CONAI: variazione del contributo ambientale per la procedura semplificata

CONAI: variazione del contributo ambientale per la procedura semplificata

Il Conai ha proceduto alla revisione del contributo forfetario per l’anno 2021 della procedura semplificata, per le importazioni di imballaggi pieni, da calcolarsi sul fatturato dell’anno precedente, relativamente all’importo annuo da dichiarare al Conai in un’ unica soluzione.

Tale revisione consegue alla diminuzione del contributo ambientale ordinario per gli imballaggi in carta che passerà a partire dal 1° luglio 2021 da 55,00 a 25,00 euro/t.

Si riporta di seguito una tabella che contiene le variazioni intervenute per ciascuna fascia.

Fatturato anno precedente Cac forfetario ATTUALE
(espresso in euro)
Cac forfetario AGGIORNATO
(espresso in euro)
Fino a 200.000 euro Esenzione totale Esenzione totale
Oltre 200.000-fino a 500.000 284 280
Oltre 500.000-fino a 1000.000 567 559
Oltre 1.000.000-fino a 1.500.000 851 839
Oltre 1.500.000-fino a 2.000.000 1.134 1.118

Le aziende che hanno già presentato la dichiarazione con la procedura in oggetto per l’anno 2021 con i precedenti valori dei contributi per fascia, riceveranno una nuova notifica dal Conai che emetterà nei confronti delle stesse le fatture con gli importi aggiornati.

Chiarimenti esenzioni Imu 2020 e 2021

Chiarimenti esenzioni Imu 2020 e 2021

Il Dipartimento delle Finanze del Ministero dell’Economia e delle Finanze, in risposta ad un quesito, ha fornito alcuni chiarimenti in ordine alla corretta applicazione delle esenzioni Imu previste, per gli anni 2020 e 2021, dai decreti emergenziali da COVID-19 (art. 177 del Decreto “Rilancio”; art. 78 del Decreto “Agosto”; art. 9-ter del Decreto “Ristori”).

Il quesito riguarda la corrispondenza tra proprietario e gestore dell’attività esercitata nell’immobile quale condizione posta dalle suddette disposizioni per fruire delle esenzioni Imu. In particolare, viene richiesto se il requisito risulta soddisfatto anche nel caso in cui le attività economiche siano gestite da società di persone i cui soci persone fisiche, risultano essere proprietari degli immobili in cui vengono svolte le medesime attività.

Al riguardo, è opportuno ricordare che l’art. 177 del Decreto “Rilancio” ha previsto l’esenzione dal pagamento della prima rata Imu, per l’anno 2020, per gli immobili d/2 e per gli immobili di agriturismo, villaggi turistici, ostelli della gioventù, rifugi di montagna, colonie marine e montane, bed and breakfast, residence e campeggi “a condizione che i relativi proprietari siano anche gestori delle attività esercitate”.

Successivamente, l’art. 78 del decreto “Agosto” ha esteso l’esenzione alla seconda rata Imu, oltre che per i soggetti sopra menzionati, anche per gli immobili d/3 destinati a spettacoli cinematografici, teatri e sale per concerti e spettacoli e per quelli destinati a discoteche, sale da ballo e night club. Anche in questo caso il beneficio si applica “a condizione che i relativi proprietari siano anche gestori delle attività esercitate”.

Tanto premesso, il Dipartimento delle Finanze chiarisce che, nella fattispecie analizzata, la condizione della coincidenza tra soggetto passivo d’imposta e gestore dell’attività può considerarsi soddisfatta in quanto le società di persone sono prive di personalità giuridica e dotate di un’autonomia patrimoniale imperfetta tali da comportare per i soci la responsabilità illimitata e solidale rispetto alle obbligazioni assunte dalla società.

In dette società la gestione spetta ai soci secondo la disciplina del Codice civile sul potere di amministrazione. Ad esempio, mentre nelle società in nome collettivo la gestione dell’amministrazione viene affidata indistintamente e illimitatamente ai soci, in quelle in accomandita semplice è una prerogativa dei soci accomandatari (con la conseguenza che, nell’ipotesi in cui l’immobile destinato all’esercizio dell’attività appartenga a un socio accomandante, l’Imu sarà dovuta secondo le regole ordinarie).

Inoltre, nel quesito vengono posti chiarimenti con riguardo alla disposizione di cui all’art. 6 sexies del decreto “Sostegni” – introdotta in sede di conversione in legge del decreto – che esenta dal versamento della prima rata IMU 2021, i soggetti che hanno i requisiti per ottenere il contributo a fondo perduto previsto dal decreto “Sostegni” (art. 1 del D. L. n. 41 del 2021).

Al riguardo, viene precisato che tale esenzione si applica anche ai terreni agricoli e i fabbricati rurali a condizione che siano in possesso dei requisiti per richiedere il contributo a fondo perduto e che si tratti dell’immobile in cui il soggetto passivo esercita l’attività di cui sia anche gestore.

Da ultimo, viene chiarito che l’art.78 bis del DL n. 104 del 2020 (decreto “Agosto”) che permette in materia di Imu ai soci di società di persone esercenti attività agricole, in possesso della qualifica di coltivatore diretto o imprenditore agricolo professionale, di applicare e conservare i diritti e le agevolazioni stabilite dalla normativa vigente, ha una portata generale e dunque, si applica indipendentemente dal quadro normativo emergenziale.

Fonte Confcommercio

Indici Sintetici di Affidabilità (ISA). Periodo d’imposta 2020

Indici Sintetici di Affidabilità (ISA). Periodo d’imposta 2020

Con la Circolare n. 6/E del 4 giugno 2021, l’Agenzia delle Entrate fornisce alcuni importanti chiarimenti sull’applicazione, per il periodo d’imposta 2020, degli indici sintetici di affidabilità fiscale (ISA), anche a seguito della profonda revisione a cui gli stessi ISA sono stati sottoposti per garantirne la loro corretta applicazione, a fronte della crisi economica e dei mercati conseguente all’emergenza sanitaria causata dalla diffusione del COVID-19.

Per approfondire la notizia è disponibile la circolare nella nostra Area Riservata.

Fonte Confcommercio

Proroga termini delle cartelle e sospensione delle notifiche

Proroga termini delle cartelle e sospensione delle notifiche

Il “Decreto Sostegni bis” (decreto legge 25 maggio 2021, n. 73), di recente ha disposto ulteriori interventi in materia di riscossione.

Al riguardo, l’Agenzia delle Entrate-Riscossione ha pubblicato un apposito Vademecum per chiarire alcuni aspetti delle disposizioni attualmente in vigore, nonché le risposte alle domande più frequenti (FAQ). Di seguito, i principali chiarimenti forniti con il Vademecum.

Proroga dei termini per i pagamenti delle cartelle

Il decreto Sostegni-bis ha prorogato dal 30 aprile 2021 al 30 giugno 2021 il termine di sospensione dei versamenti di tutte le entrate tributarie e non tributarie derivanti da cartelle di pagamento, avvisi di accertamento esecutivo, avvisi di addebito Inps, la cui scadenza ricade nel periodo tra l’8 marzo 2020 e il 30 giugno 2021.

I pagamenti degli atti sospesi dovranno essere effettuati entro il mese successivo alla fine del periodo di sospensione, ossia entro il 2 agosto 2021 (trattandosi di un sabato, il termine ultimo del 31 luglio slitta a lunedì 2 agosto).

Proroga della sospensione della notifica degli atti e delle procedure di riscossione

Il decreto “Sostegni-bis” ha prorogato fino al 30 giugno 2021 (in precedenza era 30 aprile 2021) il periodo di sospensione per l’attività di notifica di nuove cartelle, avvisi e di tutti gli altri atti di competenza dell’Agenzia delle entrate-Riscossione. L’attività di notifica degli atti è sospesa dall’8 marzo 2020, ovvero dal primo provvedimento emanato a seguito dell’emergenza sanitaria (decreto “Cura Italia”).

Sospesi pignoramenti e procedure di riscossione

Restano sospesi fino al 30 giugno 2021 gli obblighi di accantonamento derivanti dai pignoramenti presso terzi effettuati prima della data di entrata in vigore del decreto Rilancio (19/5/2020), su stipendi, salari, altre indennità relative al rapporto di lavoro o impiego, nonché a titolo di pensioni e trattamenti assimilati.

Per ogni ulteriore approfondimento è possibile consultare il Vademecum e le FAQ complete nella nostra Area Riservata.

CONAI: variazione del contributo ambientale per imballaggi in carta e cartone

CONAI: variazione del contributo ambientale per imballaggi in carta e cartone

Il Consiglio di Amministrazione del Conai ha deliberato una diminuzione del contributo ambientale per gli imballaggi in carta e cartone che avrà effetto a partire dal 1° luglio 2021.

Il contributo base passerà da 55 EUR/tonn a 25 EUR/tonn.

La variazione dello stesso è dovuta principalmente all’aumento dei valori di mercato della materia prima seconda ottenuta dalla carta da macero.

Sono inoltre soggette a rimodulazione anche le procedure forfettarie/semplificate per l’importazione di imballaggi pieni, sempre con decorrenza dal 1° luglio 2021.

Per tali tipologie il contributo, mediante il calcolo forfettario sul peso dei soli imballaggi delle merci importate (peso complessivo senza distinzione per materiale), passerà da 107,00 a 101,00 EUR/tonnellata.

Per i poliaccoppiati a prevalenza carta idonei al contenimento di liquidi il contributo ambientale si ridurrà da 75 EUR/tonnellata a 45 EUR/tonnellata mentre rimane invariato il contributo aggiuntivo di 20 EUR/tonnellata.

Il CdA ha inoltre deliberato in merito alla diversificazione contributiva per gli altri imballaggi compositi a base carta, diversi dai contenitori per liquidi, e che entrerà in vigore a decorrere dal 1° gennaio 2022.

Tali imballaggi sono stati divisi in quattro tipologie in base al peso della componente carta sul totale della loro composizione, anche al fine di orientare le aziende verso la produzione e l’utilizzo di imballaggi sempre più riciclabili.

Le prime due tipologie, A e B, con una componente di carta superiore o uguale rispettivamente al 90% e all’80%, pagheranno il CAC carta nella forma ordinaria e non sarà applicato loro nessun contributo aggiuntivo.

La terza tipologia, C, si riferisce agli imballaggi in cui la componente di carta è superiore o uguale al 60% ma  inferiore all’80% e comporta operazioni di riciclo complesse e onerose.

Gli imballaggi in questa fascia pagheranno dal 1° gennaio 2022 un extra-contributo di 110 EUR/tonnellata.

La quarta tipologia, D, è quella degli imballaggi compositi nei quali la componente carta è inferiore al 60%: si tratta di una percentuale che compromette la riciclabilità dell’imballaggio, annullandola, con ovvie conseguenze di impatto ambientale.

Per questi imballaggi, che non possono essere riciclati nel circuito di carta e cartone, il contributo extra sarà pertanto di 240 EUR/tonnellata. Rientreranno in fascia D anche quegli imballaggi la cui componente carta non verrà esplicitata.

Contributo ambientale
Conai (CAC)
Variazione Decorrenza
CAC carta ordinario da 55,00 a 25,00 €/t 1° luglio 2021
CAC carta per contenitori per liquidi   il cac complessivo passerà da 75,00 a 45,00 €/t
(extra-cac di 20,00 €/t invariato)
1° luglio 2021
CAC procedura semplificata forfettaria DA 107,00 A 101,00 €/T 1° luglio 2021
CAC poliaccoppiati a prevalenza carta di tipo A e B DA 55,00 A 25,00 €/T 1° luglio 2021
CAC poliaccoppiati a prevalenza carta di tipo C   extra-cac di 110,00 €/t;
il cac complessivo passerà quindi da 25,00 a 135,00 €/t
1° gennaio 2022  
CAC poliaccoppiati a prevalenza carta di tipo D e componente carta non esplicitata extra-cac di 240,00 €/t;
il cac complessivo passerà quindi  da 25,00 a 265,00 €/t  
1° gennaio 2022

Incentivi installazione colonnine elettriche

Incentivi installazione colonnine elettriche

La Legge di Bilancio 2019 ha introdotto una detrazione fiscale del 50% sulle spese documentate, sostenute dal 1° marzo 2019 al 31 dicembre 2021, per l’acquisto e la posa in opera di infrastrutture di ricarica dei veicoli alimentati ad energia elettrica, inclusi i costi iniziali per la richiesta di potenza addizionale fino a un massimo di 7 kW. Nello specifico, deve trattarsi di infrastrutture dotate di uno o più punti di ricarica di potenza standard non accessibili al pubblico. E che consentano il trasferimento di elettricità a un veicolo elettrico di potenza fino a 22 kW, esclusi quelli fino a 3,7 kW.

La detrazione del 50%:

  • spetta ai soggetti Irpef/Ires che possiedono o detengono l’immobile;
  • va calcolata su un ammontare complessivo non superiore a 3.000 euro;
  • deve essere ripartita tra gli aventi diritto in 10 quote annuali di pari importo.

Lo scorso anno il decreto Rilancio ha esteso il Superbonus del 110%, ripartibile in cinque quote annuali da scontare in fattura o da cedere come credito d’imposta, anche alla realizzazione di colonnine di ricarica di veicoli elettrici negli edifici, per le spese sostenute dal 1° luglio 2020 al 30 giugno 2022 (termine così prorogato dall’ultima Legge di Bilancio). La condizione necessaria è che l’installazione della o delle colonnine sia eseguita congiuntamente a specifici interventi di efficienza energetica, riduzione del rischio sismico e installazione di impianti fotovoltaici, che nel complesso portino l’edificio a migliorare di almeno due classi energetiche.

Nel dettaglio, il Superbonus si applica agli interventi effettuati dai seguenti soggetti o categorie:

  • condomini, con riferimento agli interventi su edifici composti da due a quattro unità immobiliari distintamente accatastate, anche se posseduti da un unico proprietario;
  • persone fisiche al di fuori dell’esercizio di attività di impresa, arti e professioni su un massimo di due unità immobiliari, fermo restando il riconoscimento delle detrazioni per gli interventi effettuati sulle parti comuni dell’edificio;
  • istituti autonomi case popolari (IACP) comunque denominati ed enti aventi le stesse finalità sociali, per interventi realizzati su immobili, di loro proprietà. Oppure gestiti per conto dei comuni, adibiti a edilizia residenziale pubblica;
  • cooperative di abitazione a proprietà indivisa per interventi realizzati su immobili dalle stesse posseduti e assegnati in godimento ai propri soci;
  • organizzazioni non lucrative di utilità sociale;
  • associazioni sportive dilettantistiche.

Per gli interventi di installazione di dispositivi di ricarica di veicoli elettrici agevolati tramite Superbonus sono validi i seguenti limiti di spesa:

  • euro 2.000 per gli edifici unifamiliari o per le unità immobiliari situate all’interno di edifici plurifamiliari;
  • euro 1.500 per gli edifici plurifamiliari o i condomìni che installino un numero massimo di otto colonnine;
  • euro 1.200 per gli edifici plurifamiliari o i condomìni che installino un numero superiore a otto colonnine.

L’agevolazione si intende riferita a una sola colonnina di ricarica per unità immobiliare.