Anna Gallo eletta nel Consiglio Nazionale di Terziario Donna

Anna Gallo eletta nel Consiglio Nazionale di Terziario Donna

La Presidente del nostro Gruppo Terziario Donna Confcommercio Cosenza Anna Gallo è stata eletta oggi nel Consiglio Nazionale di Terziario Donna.Una riconferma importante sinonimo dell’ottimo lavoro svolto a livello provinciale e nazionale.A Lei le congratulazioni del nostro Presidente Klaus Algieri, del Direttore Maria Santagada e di tutta la struttura di Confcommercio Cosenza.

ISCRO. Sostegno al reddito dei liberi professionisti

ISCRO. Sostegno al reddito dei liberi professionisti

L’Inps con la circolare n. 94 del 2021, ha specificato che è possibile presentare le domande di ISCRO (la nuova misura di sostegno al reddito dei liberi professionisti introdotta dalla Legge di Bilancio 2021) a partire dall’1 luglio e fino al 31 ottobre 2021.

In particolare, nel riepilogare le regole di spettanza dell’indennità straordinaria di continuità reddituale e operativa, l’Istituto ha fornito istruzioni operative per la fruizione dell’indennità in vigore in via sperimentale per il triennio 2021/2023.

Inoltre, lo stesso Istituto ha precisato che la domanda per l’accesso all’indennità ISCRO potrà essere effettuata tramite la relativa applicazione presente nel portale istituzionale dell’INPS. Il rilascio del nuovo servizio verrà reso noto con apposita comunicazione sul sito internet.

Di seguito i principali contenuti della circolare:

Requisiti

L’indennità ISCRO è riconosciuta ai lavoratori che possono fare valere congiuntamente i seguenti requisiti:

a) non essere titolari di trattamento pensionistico diretto e non essere assicurati presso altre forme previdenziali obbligatorie;

b) non essere beneficiari di Reddito di cittadinanza;

c) avere prodotto un reddito di lavoro autonomo, nell’anno precedente alla presentazione della domanda, inferiore al 50 per cento della media dei redditi da lavoro autonomo conseguiti nei tre anni anteriori all’anno precedente alla presentazione della domanda;

d) avere dichiarato, nell’anno precedente alla presentazione della domanda, un reddito non superiore a 8.145 euro;

e) essere in regola con la contribuzione previdenziale obbligatoria;

f) essere titolari di partita IVA attiva da almeno quattro anni, alla data di presentazione della domanda, per l’attività che ha dato titolo all’iscrizione alla gestione previdenziale in corso.

Misura, durata e decorrenza della prestazione

L’indennità ISCRO è pari al 25 per cento, su base semestrale, dell’ultimo reddito da lavoro autonomo certificato dall’Agenzia delle Entrate e già trasmesso da quest’ultima all’INPS alla data di presentazione della domanda e non può essere di importo mensile inferiore a 250 euro né superiore a 800 euro.

La prestazione ISCRO è erogata per sei mensilità e spetta a decorrere dal primo giorno successivo alla data di presentazione della domanda.

Presentazione della domanda

Per fruire dell’indennità ISCRO si deve presentare domanda all’INPS esclusivamente in via telematica entro il 31 ottobre di ciascuno degli anni 2021, 2022 e 2023.

Per l’anno 2021 la domanda di indennità ISCRO può essere presentata a decorrere dal 1° luglio 2021 e fino al 31 ottobre 2021.

Decadenza dalla prestazione

Il beneficiario dell’indennità ISCRO decade dal diritto alla prestazione al verificarsi dei seguenti casi:

  1. cessazione della partita IVA nel corso dell’erogazione dell’indennità;
  2. titolarità di trattamento pensionistico diretto;
  3. iscrizione ad altre forme previdenziali obbligatorie;
  4. titolarità del Reddito di cittadinanza.

Regime delle incompatibilità

L’indennità ISCRO è incompatibile con le pensioni dirette a carico, anche pro quota, dell’Assicurazione generale obbligatoria (AGO) e delle forme esclusive, sostitutive, esonerative e integrative della stessa, delle forme previdenziali compatibili con l’AGO, della Gestione separata e con il Reddito di cittadinanza, nonché con le indennità di disoccupazione NASpI e DIS COLL.

Per ulteriori elementi di dettaglio si rinvia alla circolare Inps.

Fonte Confcommercio

Tornano i saldi estivi. Al via dal 3 luglio

Tornano i saldi estivi. Al via dal 3 luglio

Il 3 Luglio è la data ufficiale di partenza dei saldi estivi nella nostra Regione, che coincide con la partenza nella maggior parte del paese (fanno eccezione la Sicilia dove l’inizio è avvenuto il primo luglio e la Basilicata dove l’avvio è slittato al 2 agosto) e dureranno fino al 1 Settembre.

Secondo la consueta indagine condotta dall’Ufficio Studi di Confcommercio quest’anno nella nostra regione la spesa media per famiglia si aggirerà sui 168 euro (72 euro la spesa pro-capite).

STIMA DEI SALDI ESTIVI 2021 Dato Nazionale Dato Regionale
Valore Saldi Invernali (miliardi di euro) 2,6
Numero Famiglie che Acquistano in Saldo (milioni) 15,5
Acquisto medio a persona nei Saldi Estivi (euro) 171 168
Acquisto medio a persona nei Saldi Estivo (euro) 74 72

Fonte: elaborazioni Ufficio Studi Confcommercio e Confcommercio Calabria

Per quel che riguarda la tipologia di prodotti acquistati, si confermano oggetto di interesse delle famiglie calabresi prevalentemente i capi di abbigliamento, le scarpe e gli accessori, mentre rivolgeranno minore attenzione verso articoli sportivi e prodotti di pelletteria.

Per quel che riguarda la propensione agli acquisti, si è rilevato che la percentuale delle famiglie che aspetta gli sconti per effettuare i propri acquisti è superiore rispetto a quella che rimane indifferente ai saldi. Complice il difficile hanno economico vissuto con chiusure e restrizioni, i saldi rappresentano un’opportunità di acquisto anche se con un volume di spesa più basso rispetto agli altri anni.

Con riferimento al tasso di sconto applicato, si prevede che oltre il 70% delle imprese applicherà in partenza un ribasso sugli articoli che va dal 30% ad oltre il 50% per poi crescere nella seconda metà di luglio (arrivando fino al 70%)

Per il Direttore di Confcommercio Calabria, Maria Santagada: “Dopo il periodo difficile legato alla pandemia, l’auspicio per le imprese del settore è che riparta la corsa allo shopping. Tanta è la voglia di libertà e di ritorno ad una nuova normalità e i saldi possono rappresentare il giusto momento per ridare slancio ad un’economia che si sta riprendendo a fatica. Ma, va detto che da alcuni anni a questa parte i saldi non rappresentano certo un momento di guadagno perché, da un punto di vista finanziario dei negozi, vanno ad erodere una marginalità divenuta sempre più di sopravvivenza. E’ tuttavia importante – conclude il Direttore Santagada – che i saldi ma non solo, spingano i consumatori ad acquistare nei negozi di vicinato che rappresentano uno dei più importanti motori economici della nostra Regione. Se loro ripartono anche noi possiamo ripartire”.

Le regole per gli acquisti in saldo

Per il corretto acquisto degli articoli in saldo, Confcommercio Calabria ricorda alcuni principi di base sui saldi ai tempi del Covid:

1. Cambi: la possibilità di cambiare il capo dopo che lo si è acquistato è generalmente lasciata alla discrezionalità del negoziante, a meno che il prodotto non sia danneggiato o non conforme (d.lgs. 6 settembre 2005, n. 206, Codice del Consumo). In questo caso scatta l’obbligo per il negoziante della riparazione o della sostituzione del capo e, nel caso ciò risulti impossibile, la riduzione o la restituzione del prezzo pagato. Il compratore è però tenuto a denunciare il vizio del capo entro due mesi dalla data della scoperta del difetto.

2. Prova dei capi: non c’è obbligo. E’ rimesso alla discrezionalità del negoziante.

3. Pagamenti: le carte di credito devono essere accettate da parte del negoziante e vanno favoriti i pagamenti cashless

4. Prodotti in vendita: i capi che vengono proposti in saldo devono avere carattere stagionale o di moda ed essere suscettibili di notevole deprezzamento se non venduti entro un certo periodo di tempo.

5. Indicazione del prezzo: obbligo del negoziante di indicare il prezzo normale di vendita, lo sconto e il prezzo finale.

6. Rispetto delle distanze: occorre mantenere la distanza di un metro tra i clienti in attesa di entrata e all’interno del negozio.

7. Disinfezione delle mani: obbligo di igienizzazione delle mani con soluzioni alcoliche prima di toccare i prodotti.

8. Mascherine: obbligo di indossare la mascherina fuori dal negozio, in store ed anche in camerino durante la prova dei capi

9. Modifiche e/o adattamenti sartoriali: sono a carico del cliente, salvo diversa pattuizione;

10. Numero massimo di clienti in store: obbligo di esposizione in vetrina di un cartello che riporti il numero massimo di clienti ammessi nei negozi contemporaneamente.

Siae – Ulteriore proroga degli abbonamenti 2021

Siae – Ulteriore proroga degli abbonamenti 2021

Viste le grandi difficoltà sofferte dai comparti rappresentati da Confcommercio nel corso di questi mesi, Siae ha accolto le richieste di ulteriore proroga del pagamento degli abbonamenti annuali 2021 inerenti alla diffusione di musica d’ambiente in scadenza il 30 giugno (riguardanti, come da nota n. 14 del 5 marzo 2021, i settori alberghiero, extralberghiero, pubblici esercizi con somministrazione di alimenti e bevande, no food – es. retail, parrucchieri, artigiani, centri commerciali…).

Il nuovo termine è stato fissato per il 16 luglio 2021.

Vi ricordiamo, inoltre, che gli associati Confcommercio continuano ad usufruire di uno sconto riservato e possono ritirare l’apposito modulo o contattare i nostri uffici per maggiori informazioni.

Anna Gallo rieletta alla guida di Terziario Donna Confcommercio Cosenza

Anna Gallo rieletta alla guida di Terziario Donna Confcommercio Cosenza

Algieri, Confcommercio Cosenza: “la riconferma di Anna Gallo è il giusto riconoscimento al grande lavoro svolto in questi cinque anni alla guida del gruppo che rappresenta le imprenditrici del nostro territorio”

Anna Gallo imprenditrice da più generazioni nel settore immobiliare è stata rieletta alla guida del Gruppo Terziario Donna Confcommercio Cosenza.

La rielezione è avvenuta nel corso dell’Assemblea delle imprenditrici associate a Confcommercio Cosenza alla presenza del Presidente dell’Associazione Klaus Algieri e del Direttore, Maria Santagada.

“La rielezione di Anna Gallo è il giusto riconoscimento al grande lavoro svolto in questi cinque anni alla guida del gruppo che rappresenta le imprenditrici del nostro territorio – ha dichiarato il Presidente Klaus Algieri – tante le iniziative attivate a sostegno dell’imprenditoria femminile e sono certo che il lavoro proseguirà nei prossimi anni con altrettanti risultati”.

“Ringrazio l’Assemblea e il Presidente Algieri per avermi ridato fiducia – ha sottolineato la neoeletta Presidente Gallo. Il Gruppo Terziario Donna Confcommercio Cosenza in questi anni ha intrapreso un percorso che ha portato molti frutti tra cui l’apertura della Sala delle Donne presso il Complesso Monumentale di San Domenico a Cosenza e il progetto Formate per l’Impresa, attraverso il quale abbiamo formato tante imprenditrici della nostra provincia”. L’Assemblea ha poi eletto anche le consigliere che affiancheranno la Gallo nel prossimo quinquennio: Antonella Tarsitano eletta anche vicepresidente, Giovanna Oliverio, Enrica Sprovieri, Maria Vittoria Campesi, Ida Monteforte e Angela Cosentino.

L’economia sostenibile dopo il Covid

L’economia sostenibile dopo il Covid

Nuova edizione dell’evento nazionale Terziario Donna LAB in formato digitale dedicato alla “Economia Generativa”, un modello di sviluppo e di politiche economiche che mira all’integrazione dei valori e che Terziario Donna ha inserito nel suo Manifesto. Quest’appuntamento ha avuto un significato particolare perché è stato l’ultimo evento sotto la presidenza di Patrizia Di Dio che in questi anni ha portato avanti una serie di tematiche tra le quali L’Economia del Bene Essere e l’Economia del nuovo Umanesimo, per uno sviluppo dell’economia che sia sostenibile anche dal punto di vista sociale ed etico e che sappia mettere al centro la persona. L’Economia della Bellezza sinonimo di bellezza per patrimonio culturale, artistico, monumentale, paesaggistico, ma anche per qualità di vita, di alimentazione, di “buon gusto” e di design di alto livello. L’Economia della Cultura e dei Saperi, una riflessione sulla visione di sviluppo che assume particolare valore per una nazione come l’Italia che è il primo Paese al mondo per la sua influenza culturale. L’Economia della Felicità e più in generale lo sviluppo di economia “civile” che abbia come obiettivo l’evoluzione dell’economia.

Ai lavori, che sono stati aperti dal presidente di Confcommercio Carlo Sangalli e dall’intervento della presidente Di Dio, hanno partecipato il professore della Florida International University e co-fondatore dell’Osservatorio italiano sulla felicità e benessere Sandro Formica, la Change manager Cleo Li Calzi, il Professore associato di Politica economica all’Università di Cagliari Vittorio Pelligra e l’ideatore della collana Le Bussole di Confcommercio Fabio Fulvio che ha presentato il volume “La persona al centro. Il Neuromarketing nei servizi” .

Sangalli: “Necessario colmare il divario di rappresentanza”

Nel suo saluto introduttivo, il presidente di Confcommercio Carlo Sangalli, ha sottolineato il grande lavoro fatto dalla presidente Di Dio durante il suo mandato alla guida di Terziario Donna. “Questo Terziario lab – ha detto Sangalli – chiude un’esperienza fatta di impegno e risultati. Tanti i temi trattati durante questi anni: l’economia della bellezza, il nuovo umanesimo, la sostenibilità fino al neuromarketing. Confesso che sono molto fiero di aver partecipato ad alcuni degli eventi di questi anni”. “In questi anni di Td lab molte cose sono cambiate in meglio – ha osservato Sangalli – le imprese femminili dal 2015 hanno contribuito al 75% della nascita di nuove imprese in Italia. La presenza femminile è cresciuta in qualità e preparazione. La strada fatta è tanta ma tornare indietro è purtroppo molto facile come abbiamo visto in questo periodo di pandemia dove la donna ha pagato un prezzo altissimo in termini di occupazione e di nuove imprese al femminile”. Sangalli ha però avvertito che il divario di genere rischia di allargarsi pericolosamente. “Non è un caso che Mario draghi abbia parlato del tema della parità di genere in modo accorato e abbia detto che entro il 2026 verranno investiti almeno 7 miliardi di euro per promuovere la parità di genere”. “Questo – ha detto ancora Sangalli – è un tema che attraversa orizzontalmente e verticalmente una grande associazione come la nostra. Terziario donna x la Confcommercio non è una riserva indiana ma è un laboratorio di idee e uno strumento di sviluppo associativo. Dobbiamo colmare il divario di rappresentanza. Il genere non deve essere più un ostacolo ma una risorsa”.   

Patrizia Di Dio: “Mettere al centro la responsabilità sociale dell’impresa”

Con un discorso appassionato e ricco di spunti la presidente di Terziario Donna, Patrizia Di Dio, ha ripercorso il cammino intrapreso dall’associazione delle imprenditrici di Confcommercio sotto la sua guida e ha ricordato i tanti temi trattati. “Dopo un anno di pandemia vorremmo aiutare il sistema a ripartire in maniera giusta e ci siamo poste la domanda su quale economia basarsi per il post Covid. La risposta è attuare una rivoluzione ineludibile, quella della generatività, l’economia Civile, l’economia che sia insieme valore economico, lavoro, sostenibilità ambientale, sostenibilità sanitaria, ricchezza di idee e senso del vivere. Sostenibilità ambientale e sociale”.

Siamo convinti – ha detto Di Dio – che per molti tra imprenditori e le imprenditrici che noi rappresentiamo sia più facile attuare questo cambiamento anche solo avere consapevolezza di ciò che già si è e si fa. Ci riferiamo a quelle imprenditrici e imprenditori che sono persone “ricercatrici  di senso prima che massimizzatrici di utilità” come dice Leonardo Becchetti. E che la combinazione di creatività e capacità di contribuire a migliorare la vita propria e quella altrui (che chiamiamo appunto generatività) sia la componente principale della soddisfazione e ricchezza di senso di vita delle persone ma rappresenta anche la migliore condizione di benessere delle aziende”.

Per anni – ha osservato la presidente di Terziario Donna – abbiamo sostenuto che le donne sono il capitale inespresso del Paese che fossero il motore necessario alla ripresa dopo anni di crisi, oramai oggi unanimemente si sostiene che le donne sono la leva fondamentale per il rilancio. Attivare il “potenziale inespresso” è stato il tema guida del lavoro del gruppo Terziario Donna e a maggior ragione adesso che occorre ricostruire la nostra economia,  il mancato contributo delle donne alla crescita dell’economia è una perdita che non possiamo più permetterci”.

Secondo Di Dio, “se il tema dell’imprenditoria femminile è stato sinora relegato a ‘questione di disparità sociale’, oggi più che mai deve diventare ‘questione economica’. Non a caso il PNRRpone la direttiva della coesione sociale come strategia per la ripresa. Ma non solo perché le donne sono un potenziale inespresso su cui puntare ma anche perché  sono portatrici di  principi guida che hanno orientato in modo certamente lungimirante le visioni del nostro Gruppo. Siamo state pioniere, possiamo dirlo  di principi considerati come linee guida adesso nel PNRR e  che il nostro gruppo ha proposto già da anni e riassunto nel Manifesto. Principi che puntano sui concetti di equità e di sostenibilità”. “Oggi ripercorriamo – ha detto Di Dio –  i principali temi sviluppati nel corso dei nostri appuntamenti annuali, temi di rilettura delle dinamiche di mercato e di nuove visioni di economia efficace che oggi confluiscono in questo contenitore di  economia generativa. A cominciare dall’ Economia del Bene Essere: Bene Essere rappresenta la parola simbolo con cui Terziario Donna definisce la valorizzazione di nuove forme di economie, per la rimodulazione di modelli imprenditoriali antichi, non più attuali e principalmente non funzionanti. Si fonda su nuovi modelli di sviluppo che perseguono, oltre ovviamente all’intuizione di mercato e all’abilità imprenditoriale”.

Di Dio ha poi osservato che i consumatori hanno un grande potere in mano, ovvero di votare con il portafoglio le scelte imprenditoriali. “Anche le aziende possono incidere dal basso con le scelte di prodotti che rispettino quanto rappresenta i propri valori, è l’Economia del nuovo Umanesimo, per uno sviluppo dell’economia che sia sostenibile anche dal punto di vista sociale ed etico e che sappia mettere al centro la persona. È l’economia del negozio sotto casa, che fa di un luogo una città e di una città una comunità, l’economia che connette le persone. Vogliamo con i clienti un rapporto che si nutre di buone relazioni, di  fiducia, di cultura, di saperi, di valori. Che non verrà meno, nonostante nuove abitudini e attitudini, perché  le persone avranno sempre desiderio di provare emozioni, di entrare in relazione con gli altri, di vivere esperienze. Gli  strumenti digitali a disposizione serviranno ad aggiungere servizi ma non sostituiranno il commercio fisico, soprattutto di alcuni settori, che dovranno però puntare a qualità, a vendere significati e non prodotti, all’esperienza d’acquisto che merita di essere assaporato, descritto, dovranno  puntare allo slow shopping, l’acquisto di beni e servizi più qualitativo che quantitativo”.

E a proposito di qualità – ha sottolineato Di Dio – ci colleghiamo al nostro Paese e all’espressione più autentica della nostra economia: all’Economia della Bellezza che esalta il nostro Bel Paese, sinonimo di bellezza per patrimonio culturale, artistico, monumentale, paesaggistico, ma anche per qualità di vita, di alimentazione, di “buon gusto” e di design di alto livello”.

L’Italia è considerata sinonimo di Bellezza. Anzi nella Bellezza l’Italia ha il suo talento, la sua identità. Non solo un elemento estetico. Ha storia, cultura e territorio, ma anche ricerca scientifica e avanguardia tecnologica, qualità dei prodotti e creatività progettuale. Si aggiunge la ricchezza del patrimonio agroalimentare, la capacità di costruire relazioni empatiche, eccellenza fatta di abilità e creatività. Una irripetibile pluralità che determina, nel suo insieme, quello “stile di vita” che il mondo intero ci invidia e tenta di imitare. Questa Italia non può più attendere. Va riconosciuta, guardata con attenzione, raccontata con passione. Vogliamo un modello di sviluppo che crei valore economico e valori sociali slide. Ma questi non possono essere espressi solo nel Pil. Ma essere integrati da altri parametri, dal parametro che chiamiamo FIL (Felicità interna Lorda) che deve diventare il misuratore delle felicità collettiva slide. L’Economia della bellezza  riconduce direttamente al valore etico delle nostre imprese non solo alla loro funzione economica. Al significato più profondo della bellezza che i greci chiamavano  Kalos kai agatos, il bello è buono, il buono è bello, estetica ed etica”.

E ancora occorre farsi interpreti a proposito di Italia di quella che abbiamo chiamato Economia della Cultura e dei Saperi, che è la  visione di sviluppo dalla forza dirompente di una nazione come l’Italia che, secondo alcune indagini, è addirittura il primo Paese al mondo per la sua influenza culturale. Il rilievo che la cultura assume nell’economia contemporanea è la sua capacità di produrre valore mediante significati. Per questo motivo puntiamo a una crescita che abbia nella cultura e nella bellezza, nella valorizzazione dei saperi e dei mestieri una dimensione cruciale. Secondo alcune indagini, l’Italia è addirittura il primo Paese al mondo per la sua influenza culturale. Il Made in Italy è oggi, il terzo marchio più conosciuto a livello mondiale, dopo Coca Cola e Visa. C’è chi dice che siamo una sorta di super potenza culturale. Ma essere il Paese di Leonardo e Michelangelo non basta. Ma possiamo, su grandi figure come queste, creare il racconto, lo storytelling. Grazie a questa nostra storia, siamo in grado di creare la moda più bella, vini e cibo più buoni, arredi più eleganti, lo stile di vita più raffinato. In un’economia simbolica  conta sempre meno il valore d’uso dei prodotti (il prodotto per quello che è). Conta sempre di più, invece, la valenza simbolica ed evocativa che esprimono e raccontano i beni e le esperienze. Il “quanto vale” contrapposto al “quanto costa” riduttivo e fuorviante in una visione della vita che mette al centro i valori. Noi non vendiamo semplicemente oggetti, definiti dalla loro utilità. Vogliamo vendere “significati” che generano emozioni.  Produciamo cultura ed è questo che rende straordinari prodotti altrimenti ordinari. Per esempio, la moda italiana vende cultura, prima che pezzi di stoffa o di cuoio. Per questi motivi la comunicazione più efficace dei prodotti Made in Italy, come si fa ad esempio con la moda, si fa attraverso la forza emozionale e comunicativa dei paesaggi, descrivendo il valore simbolico e iconico dei prodotti  ancorandoli in modo viscerale alla cultura di cui sono espressione. L’Italia per la sua forza evocativa è il primo Paese al mondo e su questo dobbiamo puntare”.

Con questo approccio – ha detto DI Dio – possiamo sfidare i mercati globali, puntando a qualità e allo slow shopping. L’Italia è debole per competere sui prezzi ma può usare altre armi.  Valorizzando attitudini e cultura, migliorando società e ambiente. Costruendo una economia che offre emozioni e abbia come base valori forti. Intendo per slow ciò che riduce l’impatto sull’ambiente , che ripensa la fretta rituale del consumismo. Per spingere gli acquisti, certo,  ma che  possono e devono essere  meno frenetici e di qualità. Lenti, per essere assaporati, raccontati, descritti, perché  offrono design, originalità, significati culturali, qualità, esperienze ed emozioni di piacere. Per troppo tempo abbiamo pensato che la felicità dipendesse dal livello dei consumi. Siamo ora tornati a cercare la felicità in ciò che non ha prezzo. Inoltre consideriamo che le imprese non sono solo un fatto economico, ma  una delle espressioni della “rigeneratività” in grado di affermare il nostro punto di vista nel mondo, il nostro sistema di valori, promuovendo la dimensione autenticamente umana e modelli di sviluppo sostenibili basati su qualità, cultura, relazioni, rispetto dell’ambiente, senso di comunità”.

a cura di Ugo Da Milano (Redazione Confcommercio Imprese per l’Italia)