Terme Luigiane. Una vicenda senza fine

Terme Luigiane. Una vicenda senza fine

Manca la volontà di fare chiarezza e giungere ad una conclusione. È ciò che si evince dall’istanza di rinvio fatta al TAR dai Comuni di Guardia Piemontese e Acquappesa e avallata dalla Regione Calabria. Il TAR il 22 giugno scorso avrebbe dovuto decidere sulle sorti della concessione delle Terme Luigiane. Il tutto è stato quindi rinviato al 13 ottobre, quando ormai la stagione termale sarà persa.

La S.A.TE.CA SPA, società subconcessionaria delle Terme Luigiane ritiene, di fronte alla incredibile confusione di date, cifre e valori circolati in questi ultimi giorni, di dover ristabilire la verità dei fatti. Il 26 maggio 2021 S.A.TE.CA. ha inviato ai due Comuni un’ipotesi di accordo che prevedeva:

1) la fornitura di 40 litri al secondo di acqua calda termale, quantitativo minimo per far funzionare le proprie strutture, determinato da uno studio del prof. ing. Paolo Veltri, Ordinario di Ingegneria idraulica presso UniCal;

2) il versamento di un canone annuo di 30mila Euro per il 40% dell’acqua termale, assolutamente congruo se si considera che i Comuni versano alla Regione, per il 100% della risorsa idrotermale, 22mila Euro.

Il 9 giugno 2021, i Comuni hanno proposto a S.A.TE.CA. la fornitura di soli 10 litri al secondo e un canone annuo che, per il primo anno era indicato in 93mila Euro e, per i successivi anni, veniva fissato in 373mila Euro. Il tutto calcolato sulla base di un documento della Conferenza Stato-Regioni del 2006 che fa riferimento ad acque destinate al consumo umano e non per uso termale e senza tenere in alcun conto la delibera 183 del 2012 con la quale la Regione Calabria stabilisce i canoni per le concessioni termali.

L’assurdità della richiesta economica appare evidente se si considera che nella proposta il canone richiesto dai Comuni per i 40 litri necessari alla S.A.TE.CA è fissato in 1.000.742,40 euro, ossia 2/3 della somma dei canoni pagati annualmente da tutte le stazioni termali in Italia.

Il 10 giugno 2021, i legali di S.A.TE.CA. hanno inviato al Presidente della Regione la proposta ricevuta dai comuni, spiegando le ragioni, peraltro evidenti, per cui tale proposta è insostenibile: sia per l’irrisorio quantitativo di acqua offerto, sia per l’incredibile prezzo richiesto, manifestamente sproporzionato rispetto a quanto pagato dagli stessi Comuni alla Regione.

Infine, il 24 giugno 2021, è stato diffuso un comunicato stampa della Presidenza della Regione Calabria, in cui si parla di “apertura dei Sindaci”, i quali:

– per l’anno 2021, hanno manifestato “la disponibilità ad arrotondare per difetto il corrispettivo richiesto di 93mila euro a 90mila euro”;

– per quanto riguarda gli anni successivi il corrispettivo rimane di 373mila euro;

– nulla hanno precisato o modificato in relazione al quantitativo di acqua calda termale offerto, il quale, quindi, appare tutt’ora limitato a 10 litri al secondo.

Di fronte a tali fatti, come si fa a parlare di “apertura dei Sindaci” i quali, a parte uno ‘sconto’ di 3mila Euro per il 2021, hanno ribadito alla lettera l’inaccettabile proposta del 9 giugno scorso? E come si fa a parlare di “ferma volontà delle amministrazioni comunali di voler far proseguire le attività termali” quando il canone medio versato dalle oltre 500 terme italiane è di € 3.768 annui? Quale sarebbe “la nuova proposta” dei due Comuni che la S.A.TE.CA dovrebbe valutare con attenzione e celerità visto che nulla è cambiato?

A chi giova la decisione attuata dai Comuni di riversare nel torrente Bagni tutta l’acqua termale insieme al lavoro di migliaia di persone, 500.000 prestazioni sanitarie annue e l’economia di tutta la zona?

Limitazione alla circolazione per i mezzi pesanti sulla ss18

Limitazione alla circolazione per i mezzi pesanti sulla ss18

Come ogni anno scatta il divieto di circolazione per il periodo estivo per i veicoli che trasportano cose il cui peso complessivo superi i 35 q.li sulla SS 18 nel tratto che va da Tortora ad Amantea, in entrambi i sensi di marcia. Il divieto scatta dalle 0:00 del 1 luglio 2021 e durerà fino al 31 agosto 2021.

Ogni ulteriore elemento di approfondimento è contenuto nel Decreto della Prefetto di Cosenza, Cinzia Guercio.

Sanità in Calabria. Quella privata genera 1.3% di valore aggiunto

Sanità in Calabria. Quella privata genera 1.3% di valore aggiunto

Algieri, Confcommercio: “I dati diffusi dal rapporto sul sistema della imprenditoria sanitaria in Italia confermano come nella nostra Regione la sanità privata colma le lacune della sanità pubblica che invece è in balia della classe politica”.

Ieri presso la Camera dei Deputati, la Camera di Commercio di Cosenza ha presentato il rapporto sul “Sistema della Imprenditoria sanitaria in Italia” realizzato dal Centro Studi delle Camere di Commercio G. Tagliacarne.

Una fotografia sullo stato del tessuto imprenditoriale sanitario nazionale che fa emergere alcuni aspetti interessanti anche per la nostra regione.

Dal punto di vista territoriale infatti in Calabria la sanità privata è capace di generare, nel 2018, valore aggiunto per l’1,3% del totale nazionale (547 milioni di euro), con un valore aggiunto per addetto di poco inferiore ai 37.000 euro (inferiore del 26% rispetto alla media nazionale).

Dallo studio emerge poi che sono 3.681 le imprese attive della filiera in Calabria (il 3,0% del totale nazionale). Si tratta del risultato di una crescita importante avvenuta nell’ultimo decennio (+45,4% tra il 2011 e il 2019) dinamica che, nonostante la pandemia, si è mantenuta anche nel 2020). A pesare è la dimensione delle strutture private, che con una media di 4.3 addetti portano la nostra regione al penultimo posto della graduatoria.

Va aggiunto poi che rispetto alla media nazionale, la filiera sanitaria calabrese vede un peso di imprese più consistente per la componente del commercio, che rappresenta il 56,1% del totale a fronte del 50,7% rilevato in Italia e in termini occupazionali significativa è anche la parte relativa ai servizi (69,1% contro il 61,0% della media nazionale).

Buona parte del valore aggiunto totale (38,1%) generato dalla sanità privata in Calabria risulta prodotto da unità dislocate nella provincia di Cosenza, seguita da Catanzaro e Reggio di Calabria (entrambe con il 21,8%), Crotone (13,5%) e Vibo Valenzia (4,8%).

Per quanto riguarda i livelli occupazionali gli addetti totali ed il numero di unità locali attive hanno fatto registrare nel 2020 una variazione positiva rispetto all’anno precedente, con tassi di crescita del 2,5% e 4,0% rispettivamente, e saggi di incremento medi prossimi al 5,0% nell’intero periodo di osservazione 2011-2020.

Anche in questo caso è Cosenza la provincia caratterizzata dai valori più significativi: +6,1% nel caso delle imprese e +6,9% nel caso degli addetti in termini di variazione media annua nel periodo. In questo caso seconda provincia per dinamica di imprese è Catanzaro (+5,2%), mentre per crescita occupazionale al secondo posto si colloca la provincia di Vibo Valentia (+6,1%).

“I dati diffusi dal rapporto sul Sistema della Imprenditoria Sanitaria in Italia sono molto interessanti e ci aiutano a capire tanti aspetti della sanità in Calabria ha dichiarato il Presidente di Confcommercio Calabria Klaus Algieri. Prima di tutto confermano come nella nostra Regione la sanità privata colma le lacune della sanità pubblica che invece è in balia della classe politica. Ma mostra anche come la sanità privata sia un propulsore economico, in grado di generare ricadute positive sul territorio sia in termini di ricchezza generata che di occupazione. Tuttavia occorre fare una riflessione e capire che l’accesso alle strutture private non è alla portata di tutti. Pertanto è necessario che la classe politica ponga in modo serio e definitivo l’attenzione sulla questione sanità, intervenendo per ripristinare i presidi ospedalieri sui territori e garantire l’accesso alle cure a tutti riducendo quel fenomeno di migrazione sanitaria, che non fa altro che indebolire il nostro territorio”.

Ebay e Confcommercio. San Giovanni in Fiore tra i sei borghi digitali d’Italia

Ebay e Confcommercio. San Giovanni in Fiore tra i sei borghi digitali d’Italia

Algieri, Confcommercio Cosenza: “Essere scelti tra i sei borghi digitali significa dare un segnale forte ad una provincia e ad una intera Regione che ha voglia e bisogno di iniziare a volare verso il futuro”

In un anno che ha visto le imprese italiane duramente colpite dagli effetti della pandemia, eBay e Confcommercio hanno fortemente voluto sviluppare un progetto per supportare i piccoli negozianti dei borghi italiani e aiutarli a cogliere le opportunità che il commercio online può offrire.

Un’iniziativa che punta non solo a fornire nuovi strumenti alle imprese locali, ma che vuole gettare le basi per pensare a un modello di “borgo del futuro” dove tradizione e innovazione si integrano con successo.

Quest’anno tra i sei borghi selezionati per partecipare al progetto c’è ne anche uno calabrese. Si tratta di San Giovanni in Fiore la cui candidatura è stata voluta e sostenuta da Confcommercio Cosenza.

Grazie a Confcommercio ed Ebay 35 imprese della capitale della Sila hanno avuto l’opportunità di seguire un corso formazione gratuito durante il quale hanno appreso direttamente dagli esperti di Ebay tutti gli strumenti per poter aprire il proprio negozio digitale sulla piattaforma e-commerce. Le imprese partecipanti, infatti, sono visibili in una pagina dedicata all’interno del sito eBay.it con a disposizione una vera e propria vetrina per ciascuna di esse, dove sarà possibile scoprire di più su San Giovanni in Fiore e la sua storia, oltre ad accedere direttamente ai negozi online e alla loro offerta di prodotti.

“Siamo orgogliosi che Confcommercio abbia scelto la nostra candidatura tra le tante pervenute– afferma il Presidente di Confcommercio Cosenza, Klaus Algieri – segno che la nostra realtà associativa ancora una volta ha lavorato bene a favore del territorio. Essere scelti tra i sei borghi digitali significa dare un segnale forte ad una provincia e ad una intera Regione che ha voglia e bisogno di iniziare a volare verso il futuro. La rivoluzione digitale, infatti, contiene delle opportunità straordinarie, una rivoluzione che sta cambiando le nostre vite e sta cambiando anche il volto del commercio tradizionale. E questo aspetto è ancora più sentito nel nostro territorio che ha bisogno di comprendere quanto sia importante affiancare il negozio fisico al negozio digitale, al fine di far valicare i confini della nostra Regione a quelle eccellenze tipiche in grado di costituire un volano per l’economia”.

L’obiettivo della collaborazione tra Confcommercio e eBay è quello di aiutare le imprese a trovare nell’evoluzione digitale e nella vendita online un nuovo impulso alla propria attività, investendo in formazione e informazione per trasformare una possibile criticità in una nuova opportunità di sbocco, ma senza perdere la loro dimensione fisica e la presenza sul territorio.

Grazie a questa partnership, i negozi partecipanti avranno accesso a un bacino di oltre 183 milioni di acquirenti a livello globale su eBay, di cui oltre 5,5 milioni in Italia (dato aggiornato a dicembre 2019), unendosi alle migliaia di imprese italiane che già operano ed esportano in tutto il mondo attraverso il marketplace.

Per saperne di più visita la pagina Ebay di San Giovanni in Fiore.

Progetto Borghi digitali d’Italia. San Giovanni in Fiore

Costituzione Associazione territoriale di San Giovanni in Fiore

Costituzione Associazione territoriale di San Giovanni in Fiore

L’assemblea dei soci di Confcommercio Cosenza della città di San Giovanni in Fiore è convocata per il prossimo 24 maggio alle 14:30, presso la Sala del Consiglio Comunale di San Giovanni in Fiore Piazza Matteotti – 87055 San Giovanni in Fiore (CS) e in modalità videoconferenza, per la costituzione dell’Associazione territoriale Confcommercio città di San Giovanni in Fiore.

Per maggiori dettagli è possibile consultare la Convocazione.

 

Corigliano – Rossano. Rinnovo autorizzazioni commerciali su aree pubbliche

Corigliano – Rossano. Rinnovo autorizzazioni commerciali su aree pubbliche

Il comune di Corigliano – Rossano con Avviso Pubblico del 27 aprile 2021 rende noto che i titolari di autorizzazione commerciale per la vendita su aree pubbliche sul territorio comunale hanno tempo per rinnovare la concessione, in scadenza al 31 dicembre 2020, fino al 15 maggio 2021.

Per procedere al rinnovo della concessione, per la durata di 12 anni, sarà necessario inviare una pec all’indirizzo protocollo.coriglianorossano@asmepec.it, corredata dai seguenti documenti:

  • Modulo istanza rinnovo concessioni su aree pubbliche;
  • Documento identità ovvero nel caso di cittadini extracomunitari, il permesso di soggiorno;
  • Copia dell’autorizzazione rilasciata dal Comune;
  • Procura speciale (nel caso di invio della domanda da parte di persona diversa dal richiedente).

Per ulteriori approfondimenti potete consultare la nostra AREA RISERVATA o contattare i nostri uffici di Corigliano – Rossano.