rivolgersi ai nostri uffici.

Confcommercio Corigliano Rossano
Via Metaponto
Email: corigliano@confcommercio.cs.it
Telefono: 0983 859021

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