Attivazione tirocini: Confcommercio Cosenza semplifica il percorso per le imprese

Attivazione tirocini: Confcommercio Cosenza semplifica il percorso per le imprese

Attivare un tirocinio può rappresentare un’importante opportunità per le imprese che desiderano investire nella formazione di nuove risorse e contribuire alla crescita professionale dei giovani. Tuttavia, gli adempimenti burocratici e amministrativi richiesti possono spesso risultare complessi e richiedere tempo.

Per questo motivo Confcommercio Cosenza offre un servizio dedicato di attivazione tirocini, pensato per accompagnare le aziende in ogni fase del procedimento e garantire il pieno rispetto della normativa vigente.

Il servizio comprende la predisposizione della documentazione necessaria, l’attivazione delle coperture assicurative attraverso un’agenzia convenzionata e la presentazione della pratica agli enti competenti. Inoltre, gli uffici di Confcommercio Cosenza forniscono assistenza e supporto durante tutto l’iter amministrativo.

Grazie a questo servizio, l’impresa dovrà semplicemente mettere a disposizione la documentazione richiesta relativa all’azienda e al tirocinante, mentre tutte le attività tecniche e procedurali saranno gestite direttamente dai nostri operatori.

I tirocini rappresentano uno strumento strategico per favorire l’incontro tra domanda e offerta di lavoro, consentendo alle imprese di conoscere e formare potenziali collaboratori e ai giovani di acquisire competenze professionali concrete.

Per ricevere maggiori informazioni sul servizio di attivazione tirocini e sulle modalità operative, è possibile contattare i nostri uffici.

Confcommercio Cosenza
Indirizzo: Via Alimena, 14
Email: cosenza@confcommercio.it
Telefono e Fax: 0984 77181

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Nuove librerie under 35: contributi fino a 25.000 euro dal Ministero della Cultura

Nuove librerie under 35: contributi fino a 25.000 euro dal Ministero della Cultura

Il Ministero della Cultura ha pubblicato il bando per l’assegnazione di contributi destinati all’apertura di nuove librerie sul territorio nazionale da parte di giovani imprenditori under 35. La misura dispone di una dotazione finanziaria complessiva pari a 4 milioni di euro ed è finalizzata a favorire la diffusione di presìdi culturali nei territori, con particolare attenzione alle aree interne, svantaggiate e prive di punti vendita librari.

L’intervento dà attuazione alle disposizioni previste dal Decreto del Ministro della Cultura n. 383 del 27 ottobre 2025 e si inserisce nell’ambito delle misure di sostegno all’imprenditoria culturale giovanile.

Le risorse disponibili

Il fondo è articolato in due linee di finanziamento:

  • 1 milione di euro destinato alle librerie già avviate dopo il 30 dicembre 2023 nei comuni rientranti nelle tipologie individuate dalla Legge n. 158/2017, nei quali non sia presente un altro punto vendita di libri;
  • 3 milioni di euro destinati alle attività avviate dopo il 30 giugno 2024 oppure ancora da avviare, secondo specifici criteri di priorità stabiliti dal bando.

Tra gli elementi premianti figurano la localizzazione in aree interne o svantaggiate, nei territori privi di librerie o biblioteche statali aperte al pubblico e, negli altri casi, il carattere indipendente dell’attività.

Chi può partecipare

Possono presentare domanda i titolari o i legali rappresentanti di librerie indipendenti o affiliate, purché non appartenenti a catene o gruppi editoriali o imprenditoriali, che alla data del 28 dicembre 2024 non abbiano ancora compiuto 35 anni.

Tra i requisiti generali richiesti figurano l’assenza di condanne penali definitive per reati contro la pubblica amministrazione o per i reati previsti dal Codice dei Contratti Pubblici, l’assenza di procedure concorsuali, l’assenza di gravi illeciti professionali e il possesso dei requisiti specifici previsti per ciascuna linea di intervento.

Contributo concedibile

Il contributo è concesso a fondo perduto fino a un massimo di 24.000 euro per ciascun beneficiario.

È inoltre previsto un ulteriore contributo fino a 1.000 euro per spese documentate relative a corsi di formazione e attività di tutoraggio, portando il sostegno complessivo fino a 25.000 euro.

Spese ammissibili

Sono finanziabili, tra le altre, interventi di restauro, ristrutturazione e adeguamento dei locali, acquisto e allestimento di scaffalature, installazione di impianti di sicurezza, antincendio e antitaccheggio, realizzazione della rete informatica e digitalizzazione dell’attività, oneri amministrativi e corsi di formazione e attività di tutoraggio specialistico.

Documentazione richiesta

La documentazione varia a seconda che l’attività sia già avviata oppure ancora da avviare. Tra gli allegati generalmente richiesti figurano un business plan aziendale, una visura camerale, la documentazione relativa alla disponibilità dei locali, attestazioni previdenziali e fiscali, la SCIA presentata al SUAP, ove prevista, e la documentazione contabile delle spese sostenute o da sostenere.

Modalità di presentazione delle domande

Le domande devono essere presentate esclusivamente tramite PEC. La procedura è aperta dalle ore 15:00 del 15 giugno 2026 e si chiuderà alle ore 15:00 del 13 settembre 2026. Le istanze devono essere trasmesse utilizzando obbligatoriamente la modulistica predisposta dal Ministero della Cultura e dalla Direzione Generale Biblioteche e Istituti Culturali.

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SIAE: nuove norme per la regolarizzazione delle utilizzazioni musicali

SIAE: nuove norme per la regolarizzazione delle utilizzazioni musicali

Sono ufficialmente entrate in vigore le nuove disposizioni adottate da SIAE in materia di regolarizzazione delle utilizzazioni musicali effettuate senza la preventiva autorizzazione prevista dalla normativa sul diritto d’autore.

Le modifiche, già anticipate nei mesi scorsi e ora recepite nelle Condizioni Generali di Permesso pubblicate da SIAE, riguardano il sistema incentivante previsto per la regolarizzazione della prima attività abusiva e introducono una nuova articolazione delle penali e delle spese di istruttoria in base ai tempi di regolarizzazione.

Per attività abusiva si intende l’utilizzo di opere protette dal diritto d’autore senza aver ottenuto la necessaria licenza e senza aver corrisposto i relativi compensi dovuti.

Le nuove tempistiche di regolarizzazione

Le disposizioni attualmente in vigore prevedono un sistema che incentiva la regolarizzazione tempestiva dell’illecito attraverso l’applicazione di penali differenziate.

In particolare:

  • Regolarizzazione entro 5 giorni dalla notifica dell’atto: penale pari al 15%, oltre a 30 euro per spese di istruttoria;
  • Regolarizzazione dal 6° al 10° giorno dalla notifica dell’atto: penale pari al 20%, oltre a 50 euro per spese di istruttoria;
  • Regolarizzazione oltre il 10° giorno dalla notifica dell’atto: penale pari al 30%, oltre a 75 euro per spese di istruttoria.

Una delle novità più rilevanti riguarda il decorso dei termini: il conteggio dei giorni utili per la regolarizzazione parte infatti dalla data di notifica dell’atto e non più dalla data di redazione dello stesso.

Confermate le sanzioni per i casi di recidiva

Restano invariati gli altri elementi fondamentali del sistema sanzionatorio.

SIAE conferma infatti il regime di penali progressive previsto in caso di comportamenti recidivi, con maggiorazioni pari al:

  • 50% per la prima recidiva;
  • 100% per la seconda recidiva;
  • 200% per le successive violazioni.

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Saldi Estivi 2026 in Calabria: date, regole e consigli utili

Saldi Estivi 2026 in Calabria: date, regole e consigli utili

L’attesa è quasi finita. Anche quest’anno tornano i saldi estivi, uno degli appuntamenti commerciali più importanti per imprese e consumatori.

In Calabria, le vendite di fine stagione prenderanno il via sabato 4 luglio 2026 e potranno proseguire per 60 giorni consecutivi, offrendo ai consumatori l’opportunità di acquistare prodotti a prezzi vantaggiosi e alle attività commerciali un’importante occasione per valorizzare la propria offerta.

Come ogni anno, è utile ricordare alcune regole fondamentali che disciplinano il periodo dei saldi e che consentono di effettuare acquisti in modo consapevole e trasparente.

Cambi e resi

La sostituzione di un prodotto acquistato in saldo non è obbligatoria, salvo diversa scelta del commerciante.

Se però l’articolo presenta un difetto o non risulta conforme a quanto dichiarato, il consumatore ha diritto alla riparazione o alla sostituzione del bene. Qualora tali soluzioni non siano possibili, può essere richiesta una riduzione del prezzo o il rimborso dell’importo pagato, secondo quanto previsto dal Codice del Consumo.

Il difetto deve essere comunicato entro due mesi dalla sua scoperta.

Prova dei capi

La prova degli articoli di abbigliamento non costituisce un obbligo per il punto vendita. La decisione è rimessa alla discrezionalità del negoziante.

Modalità di pagamento

I consumatori possono effettuare i propri acquisti utilizzando carte di credito, bancomat e altri strumenti di pagamento elettronico. Gli esercenti sono tenuti ad accettare i pagamenti digitali secondo la normativa vigente.

Quali prodotti possono essere venduti in saldo

Le vendite di fine stagione devono riguardare principalmente prodotti stagionali o articoli di moda che, con il trascorrere del tempo, sono soggetti a un naturale deprezzamento commerciale.

Come devono essere esposti i prezzi

Durante il periodo dei saldi è obbligatorio indicare chiaramente il prezzo precedente, la percentuale di sconto applicata, il prezzo finale di vendita. La normativa sulla trasparenza dei prezzi prevede che il prezzo di riferimento sia quello più basso applicato al prodotto nei trenta giorni precedenti l’avvio dei saldi.

In Calabria, dove le vendite promozionali sono consentite fino a 15 giorni prima dell’inizio dei saldi, eventuali campagne promozionali effettuate immediatamente prima dell’avvio delle vendite di fine stagione incidono sul prezzo da prendere come riferimento per il calcolo dello sconto.

Attenzione al divieto di vendite promozionali

La normativa regionale conferma anche per il 2026 il divieto di effettuare vendite promozionali nei quindici giorni antecedenti l’inizio dei saldi.

Pertanto, dal 19 giugno al 3 luglio 2026 compresi, gli esercizi commerciali non potranno proporre promozioni o sconti al pubblico sui prodotti destinati alle vendite di fine stagione.

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Albo nazionale delle attività storiche: pubblicato il decreto attuativo

Albo nazionale delle attività storiche: pubblicato il decreto attuativo

Con la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale n. 131 del 9 giugno 2026 del Decreto Ministeriale 7 maggio 2026, il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, di concerto con il Ministero del Turismo, ha definito le modalità operative per l’istituzione, la gestione, l’aggiornamento e la pubblicazione dell’Albo nazionale delle attività commerciali, delle botteghe artigiane e degli esercizi pubblici storici.

Il provvedimento, previsto dall’articolo 6 del Decreto Legislativo n. 219/2024, entrerà in vigore il prossimo 24 giugno 2026 e rappresenta un passaggio fondamentale per la valorizzazione del patrimonio economico, culturale e identitario costituito dalle attività storiche presenti sul territorio nazionale.

L’Albo nazionale sarà istituito presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy e sarà alimentato dagli albi regionali, provinciali, comunali e delle città metropolitane già esistenti. In fase di prima applicazione, gli enti territoriali che hanno istituito propri registri delle attività storiche dovranno trasmettere gli elenchi delle imprese iscritte entro 120 giorni dall’entrata in vigore del decreto.

Una delle principali novità riguarda l’iscrizione automatica all’Albo nazionale delle attività già riconosciute a livello locale. Tali soggetti saranno infatti iscritti di diritto, anche qualora non risultino pienamente conformi ai requisiti previsti dall’articolo 3 del D.Lgs. 219/2024.

La normativa individua come attività storiche quelle esistenti da almeno 50 anni – o per il diverso periodo eventualmente previsto dalle discipline regionali – e caratterizzate da un particolare interesse storico, culturale, artistico, turistico, merceologico o legato alle tradizioni locali.

Due sezioni per valorizzare le eccellenze

L’Albo nazionale sarà articolato in due sezioni distinte:

  • una sezione ordinaria, dedicata alle attività storiche già riconosciute dagli enti territoriali;
  • una sezione speciale riservata alle attività storiche di eccellenza.

Per accedere alla qualifica di eccellenza, le imprese dovranno possedere requisiti particolarmente qualificanti, tra cui lo svolgimento della stessa attività nello stesso locale da almeno 70 anni continuativi, la gestione per almeno tre generazioni consecutive della medesima famiglia (o la continuità garantita da un soggetto subentrante), il mantenimento degli elementi storici, architettonici e di arredo e la collocazione in centri storici o aree di particolare pregio commerciale.

L’operatività della sezione dedicata alle eccellenze sarà completata con l’adozione di uno specifico regolamento ministeriale che definirà modalità e criteri applicativi, anche in relazione alle eventuali deroghe o integrazioni introdotte dalle Regioni.

Promozione e valorizzazione turistica

L’Albo nazionale sarà consultabile attraverso una sezione dedicata del sito del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, con collegamenti ai portali regionali e comunali.

Le attività iscritte beneficeranno inoltre di iniziative di promozione e valorizzazione attraverso il portale nazionale del turismo Italia.it e i canali di ENIT, con l’obiettivo di rafforzarne la visibilità presso il pubblico nazionale e internazionale.

Aggiornamenti periodici e coordinamento istituzionale

Il decreto stabilisce un sistema strutturato di aggiornamento dei dati. I Comuni, le Unioni di Comuni, le Province e le Città metropolitane dovranno trasmettere annualmente alle Regioni gli aggiornamenti dei propri albi entro il 31 gennaio, mentre Regioni e Province autonome provvederanno all’invio al Ministero entro il 31 marzo di ogni anno.

Per garantire il coordinamento tra i diversi livelli istituzionali è inoltre prevista l’istituzione di un Comitato misto paritetico composto da rappresentanti del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, del Ministero del Turismo, delle Regioni e dell’ANCI, con funzioni consultive e di raccordo operativo.

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