PMI moda: 100 milioni per programmi di sviluppo

PMI moda: 100 milioni per programmi di sviluppo

Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha definito, con il decreto ministeriale 6 agosto 2026, le condizioni e le modalità di accesso alle agevolazioni destinate alle PMI operanti nella filiera della moda, in attuazione dell’articolo 3 della legge 11 marzo 2026, n. 34, recante “Legge annuale sulle piccole e medie imprese”.

La misura mette a disposizione 100 milioni di euro a valere sul Fondo per la crescita sostenibile e sostiene programmi di sviluppo finalizzati a rafforzare la competitività della filiera nazionale, valorizzando l’integrazione dei processi produttivi localizzati in Italia, l’impiego prevalente di semilavorati di origine italiana o europea e la collaborazione tra imprese lungo la catena del valore.

Soggetti beneficiari

Possono accedere alle agevolazioni le piccole e medie imprese regolarmente costituite, iscritte e attive nel Registro delle imprese e operanti nella filiera della moda secondo i codici ATECO 2025 individuati nell’allegato al decreto.

Le imprese devono inoltre possedere gli ulteriori requisiti previsti dalla normativa, tra cui l’assenza delle condizioni di esclusione indicate dal decreto e, in relazione al regime di aiuto applicabile, il rispetto dei requisiti previsti dalla disciplina europea sugli aiuti di Stato.

La domanda può essere presentata anche in forma congiunta, attraverso programmi realizzati da un numero di PMI compreso tra tre e sei. In questo caso, le imprese devono evidenziare i collegamenti esistenti o previsti e gli obiettivi comuni alla base del programma di sviluppo.

Programmi di investimento

Sono agevolabili programmi di sviluppo di importo complessivo compreso tra 1 milione e 20 milioni di euro, realizzati presso un’unità locale ubicata nel territorio nazionale.

Gli investimenti produttivi possono riguardare la creazione di una nuova unità produttiva, l’ampliamento della capacità produttiva di un’unità esistente, la riconversione di un’unità produttiva, la ristrutturazione di un’unità produttiva esistente, l’acquisizione di attivi di uno stabilimento esistente.

Per i programmi di investimento di importo non superiore a 1 milione di euro sono inoltre previsti, nei limiti stabiliti dal decreto e secondo il regime de minimis, interventi per il rinnovo di impianti, macchinari e attrezzature finalizzati al mantenimento o al miglioramento della capacità produttiva.

I programmi di investimento possono essere integrati con:

  • progetti di innovazione di processo e dell’organizzazione, fino al 40% dell’investimento complessivo;
  • progetti di formazione del personale, fino al 20% dell’investimento complessivo;
  • progetti di ricerca industriale e sviluppo sperimentale, nel caso di programmi di investimento produttivo con spese ammissibili superiori a 5 milioni di euro.

I programmi devono essere avviati successivamente alla presentazione della domanda e devono essere ultimati entro 36 mesi dal provvedimento di concessione, salvo la possibilità di una proroga motivata fino a ulteriori 12 mesi.

Spese ammissibili

Tra le principali spese ammissibili rientrano quelle relative all’acquisto e alla realizzazione di immobilizzazioni materiali e immateriali, comprese suolo aziendale e relative sistemazioni, entro i limiti previsti, opere murarie e infrastrutture specifiche aziendali, macchinari, impianti e attrezzature nuovi di fabbrica, immobilizzazioni immateriali e consulenze connesse al programma di investimento, entro i limiti stabiliti dal decreto.

Sono inoltre previste specifiche categorie di spesa per i progetti di innovazione, formazione e ricerca industriale e sviluppo sperimentale.

Agevolazioni

Le agevolazioni sono concesse sotto forma di contributo a fondo perduto e, su richiesta dell’impresa, di finanziamento agevolato, nel rispetto delle intensità massime previste dalla disciplina europea sugli aiuti di Stato.

Il finanziamento agevolato può essere riconosciuto, su richiesta, nella misura del 20% degli investimenti ammissibili, con una durata massima di dieci anni, oltre a un eventuale periodo di preammortamento di durata massima pari a tre anni.

La somma del contributo a fondo perduto e del finanziamento agevolato non può comunque superare il 75% degli investimenti complessivamente ammissibili.

Particolare attenzione a micro e piccole imprese e Mezzogiorno

Il decreto prevede specifiche riserve sulle risorse disponibili.

Il 25% dei 100 milioni di euro è riservato alle iniziative proposte da micro e piccole imprese, mentre il 40% delle risorse, pari a 40 milioni di euro, è destinato ai programmi da realizzare nelle regioni Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Calabria, Puglia, Sicilia e Sardegna.

La previsione assume particolare rilievo per le imprese calabresi della filiera della moda interessate a programmi di investimento, innovazione e sviluppo.

Criteri di valutazione

L’accesso alle agevolazioni avviene attraverso una procedura valutativa a graduatoria. La graduatoria tiene conto, tra gli altri elementi, della copertura finanziaria del piano di sviluppo, del rapporto tra margine operativo lordo e investimento e del possesso di certificazioni etico-sociali e di strumenti per la tracciabilità della supply chain.

Il decreto prevede inoltre specifiche maggiorazioni del punteggio in presenza di determinati requisiti, tra cui il rating di legalità, la certificazione della parità di genere, l’utilizzo prevalente di semilavorati di origine italiana o europea e la presentazione di programmi congiunti da parte di imprese che operano in diverse fasi della catena del valore. È inoltre prevista una maggiorazione collegata all’incidenza del costo del personale sul fatturato.

Presentazione delle domande

Le domande saranno presentate esclusivamente in via telematica attraverso la procedura informatica resa disponibile dal soggetto gestore. I termini iniziali e finali per la presentazione delle domande saranno comunicati in un momento successivo.

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Tax Credit Librerie 2026: domande dal 14 settembre

Tax Credit Librerie 2026: domande dal 14 settembre

Dal 14 settembre al 30 ottobre 2026 gli esercenti di librerie potranno presentare domanda per il riconoscimento del Tax Credit Librerie 2026, il credito d’imposta previsto dalla normativa vigente e disciplinato dal Decreto interministeriale n. 215 del 24 aprile 2018.

L’agevolazione è rivolta alle attività che operano nel commercio al dettaglio di libri in esercizi specializzati, con codice ATECO principale 47.61 (libri nuovi) e 47.79.1 (libri usati). Le domande devono essere inviate esclusivamente tramite il portale del Ministero della Cultura.

Presentazione della domanda

La domanda dovrà essere trasmessa esclusivamente online attraverso il portale dedicato al Tax Credit Librerie.

Un elemento particolarmente importante riguarda gli utenti che avevano già effettuato l’accesso o presentato un’istanza negli anni precedenti: anche per il 2026 sarà necessario effettuare una nuova registrazione, a partire dal 14 settembre 2026.

In fase di compilazione della domanda dovrà inoltre essere specificata la dimensione dell’impresa, indicando una delle seguenti categorie: micro, piccola, media o grande impresa.

Risorse disponibili

Per il 2026 la dotazione finanziaria complessiva della procedura ammonta a 8.250.000 euro, confermando l’importo già previsto per l’annualità precedente.

Il riconoscimento del credito d’imposta avverrà secondo le modalità e i criteri stabiliti dalla disciplina di riferimento.

Guida alla compilazione

Per supportare gli esercenti nella presentazione dell’istanza è disponibile una guida alla compilazione della domanda, predisposta dal Ministero della Cultura.

La guida ha carattere esclusivamente esemplificativo e, pertanto, può presentare alcune differenze grafiche o nella denominazione di determinati elementi rispetto alla versione del portale attualmente disponibile.

Per la corretta compilazione dell’istanza si invita pertanto a consultare attentamente le indicazioni fornite dal Ministero.

Scadenza e informazioni

Le istanze potranno essere presentate dalle ore 12:00 del 14 settembre 2026 fino alle ore 12:00 del 30 ottobre 2026, esclusivamente attraverso l’apposito portale del Ministero della Cultura.

Per eventuali richieste di chiarimento o informazioni sulla procedura è possibile contattare il Ministero della Cultura. Si ricorda agli interessati di prestare particolare attenzione alla nuova registrazione obbligatoria, anche nel caso in cui si sia già utilizzato il portale negli anni precedenti.

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AI LAB Cosenza 2026: contributi fino a 7.500 euro per l’intelligenza artificiale

AI LAB Cosenza 2026: contributi fino a 7.500 euro per l’intelligenza artificiale

La Camera di Commercio di Cosenza, in collaborazione con l’Università della Calabria (Unical), ha pubblicato il Bando AI LAB Cosenza 2026, un’iniziativa finalizzata a favorire l’introduzione dell’Intelligenza Artificiale nelle Micro, Piccole e Medie Imprese (MPMI) della provincia di Cosenza.

L’intervento prevede una dotazione finanziaria complessiva di 75.000 euro e un’agevolazione massima di 7.500 euro per impresa, articolata in due componenti: 5.000 euro sotto forma di servizi specialistici erogati dall’Unical e fino a 2.500 euro di contributo a fondo perduto per gli investimenti finalizzati all’introduzione di soluzioni di IA.

Come funziona il contributo: intensità e importo

Il Bando AI LAB Cosenza 2026 si articola in due fasi.

Prima fase – Servizi di supporto all’introduzione dell’IA

Le imprese selezionate potranno beneficiare di servizi individuali di supporto erogati dall’Università della Calabria, per un valore complessivo di 5.000 euro.

Gli interventi saranno finalizzati ad analizzare le esigenze dell’impresa e ad approfondire le possibilità di applicazione dell’Intelligenza Artificiale nei processi aziendali. Al termine delle attività sarà predisposto un piano di adozione dell’IA personalizzato.

Gli incontri individuali con gli esperti dell’Unical si svolgeranno presso i locali del PIDLab CamERAdigitale della Camera di Commercio di Cosenza. La partecipazione a tutti gli incontri previsti è obbligatoria per mantenere il beneficio.

Seconda fase – Investimenti in Intelligenza Artificiale

A conclusione della prima fase, le imprese ammesse potranno ottenere un contributo a fondo perduto fino a 2.500 euro, destinato a coprire al massimo il 50% delle spese ammissibili sostenute per lo sviluppo e l’applicazione di soluzioni di IA.

Il numero massimo delle imprese ammesse al beneficio è pari a 10, comunque nei limiti della dotazione finanziaria disponibile.

Spese ammissibili

Il contributo a fondo perduto finanzia gli investimenti finalizzati all’introduzione di sistemi di Intelligenza Artificiale in azienda.

Tra le spese ammissibili rientrano:

  • servizi di consulenza e sviluppo di soluzioni di Intelligenza Artificiale;
  • analisi dei dati aziendali;
  • progettazione e implementazione di algoritmi;
  • sviluppo di modelli predittivi o di automazione;
  • integrazione di soluzioni di IA nei processi aziendali;
  • licenze software e strumenti di Intelligenza Artificiale;
  • piattaforme di machine learning;
  • strumenti di data analytics;
  • ambienti di sviluppo IA;
  • soluzioni cloud per l’elaborazione dell’Intelligenza Artificiale.

Le spese devono essere riferite alla sede o alle unità locali dell’impresa situate nella provincia di Cosenza e funzionali all’attività aziendale. Gli acquisti potranno essere effettuati successivamente alla conclusione dei servizi di supporto erogati dall’Unical.

Fornitori

Per i servizi di consulenza e sviluppo IA il bando prevede specifici requisiti per i fornitori.

Possono rientrare, tra gli altri, Competence Center, parchi scientifici e tecnologici, centri di ricerca e trasferimento tecnologico, centri per l’innovazione, Tecnopoli, European Digital Innovation Hub (EDIH), incubatori certificati, FABLAB, spin-off universitari, startup e PMI innovative e Innovation Manager certificati.

Sono inoltre ammessi ulteriori fornitori in possesso di partita IVA che dimostrino di avere realizzato, nell’ultimo triennio, almeno tre attività analoghe per clienti diversi, secondo le condizioni stabilite dal bando. Per l’acquisto di licenze e software non è previsto l’obbligo di ricorrere a fornitori appartenenti a categorie specifiche.

Termini per la presentazione della domanda

Apertura del bando: 11 settembre 2026, ore 11:00

Scadenza: 12 ottobre 2026, ore 12:00

La valutazione avverrà attraverso una graduatoria. I progetti saranno esaminati da una commissione di esperti indicati dall’Unical e nominati dalla Camera di Commercio. In caso di parità di punteggio, sarà applicato il criterio cronologico di presentazione delle domande.

Assistenza alle imprese

La corretta predisposizione del progetto di introduzione dell’Intelligenza Artificiale rappresenta un elemento particolarmente importante, considerato che la valutazione attribuisce fino a 100 punti complessivi alla qualità, innovatività, strategia e fattibilità dell’intervento.

Confcommercio Cosenza mette a disposizione delle imprese associate un servizio di assistenza dedicato che comprende:

  • verifica preliminare dei requisiti di ammissibilità;
  • analisi della documentazione richiesta dal bando;
  • assistenza nella raccolta e verifica dei preventivi;
  • supporto nella compilazione e presentazione della domanda telematica;
  • assistenza nella successiva fase di rendicontazione.

Per maggiori informazioni, o per fissare un appuntamento, è possibile rivolgersi ai nostri uffici.

Confcommercio Cosenza
Via Alimena, 14
Email: cosenza@confcommercio.it
Telefono: 0984 77181

Confcommercio Corigliano Rossano
Via Metaponto
Email: corigliano@confcommercio.cs.it
Telefono: 0983 859021

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Voucher Cloud e Cybersecurity: contributi fino a 20.000 euro per le imprese

Voucher Cloud e Cybersecurity: contributi fino a 20.000 euro per le imprese

Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha definito le modalità operative del Voucher Cloud e Cybersecurity, la misura destinata a sostenere le piccole e medie imprese e i lavoratori autonomi nell’acquisizione di soluzioni tecnologiche innovative per la sicurezza informatica e la digitalizzazione dei processi aziendali.

L’intervento dispone complessivamente di 150 milioni di euro a valere sulle risorse del Fondo per lo sviluppo e la coesione 2014-2020. Una quota di 71.065.813,34 euro è riservata alle regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia, rendendo la misura di particolare interesse anche per le imprese calabresi.

A chi è rivolto il Voucher Cloud e Cybersecurity

Possono accedere alle agevolazioni le PMI e i lavoratori autonomi operanti su tutto il territorio nazionale, purché in possesso dei requisiti previsti dalla normativa.

Tra le condizioni richieste rientra la disponibilità, al momento della presentazione della domanda, di un contratto per la fornitura di servizi di connettività con velocità minima in download di 30 Mbps.

Quali investimenti sono finanziabili

Il Voucher sostiene l’acquisizione di nuovi servizi e prodotti di cloud computing e cybersecurity, oppure di soluzioni più avanzate e sicure rispetto a quelle già utilizzate dall’impresa.

Tra gli interventi ammissibili rientrano:

  • firewall e firewall di nuova generazione;
  • router, switch e sistemi di prevenzione delle intrusioni;
  • antivirus e antimalware;
  • software per il monitoraggio delle reti;
  • sistemi di crittografia;
  • sistemi SIEM e strumenti per la gestione delle vulnerabilità;
  • servizi cloud infrastrutturali, tra cui virtual machine, storage, backup, VPN, servizi DDoS e database;
  • software SaaS per contabilità e gestione delle risorse umane;
  • sistemi ERP e strumenti di gestione dei processi aziendali;
  • CMS ed e-commerce;
  • CRM e strumenti per la gestione delle relazioni con i clienti;
  • servizi di configurazione, monitoraggio e supporto continuativo.

Sono inoltre ricomprese soluzioni di produttività aziendale integrate con funzionalità di intelligenza artificiale, sistemi per l’erogazione della formazione e servizi di collaborazione e centralino virtuale.

I prodotti e servizi devono essere acquisiti da fornitori presenti nell’apposito elenco previsto dalla misura. Inoltre, non sono agevolabili investimenti che presentino prestazioni analoghe a quelle di soluzioni già in uso, né semplici aggiornamenti privi di un miglioramento sostanziale.

Contributo fino a 20.000 euro

L’agevolazione consiste in un contributo a fondo perduto pari al 50% delle spese ammissibili, con un contributo massimo di 20.000 euro.

L’investimento deve prevedere una spesa ammissibile di almeno 4.000 euro. Il regime applicabile è quello degli aiuti de minimis.

Acquisto diretto o abbonamento

I piani di investimento possono essere realizzati attraverso acquisto diretto dei prodotti e servizi, sottoscrizione di abbonamenti o combinazione delle due modalità.

Nel caso degli abbonamenti, la durata deve essere di almeno 24 mesi e sono ammissibili i canoni relativi ai primi 24 mesi. Per gli acquisti diretti, le spese devono essere sostenute e pagate entro 12 mesi dalla comunicazione del provvedimento di concessione.

Particolare attenzione deve essere posta alla tempistica: i piani di spesa devono essere avviati successivamente alla presentazione della domanda.

Quando presentare la domanda

Lo sportello prevede una fase preliminare di compilazione della domanda, che sarà possibile avviare dalle ore 12:00 del 20 ottobre 2026. La presentazione formale delle domande sarà invece possibile dalle ore 12:00 del 10 novembre 2026 alle ore 12:00 del 20 gennaio 2027, esclusivamente attraverso la procedura informatica resa disponibile dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy.

Confcommercio Cosenza mette a disposizione delle imprese associate un servizio di assistenza dedicato che comprende:

  • verifica preliminare dei requisiti di ammissibilità;
  • analisi della documentazione richiesta;
  • assistenza nella compilazione e nell’invio telematico della domanda;
  • consulenza nella successiva fase di rendicontazione.

Per maggiori informazioni, o per fissare un appuntamento, è possibile rivolgersi ai nostri uffici.

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Ecobonus 2026: al via gli incentivi per veicoli commerciali e retrofit GPL/Metano

Ecobonus 2026: al via gli incentivi per veicoli commerciali e retrofit GPL/Metano

Sono ufficialmente operativi i nuovi incentivi previsti dall’Ecobonus 2026 per favorire la diffusione della mobilità sostenibile. Con il Decreto Direttoriale del 27 luglio 2026, il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT) ha disposto l’apertura della piattaforma informatica dedicata alla prenotazione dei contributi destinati ai veicoli commerciali a basse emissioni e agli interventi di trasformazione degli autoveicoli mediante installazione di impianti GPL o metano (retrofit).

La misura rientra nelle politiche nazionali di riduzione delle emissioni inquinanti e di rinnovo del parco circolante, prevedendo un contributo economico riconosciuto direttamente come sconto sul prezzo di acquisto praticato dal concessionario.

A chi sono destinati gli incentivi

L’Ecobonus si rivolge a persone fisiche e giuridiche che acquistano veicoli a ridotte emissioni appartenenti alle seguenti categorie:

  • autovetture (categoria M1);
  • motocicli e ciclomotori (categorie L1e-L7e);
  • veicoli commerciali leggeri e medi (categorie N1 e N2).

Per quanto riguarda gli incentivi destinati ai veicoli commerciali, possono beneficiarne le piccole e medie imprese che svolgono attività di trasporto merci in conto proprio o conto terzi. Sono inoltre ammesse le società di noleggio che acquistano un veicolo commerciale da concedere in locazione a una PMI mediante un contratto di durata non inferiore a tre anni.

Incentivi anche per il retrofit GPL e metano

La misura prevede inoltre contributi dedicati al retrofit, ossia alla trasformazione di autoveicoli già circolanti mediante l’installazione di impianti di alimentazione a GPL o metano.

L’agevolazione è rivolta alle persone fisiche e giuridiche che installano un nuovo impianto su autovetture di categoria M1 omologate almeno Euro 3, contribuendo così alla riduzione delle emissioni senza ricorrere necessariamente all’acquisto di un nuovo veicolo.

Come funziona il contributo

L’incentivo non viene richiesto direttamente dall’acquirente.

La procedura prevede infatti che sia il concessionario aderente all’iniziativa a prenotare il contributo attraverso la piattaforma telematica gestita da Invitalia per conto del Ministero. Una volta ottenuta la prenotazione, il beneficio viene applicato direttamente in fattura sotto forma di riduzione del prezzo di acquisto del veicolo. Successivamente il concessionario recupera il contributo secondo le procedure previste dal sistema Ecobonus.

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Sviluppo competenze PMI: incentivi per formazione digitale e green

Sviluppo competenze PMI: incentivi per formazione digitale e green

Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy promuove il programma “Sviluppo Competenze”, un regime di aiuto rivolto alle micro, piccole e medie imprese (PMI) localizzate nelle regioni Calabria, Basilicata, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia, finalizzato a sostenere l’acquisizione di servizi per lo sviluppo e il rafforzamento delle competenze del personale dipendente.

Quali interventi sono finanziabili

L’agevolazione sostiene la realizzazione di percorsi di formazione rivolti al personale dipendente, finalizzati allo sviluppo o al consolidamento di competenze strategiche per affrontare la trasformazione digitale, tecnologica e ambientale delle imprese.

I progetti formativi possono riguardare, tra gli altri, i seguenti ambiti:

  • tecnologie digitali;
  • processi di transizione verde e digitale;
  • tecnologie pulite ed efficienti sotto il profilo delle risorse;
  • conoscenza e applicazione delle tecnologie individuate dal regolamento STEP;
  • traiettorie tecnologiche previste dalla Strategia nazionale di specializzazione intelligente.

Sono inoltre ammessi interventi nei settori Salute, alimentazione e qualità della vita, Industria intelligente e sostenibile, energia e ambiente, Turismo, patrimonio culturale e industria della creatività, Agenda Digitale, Smart Communities e sistemi di mobilità intelligente e Biotecnologie.

Caratteristiche dei percorsi formativi

I percorsi ammessi devono rispettare specifiche condizioni:

  • prevedere un costo complessivo compreso tra 10.000 e 60.000 euro;
  • essere realizzati presso unità locali situate nelle regioni ammesse;
  • essere affidati a soggetti qualificati, manager, società di consulenza o fornitori di servizi formativi indipendenti dall’impresa beneficiaria;
  • essere avviati entro 6 mesi dalla concessione dell’agevolazione;
  • concludersi entro 12 mesi, con possibilità di proroga fino a ulteriori 6 mesi.

È inoltre possibile presentare progetti integrati sovraregionali, che possono coinvolgere fino a 10 imprese, qualora la collaborazione consenta vantaggi concreti per lo sviluppo della filiera di appartenenza.

Spese ammissibili

Sono finanziabili le spese direttamente collegate ai percorsi formativi, tra cui costi del personale dei formatori, spese di esercizio connesse alla formazione, comprese trasferte, materiali e forniture, ammortamento di strumenti e attrezzature utilizzati esclusivamente per il progetto, costi per servizi di consulenza collegati all’iniziativa e costi del personale dipendente partecipante alla formazione.

Le spese vengono riconosciute secondo il meccanismo dei costi unitari, in conformità alla normativa europea sui fondi strutturali.

Entità del contributo

L’intervento è finanziato con una dotazione complessiva di 12.449.676 di euro. Le agevolazioni sono concesse sotto forma di contributo diretto alla spesa, nel rispetto del regime de minimis, nella misura del:

  • 50% delle spese ammissibili per i progetti ordinari;
  • maggiorazione di 20 punti percentuali per micro e piccole imprese nei progetti integrati sovraregionali;
  • maggiorazione di 10 punti percentuali per le medie imprese nei progetti integrati sovraregionali.

Gli incentivi possono essere cumulati con altri aiuti pubblici, nel rispetto dei limiti previsti dalla normativa europea sugli aiuti di Stato.

Domande dal 10 settembre al 21 dicembre 2026

Con il decreto direttoriale n. 2095 del 13 luglio 2026 il Ministero ha disposto l’apertura di una seconda procedura di selezione per la presentazione delle domande. Le PMI interessate potranno presentare la richiesta di agevolazione dal 10 settembre 2026 alle ore 12:00 fino al 21 dicembre 2026 alle ore 12:00 attraverso la procedura informatica disponibile sul sito del soggetto gestore. Le domande saranno valutate tramite una procedura a graduatoria, sulla base dei criteri stabiliti dalla normativa di riferimento e del punteggio attribuito ai singoli progetti.

Confcommercio Cosenza è a disposizione delle imprese interessate per offrire un’assistenza completa in tutte le fasi dell’iniziativa. I nostri uffici forniscono supporto nella verifica dei requisiti di accesso, nella predisposizione e presentazione della domanda di finanziamento e consulenza specialistica per individuare il percorso più adatto alle esigenze dell’azienda.

Inoltre, in qualità di ente di formazione accreditato, Confcommercio Cosenza progetta ed eroga percorsi formativi personalizzati negli ambiti della trasformazione digitale, dell’innovazione organizzativa, della sostenibilità e delle altre competenze previste dall’Avviso, accompagnando le imprese fino alla completa realizzazione delle attività finanziate.

Per maggiori informazioni, o per fissare un appuntamento, è possibile rivolgersi ai nostri uffici, presso le nostre sedi.

Sede Confcommercio Cosenza
Indirizzo: Via Alimena, 14
E-mail: cosenza@confcommercio.it
Telefono e Fax: 0984 77181

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