Nuove librerie under 35: contributi fino a 25.000 euro dal Ministero della Cultura

Nuove librerie under 35: contributi fino a 25.000 euro dal Ministero della Cultura

Il Ministero della Cultura ha pubblicato il bando per l’assegnazione di contributi destinati all’apertura di nuove librerie sul territorio nazionale da parte di giovani imprenditori under 35. La misura dispone di una dotazione finanziaria complessiva pari a 4 milioni di euro ed è finalizzata a favorire la diffusione di presìdi culturali nei territori, con particolare attenzione alle aree interne, svantaggiate e prive di punti vendita librari.

L’intervento dà attuazione alle disposizioni previste dal Decreto del Ministro della Cultura n. 383 del 27 ottobre 2025 e si inserisce nell’ambito delle misure di sostegno all’imprenditoria culturale giovanile.

Le risorse disponibili

Il fondo è articolato in due linee di finanziamento:

  • 1 milione di euro destinato alle librerie già avviate dopo il 30 dicembre 2023 nei comuni rientranti nelle tipologie individuate dalla Legge n. 158/2017, nei quali non sia presente un altro punto vendita di libri;
  • 3 milioni di euro destinati alle attività avviate dopo il 30 giugno 2024 oppure ancora da avviare, secondo specifici criteri di priorità stabiliti dal bando.

Tra gli elementi premianti figurano la localizzazione in aree interne o svantaggiate, nei territori privi di librerie o biblioteche statali aperte al pubblico e, negli altri casi, il carattere indipendente dell’attività.

Chi può partecipare

Possono presentare domanda i titolari o i legali rappresentanti di librerie indipendenti o affiliate, purché non appartenenti a catene o gruppi editoriali o imprenditoriali, che alla data del 28 dicembre 2024 non abbiano ancora compiuto 35 anni.

Tra i requisiti generali richiesti figurano l’assenza di condanne penali definitive per reati contro la pubblica amministrazione o per i reati previsti dal Codice dei Contratti Pubblici, l’assenza di procedure concorsuali, l’assenza di gravi illeciti professionali e il possesso dei requisiti specifici previsti per ciascuna linea di intervento.

Contributo concedibile

Il contributo è concesso a fondo perduto fino a un massimo di 24.000 euro per ciascun beneficiario.

È inoltre previsto un ulteriore contributo fino a 1.000 euro per spese documentate relative a corsi di formazione e attività di tutoraggio, portando il sostegno complessivo fino a 25.000 euro.

Spese ammissibili

Sono finanziabili, tra le altre, interventi di restauro, ristrutturazione e adeguamento dei locali, acquisto e allestimento di scaffalature, installazione di impianti di sicurezza, antincendio e antitaccheggio, realizzazione della rete informatica e digitalizzazione dell’attività, oneri amministrativi e corsi di formazione e attività di tutoraggio specialistico.

Documentazione richiesta

La documentazione varia a seconda che l’attività sia già avviata oppure ancora da avviare. Tra gli allegati generalmente richiesti figurano un business plan aziendale, una visura camerale, la documentazione relativa alla disponibilità dei locali, attestazioni previdenziali e fiscali, la SCIA presentata al SUAP, ove prevista, e la documentazione contabile delle spese sostenute o da sostenere.

Modalità di presentazione delle domande

Le domande devono essere presentate esclusivamente tramite PEC. La procedura è aperta dalle ore 15:00 del 15 giugno 2026 e si chiuderà alle ore 15:00 del 13 settembre 2026. Le istanze devono essere trasmesse utilizzando obbligatoriamente la modulistica predisposta dal Ministero della Cultura e dalla Direzione Generale Biblioteche e Istituti Culturali.

Ricorda di iscriverti al nostro canale WhatsApp per rimanere sempre aggiornato sui nostri servizi e le ultime novità.

Transizione 5.0: al via le domande dal 12 giugno

Transizione 5.0: al via le domande dal 12 giugno

Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT) ha annunciato l’apertura della piattaforma informatica del Gestore dei Servizi Energetici (GSE) dedicata alla prenotazione delle agevolazioni previste dal Piano Transizione 5.0. A partire dalle ore 12.00 di venerdì 12 giugno 2026, le imprese interessate potranno avviare l’iter necessario per accedere ai benefici fiscali destinati agli investimenti in beni strumentali tecnologicamente avanzati e negli impianti alimentati da fonti di energia rinnovabile.

L’iniziativa si inserisce nel quadro delle misure volte a sostenere la trasformazione digitale ed energetica del sistema produttivo nazionale, favorendo l’adozione di tecnologie innovative e l’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili.

Le modalità operative per l’accesso all’agevolazione sono disciplinate dal decreto interministeriale MIMIT-MEF del 7 maggio 2026, che definisce requisiti, procedure e adempimenti necessari per la fruizione del beneficio. Il provvedimento stabilisce che sono agevolabili gli investimenti in beni strumentali nuovi funzionali alla trasformazione tecnologica e digitale delle imprese, individuati negli allegati IV e V della Legge n. 199/2025, nonché gli investimenti in impianti destinati all’autoproduzione e all’autoconsumo di energia da fonti rinnovabili, completati nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2026 e il 30 settembre 2028.

Per accedere all’incentivo, le imprese dovranno seguire una procedura articolata attraverso la piattaforma telematica del GSE. In una prima fase sarà necessario trasmettere una comunicazione preventiva contenente i dati identificativi dell’impresa, le caratteristiche degli investimenti programmati e il relativo ammontare economico. Entro sessanta giorni dalla comunicazione di esito positivo da parte del GSE, dovrà essere inviata una comunicazione di conferma attestante il pagamento di un acconto pari almeno al 20% del costo di acquisizione dei beni. Successivamente, una volta completati gli investimenti e realizzata l’interconnessione dei beni ai sistemi aziendali, l’impresa dovrà presentare la comunicazione finale di completamento entro il 15 novembre 2028.

Il decreto introduce inoltre specifici obblighi di monitoraggio. Le imprese beneficiarie dovranno trasmettere annualmente al GSE una comunicazione periodica entro il 20 gennaio contenente informazioni sugli investimenti effettuati, sui costi sostenuti e sulla previsione di utilizzo del beneficio. Entro il successivo 30 giugno dovrà essere inviata una comunicazione integrativa con il relativo piano di ammortamento e l’indicazione delle quote di incentivo imputate nei singoli esercizi.

Per quanto riguarda l’intensità dell’agevolazione, la maggiorazione fiscale del costo dei beni è riconosciuta nella misura del 180% per gli investimenti fino a 2,5 milioni di euro, del 100% per la quota compresa tra 2,5 e 10 milioni di euro e del 50% per la parte eccedente i 10 milioni di euro fino a un massimo di 20 milioni di euro. Il beneficio diventa fruibile a partire dal periodo d’imposta in cui viene trasmessa la comunicazione di completamento degli investimenti, a condizione che il bene sia entrato in funzione nello stesso periodo e che il GSE abbia espresso esito positivo alle verifiche previste dalla normativa.

Particolare attenzione è dedicata agli investimenti per la produzione di energia da fonti rinnovabili. Sono ammissibili le spese relative agli impianti di generazione elettrica, ai trasformatori, ai sistemi di accumulo, agli impianti per la produzione di energia termica destinata al calore di processo e ai servizi ausiliari necessari al funzionamento degli impianti. Il dimensionamento degli impianti non potrà superare il 105% del fabbisogno energetico della struttura produttiva interessata.

La normativa prevede inoltre l’obbligo di acquisire una perizia tecnica asseverata rilasciata da professionisti abilitati o da organismi di certificazione accreditati, finalizzata a dimostrare le caratteristiche tecniche dei beni e la loro interconnessione. L’effettivo sostenimento delle spese dovrà invece essere attestato da una certificazione contabile rilasciata da un revisore legale dei conti.

Le attività di controllo e verifica saranno affidate al GSE, che potrà effettuare controlli documentali e richiedere ulteriore documentazione alle imprese beneficiarie. Per questo motivo sarà necessario conservare tutta la documentazione relativa agli investimenti, comprese fatture, documenti di trasporto, certificazioni e perizie tecniche.

Ricorda di iscriverti al nostro canale WhatsApp per rimanere sempre aggiornato sui nostri servizi e le ultime novità.

Credito d’imposta per incubatori e acceleratori certificati: al via le domande

Credito d’imposta per incubatori e acceleratori certificati: al via le domande

Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha attivato una nuova misura di sostegno destinata agli incubatori e agli acceleratori certificati che investono nel capitale di rischio delle start-up innovative. L’incentivo, previsto dall’articolo 32 della Legge n. 193/2024 e disciplinato dal Decreto Interministeriale del 26 maggio 2025 e dal Decreto Direttoriale del 13 marzo 2026, si concretizza in un contributo sotto forma di credito d’imposta finalizzato a favorire l’accesso ai capitali e la crescita delle imprese innovative nelle prime fasi del loro sviluppo.

In cosa consiste l’agevolazione

L’agevolazione riconosce agli incubatori e agli acceleratori certificati un credito d’imposta pari all’8% dell’investimento effettuato nel capitale sociale di una start-up innovativa. L’investimento può essere realizzato sia in forma diretta sia tramite organismi di investimento collettivo del risparmio (OICR) o altre società che investano prevalentemente in start-up innovative.

L’importo massimo dell’investimento agevolabile è pari a 500.000 euro per ciascun periodo d’imposta, mentre l’investimento deve essere mantenuto per almeno tre anni affinché il beneficio possa essere conservato.

La misura è concessa nel rispetto del regime europeo “de minimis”, che prevede un limite massimo di aiuti pari a 300.000 euro nell’arco di tre anni per ciascun beneficiario.

Chi può accedere

Possono richiedere il contributo gli incubatori e gli acceleratori certificati che risultano:

  • regolarmente costituiti e attivi;
  • iscritti alla sezione speciale del Registro delle Imprese dedicata alle start-up innovative;
  • non classificabili come imprese in difficoltà;
  • non soggetti a procedure concorsuali con finalità liquidatoria;
  • in regola con la normativa europea sugli aiuti di Stato;
  • non destinatari di sanzioni interdittive o di altre cause ostative previste dalla normativa vigente.

L’obiettivo della misura è rafforzare il ruolo degli incubatori e degli acceleratori certificati quali soggetti strategici per la nascita e il consolidamento dell’ecosistema dell’innovazione italiano.

Modalità di presentazione delle domande

Le richieste di accesso al contributo dovranno essere trasmesse esclusivamente tramite posta elettronica, a partire dalle ore 10:00 del 30 marzo 2026 e saranno accolte fino ad esaurimento delle risorse disponibili. L’istanza dovrà essere compilata utilizzando l’apposito modulo allegato al Decreto Direttoriale del 13 marzo 2026 e firmata digitalmente dal legale rappresentante del soggetto richiedente.

Ricorda di iscriverti al nostro canale WhatsApp per rimanere sempre aggiornato sui nostri servizi e le ultime novità.

Investimenti sostenibili 4.0: nuovo bando MIMIT da 448 milioni per le PMI del Sud

Investimenti sostenibili 4.0: nuovo bando MIMIT da 448 milioni per le PMI del Sud

Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha pubblicato il decreto attuativo relativo al nuovo bando “Investimenti sostenibili 4.0”, misura destinata a sostenere programmi di investimento innovativi, sostenibili e ad alto contenuto tecnologico da parte delle micro, piccole e medie imprese del Mezzogiorno.

L’intervento si inserisce nel quadro del piano Transizione 4.0 e mette a disposizione una dotazione finanziaria complessiva pari a circa 448 milioni di euro, destinata alle imprese operative in Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sicilia e Sardegna. Una quota pari al 25% delle risorse sarà riservata alle micro e piccole imprese.

La misura punta a rafforzare la competitività del tessuto produttivo attraverso investimenti orientati alla digitalizzazione, all’innovazione dei processi produttivi, all’economia circolare e all’efficienza energetica, in coerenza con gli obiettivi climatici e ambientali dell’Unione Europea.

Potranno accedere alle agevolazioni le PMI regolarmente costituite, attive e in regime di contabilità ordinaria, in possesso di almeno due bilanci approvati o, nel caso di imprese individuali e società di persone, di almeno due dichiarazioni dei redditi. Le imprese dovranno inoltre risultare in regola con gli obblighi contributivi, ambientali e assicurativi previsti dalla normativa vigente.

I programmi di investimento dovranno prevedere spese comprese tra 750 mila euro e 5 milioni di euro e dovranno essere avviati successivamente alla presentazione della domanda. Gli interventi dovranno concludersi entro 18 mesi dalla concessione delle agevolazioni.

Tra le spese ammissibili rientrano l’acquisto di macchinari, impianti e attrezzature nuovi, opere murarie entro il limite del 40% dei costi agevolabili, software, licenze, certificazioni ambientali e servizi specialistici di consulenza collegati alle tecnologie abilitanti del piano Transizione 4.0.

Il bando valorizzerà in particolare i progetti caratterizzati da elevata sostenibilità ambientale, capaci di contribuire alla riduzione dei consumi energetici e all’adozione di soluzioni riconducibili all’economia circolare. Saranno premiati anche gli interventi in grado di garantire un miglioramento dell’efficienza energetica aziendale pari ad almeno il 5%.

Le agevolazioni potranno coprire fino al 75% delle spese ammissibili, attraverso una combinazione di contributo a fondo perduto fino al 35% e finanziamento agevolato a tasso zero fino al 40%, con rimborso in sette anni.

Le domande saranno gestite tramite procedura a sportello da Invitalia. I termini e le modalità operative per la presentazione delle istanze saranno definiti con un successivo provvedimento ministeriale.

Ricorda di iscriverti al nostro canale WhatsApp per rimanere sempre aggiornato sui nostri servizi e le ultime novità.

Ristori imprese ciclone Harry: contributi fino a 20.000 euro per le aziende calabresi

Ristori imprese ciclone Harry: contributi fino a 20.000 euro per le aziende calabresi

La Regione Calabria ha approvato una nuova misura di sostegno economico destinata alle imprese colpite dagli eventi meteorologici eccezionali verificatisi a partire dal 18 gennaio 2026, noti come ciclone Harry. Il provvedimento, formalizzato con Decreto Dirigenziale n. 6958 del 23 aprile 2026, disciplina l’attivazione di una manifestazione di interesse finalizzata all’erogazione di ristori economici per favorire la ripresa delle attività produttive.

L’intervento si inserisce nel quadro delle azioni urgenti di protezione civile previste dalle ordinanze nazionali e rappresenta una risposta concreta alle difficoltà subite dal tessuto imprenditoriale regionale. L’obiettivo principale è garantire liquidità immediata alle imprese danneggiate, consentendo una ripartenza tempestiva.

Finalità della misura

La misura è orientata a sostenere, anche attraverso forme di anticipazione, le imprese che hanno già presentato domanda di contributo nell’ambito dell’Avviso n. 1/2026 del Dipartimento di Protezione Civile della Regione Calabria. In particolare, l’intervento consente di anticipare i ristori in fase di istruttoria, riducendo i tempi di accesso alle risorse finanziarie.

Le agevolazioni sono concesse sotto forma di aiuti “de minimis”, nel rispetto della normativa europea vigente, e mirano a coprire le spese sostenute per il ripristino delle attività economiche.

Dotazione finanziaria e importi

La dotazione complessiva disponibile per l’erogazione dei ristori ammonta a 5.250.000 euro, derivanti da economie di programmi finanziati con fondi POR Calabria FESR 2014/2020.

Il contributo massimo concedibile per ciascuna impresa è pari a 20.000 euro, in linea con l’importo richiesto nella domanda originaria presentata alla Protezione Civile.

Soggetti beneficiari

Possono accedere alla misura esclusivamente gli operatori economici che risultano inseriti negli elenchi delle imprese già richiedenti il contributo tramite la piattaforma del Dipartimento di Protezione Civile della Regione Calabria, e in particolare abbiano già presentato domanda di ristoro nell’ambito dell’Avviso n. 1/2026, senza aver beneficiato di altri indennizzi per gli stessi danni e rispettando i limiti previsti dal regime “de minimis”.

Modalità e termini di presentazione delle domande

Le imprese interessate dovranno presentare domanda esclusivamente in modalità telematica attraverso la piattaforma dedicata, disponibile sul portale Fincalabra.

Le domande potranno essere presentate:

  • a partire dalle ore 10:00 del 4 maggio 2026
  • fino alle ore 16:00 del 4 giugno 2026

Le richieste saranno esaminate secondo l’ordine cronologico di arrivo, previa verifica della completezza e regolarità della documentazione.

Procedura di erogazione

L’istruttoria delle domande è affidata a Fincalabra S.p.A., società in house della Regione Calabria, che provvederà alla verifica di ammissibilità, ai controlli a campione sulla regolarità contributiva, alla registrazione degli aiuti nel Registro Nazionale degli Aiuti di Stato e all’erogazione del contributo direttamente sul conto corrente indicato dall’impresa.

L’erogazione avverrà in un’unica soluzione, con successivi controlli sulla corretta destinazione delle risorse.

Obblighi per le imprese

Le imprese beneficiarie sono tenute a conservare la documentazione delle spese sostenute, rendere disponibile tale documentazione in caso di controlli e utilizzare i fondi entro i termini previsti (12 mesi dall’evento).

In caso di irregolarità o mancato rispetto degli obblighi, è prevista la revoca del contributo e il recupero delle somme erogate.

Ricorda di iscriverti al nostro canale WhatsApp per rimanere sempre aggiornato sui nostri servizi e le ultime novità.

Turismo incoming in Calabria: contributi 2026 per pacchetti viaggio

Turismo incoming in Calabria: contributi 2026 per pacchetti viaggio

La Regione Calabria ha approvato un Avviso pubblico finalizzato a sostenere e incentivare il turismo in ingresso (incoming), con l’obiettivo di migliorare l’accessibilità delle destinazioni regionali e favorire l’incremento dei flussi turistici, in particolare nei periodi di bassa e media stagione. L’intervento si inserisce nell’ambito del Programma di Azione e Coesione (PAC) 2014-2020, Azione 6.8.3, e prevede la concessione di contributi in conto capitale per la realizzazione di pacchetti turistici strutturati.

L’iniziativa mira a rafforzare la competitività del sistema turistico calabrese attraverso la promozione di programmi di viaggio integrati, comprendenti trasporto, alloggio e servizi accessori, con un impatto diretto sulla permanenza media dei turisti e sulla spesa complessiva sul territorio.

Beneficiari e modalità di partecipazione

Possono accedere alle agevolazioni le imprese italiane ed estere operanti nei settori delle agenzie di viaggio e dei tour operator (codici ATECO/NACE 79.1), anche in forma aggregata, purché legalmente riconosciuta.

È prevista la partecipazione tramite raggruppamenti (RTI o equivalenti), con obbligo di individuazione di un soggetto capofila e formalizzazione dell’accordo. Ciascuna impresa può partecipare a una sola aggregazione e presentare una sola domanda.

Interventi ammissibili

Il contributo è destinato alla realizzazione di pacchetti turistici in Calabria rivolti a gruppi di almeno 25 partecipanti, con le seguenti caratteristiche:

  • durata minima di 4 notti (massimo 7 incentivabili);
  • soggiorni compresi tra il 1° aprile e il 31 ottobre;
  • esclusione dei mesi di luglio e agosto;
  • programmi di viaggio strutturati, comprensivi di servizi turistici integrati.

L’intervento è orientato in modo esplicito alla destagionalizzazione dei flussi turistici e all’attrazione di domanda nazionale ed estera.

Entità del contributo

Il contributo è calcolato su base individuale (per persona e per notte) e varia in funzione della tipologia di struttura ricettiva, della provenienza del turista (nazionale o estera) e della durata del soggiorno (con meccanismo a scaglioni decrescenti).

È prevista una maggiorazione del 15% per i soggiorni effettuati nei mesi di aprile e ottobre, al fine di incentivare ulteriormente la bassa stagione.

Il contributo complessivo non può superare il costo dei pernottamenti documentati, è soggetto al regime “de minimis”, con un massimale di 300.000 euro per impresa in tre esercizi finanziari, e può essere incrementato fino al 20% per spese di comunicazione e co-marketing legate alla promozione del pacchetto turistico.

Dotazione finanziaria

La dotazione complessiva dell’Avviso è pari a 1.000.000 di euro per l’annualità 2026, a valere sulle risorse del PAC Calabria 2014-2020.

Le domande saranno finanziate secondo una procedura valutativa a sportello, in ordine cronologico di presentazione, fino ad esaurimento delle risorse disponibili.

Presentazione e valutazione della domanda

La presentazione della domanda avviene esclusivamente in modalità telematica, attraverso l’apposita piattaforma online messa a disposizione dalla Regione Calabria. Ciascun soggetto può presentare una sola istanza di contributo. L’esame delle domande avviene mediante procedura a sportello, ai sensi della normativa vigente, con finanziamento progressivo fino a esaurimento dei fondi.

Va inoltre evidenziato che eventuali carenze documentali, errori di compilazione o difformità rispetto a quanto richiesto comportano l’irricevibilità della domanda. Ciò implica che l’istanza non verrà presa in considerazione ai fini dell’istruttoria, affidata a una Commissione appositamente nominata, che procede alla verifica dei requisiti di ammissibilità e alla valutazione delle domande secondo l’ordine cronologico di presentazione.

Ricorda di iscriverti al nostro canale WhatsApp per rimanere sempre aggiornato sui nostri servizi e le ultime novità.