APE Sociale. Chiarimenti INPS

APE Sociale. Chiarimenti INPS

Con la Circolare n. 35/2024, l’Inps ha fornito le istruzioni e alcuni chiarimenti in merito alle novità introdotte dalla Legge di bilancio 2024 (L. n.213/2023, art. 1, co. 136-137) riguardanti l’Ape sociale (art. 1, co. 179-186, l. n. 232/2016).

In particolare, l’Istituto ha illustrato la proroga dell’Ape sociale per il 2024, l’innalzamento del requisito anagrafico per l’accesso e l’incumulabilità con i redditi di lavoro e ha chiarito che restano invariati i requisiti contributivi e le altre condizioni per l’accesso al beneficio.

Innalzamento del requisito anagrafico

Al riguardo, le disposizioni in materia di Ape sociale continuano ad applicarsi ai soggetti che si trovano nelle condizioni elencate nella l. n. 232/2016, lett. da a) a d), art. 1, c. 179, fino al 31 dicembre 2024, in presenza del requisito anagrafico di 63 anni e 5 mesi.

Restano fermi i 30 anni di contribuzione per i caregiver, gli invalidi civili e i disoccupati di lunga durata ed i 36 anni contributivi per le attività gravose che, tuttavia, hanno visto l’eliminazione del requisito dei 32 anni per gli operai edili ed i ceramisti e delle 23 professioni di cui all’all.n.3 di cui alla l. n. 234/2021 (come, ad esempio, i professori di scuola primaria, pre-primaria e professioni assimilate, i tecnici della salute, gli addetti alla gestione dei magazzini e professioni assimilate e i servizi personali ed assimilati). Pertanto, l’elenco dei lavoratori gravosi rimane quello dell’all. C l. 232/2016 come modificato dalla l. 205/2017.

Resta altresì ferma la riduzione del requisito contributivo di 12 mesi per ogni figlio fino a un massimo di 2 anni per le lavoratrici madri.

Pertanto, per le domande di verifica delle condizioni di accesso al beneficio presentate dal 1° gennaio 2024, è necessario accertare tra i requisiti, che i soggetti siano in possesso, al momento della domanda o comunque entro il 31 dicembre 2024, di un’età anagrafica pari ad almeno 63 anni e 5 mesi.

Inoltre, le nuove disposizioni si applicano anche a coloro che hanno perfezionato i requisiti per l’accesso al beneficio in anni precedenti ma che non hanno presentato la relativa domanda di verifica, nonché ai soggetti decaduti dal beneficio, ad esempio, per superamento dei limiti reddituali annuali, e che ripresentano domanda nel corso dell’anno 2024.

Si precisa altresì che i soggetti in possesso del provvedimento di certificazione possono presentare domanda di accesso al beneficio anche successivamente al nuovo termine di scadenza della sperimentazione (31 dicembre 2024).

Incumulabilità con i redditi di lavoro

In base alle nuove disposizioni, il titolare dell’Ape sociale, il cui accesso al beneficio è certificato nel 2024, decade dall’indennità ove:

  • svolga attività di lavoro dipendente o autonomo;
  • svolga lavoro autonomo occasionale (art. 2222 c.c.) da cui derivino redditi superiori al limite di 5.000 euro lordi annui.

Ai fini della decadenza, rilevano esclusivamente le attività di lavoro dipendente e autonomo svolte dalla decorrenza del beneficio fino alla data di compimento dell’età per la pensione di vecchiaia -67 anni, età anagrafica valida fino al 31.12.2026-.

Agli stessi fini, per il raggiungimento del limite dei € 5.000,00 di lavoro autonomo occasionale, invece, rileva il reddito annuo percepito nel periodo di godimento dell’Ape sociale, compreso, pertanto, quello relativo ai mesi dell’anno precedenti alla decorrenza della prestazione e quelli successivi al compimento dell’età richiesta per la pensione di vecchiaia.

Pertanto, i beneficiari dell’Ape sociale sono tenuti a comunicare all’INPS la ripresa di attività di lavoro dipendente o autonomo, nonché l’avvenuto superamento del limite reddituale di 5.000 euro lordi annui previsto per il lavoro autonomo occasionale, entro 5 giorni dal verificarsi dell’evento.

Per coloro, invece, che hanno ottenuto la certificazione per l’accesso in anni precedenti, continua ad essere in vigore il regime di incumulabilità che prevede che l’indennità sia compatibile con la percezione dei redditi da lavoro dipendente o parasubordinato nel limite di 8.000 euro annui e dei redditi derivanti da attività di lavoro autonomo nel limite di 4.800 euro annui.

Termini di verifica e decorrenza

I soggetti interessati all’Ape sociale potranno presentare domanda di riconoscimento delle condizioni di accesso entro i termini di scadenza del 31 marzo 2024, 15 luglio 2024 e, comunque, non oltre il 30 novembre 2024.

Diversamente, le domande presentate oltre i termini di scadenza e comunque entro il 30 novembre 2024, saranno prese in considerazione esclusivamente se, all’esito del monitoraggio delle domande presentate entro i termini suindicati, residueranno le necessarie risorse finanziarie.

I termini entro i quali l’Istituto deve comunicare ai richiedenti l’esito dell’istruttoria delle domande di verifica sono i seguenti:

  • 30 giugno 2024, per le domande di verifica delle condizioni presentate entro il 31 marzo 2024;
  • 15 ottobre 2024, per le domande di verifica delle condizioni presentate entro il 15 luglio 2024;
  • 31 dicembre 2024, per le domande di verifica delle condizioni presentate oltre il 15 luglio 2024, ma entro il 30 novembre del medesimo anno.

Tale beneficio, in presenza di tutti i requisiti, decorre dal primo giorno del mese successivo alla domanda di trattamento, previa cessazione dell’attività di lavoro dipendente, autonomo e parasubordinato, svolta in Italia o all’estero.

Inoltre, la decorrenza del trattamento non potrà essere, comunque, anteriore al 1° febbraio 2024.

Infine, si precisa che i soggetti che al momento della domanda di verifica delle condizioni di accesso al beneficio siano già in possesso di tutti i requisiti e delle condizioni previste, devono presentare contestualmente anche la domanda dell’Ape sociale.

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Fondo per l’Eccellenza Gastronomica e Agroalimentare: un’opportunità per le imprese Italiane

Fondo per l’Eccellenza Gastronomica e Agroalimentare: un’opportunità per le imprese Italiane

Finanziamenti fino a 30.000 Euro per Ristoranti e Gelaterie! Con il “Fondo per l’Eccellenza Gastronomica”, Confcommercio Cosenza ti guida nell’accesso a sostegno finanziario per i tuoi investimenti.

Se sei un imprenditore nel settore della ristorazione, della pasticceria o della gelateria e desideri ottenere il “Fondo per il sostegno delle eccellenze della gastronomia e dell’agroalimentare italiano”, Confcommercio Cosenza è qui per fornirti assistenza e supporto nell’intero processo di presentazione delle domande.

Il “Fondo per il sostegno delle eccellenze della gastronomia e dell’agroalimentare italiano” è un incentivo mirato a valorizzare il patrimonio agroalimentare ed enogastronomico italiano. Gestito da Invitalia e promosso dal Ministero dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste, questo fondo offre due tipologie di agevolazioni:

  • Giovani diplomati: per finanziare i contratti di apprendistato tra le imprese e i giovani diplomati nei servizi dell’enogastronomia e dell’ospitalità alberghiera, con una dotazione di 20 milioni di euro.
  • Macchinari e beni strumentali: per finanziare l’acquisto di macchinari professionali e di altri beni strumentali durevoli, con una dotazione di 56 milioni di euro.

Questa agevolazione è rivolta alle imprese di eccellenza nei settori della ristorazione, pasticceria e gelateria, favorendo gli investimenti necessari per migliorare e potenziare le attività.

Le domande possono essere presentate dal 1 marzo al 30 aprile 2024, offrendo alle imprese un’opportunità di accedere a finanziamenti significativi per sostenere la loro crescita e sviluppo.

Ecco alcuni punti salienti dell’iniziativa:

  • Le imprese possono ottenere un contributo a fondo perduto fino a 30.000 euro, coprendo massimo il 70% delle spese totali ammissibili per l’acquisto di macchinari e beni strumentali.
  • I beni strumentali devono essere nuovi di fabbrica, acquistati alle normali condizioni di mercato e mantenuti nello stato patrimoniale dell’impresa per almeno tre anni.
  • Le agevolazioni sono concesse nell’ambito del regolamento de minimis, offrendo un supporto compatibile con le normative europee.

Questa opportunità è rivolta a imprese operanti nei settori della ristorazione e della pasticceria regolarmente costituite da almeno 10 anni, o che dimostrino un significativo impegno verso la promozione dei prodotti italiani certificati.

Contatta Confcommercio Cosenza oggi stesso per ricevere assistenza dedicata e massimizzare le tue possibilità di ottenere il sostegno finanziario di cui hai bisogno per far crescere la tua impresa:

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Pensioni di reversibilità: in quali casi il ricalcolo d’ufficio

Pensioni di reversibilità: in quali casi il ricalcolo d’ufficio

Attraverso una circolare diffusa a dicembre 2023, l’Istituto ha recepito il principio sancito dalla Corte Costituzionale in tema di cumulabilità tra pensione di reversibilità e redditi percepiti dai superstiti.

Inps procederà alla ricostituzione dei trattamenti pensionistici che rientrano nella casistica esaminata dalla sentenza della Corte Costituzionale n.162/2022. Si tratta delle pensioni di reversibilità che sono state ridotte in misura superiore rispetto ai redditi percepiti dal superstite. A seguito del ricalcolo, gli arretrati rilevati saranno liquidati nei limiti della prescrizione quinquennale.

Come si è espressa la Corte Costituzionale

La Consulta ha stabilito che il combinato disposto del terzo e quarto periodo del comma 41 dell’art. 1, L. n.335/1995, e della correlata Tabella F. violano il principio di ragionevolezza. Non prevedono infatti il divieto a procedere alla decurtazione effettiva della pensione in misura superiore alla concorrenza dei redditi stessi, in caso di cumulo tra pensione ai superstiti e redditi aggiuntivi.

È stata quindi rilevata la necessità di prevedere un tetto alla riduzione delle pensioni di reversibilità che rientrano in questa fattispecie, introducendo il limite della “concorrenza dei redditi”.

Come sarà effettuata la ricostituzione

Risalendo alla data di liquidazione del trattamento pensionistico, l’INPS calcolerà le differenze sui ratei arretrati e gli interessi legali e/o la rivalutazione monetaria, nei limiti della prescrizione quinquennale.

Pensione di reversibilità e redditi percepiti: in che misura sono cumulabili

Sono previste quattro casistiche, in base all’ammontare degli importi assoggettabili all’Irpef, al netto dei contributi previdenziali e assistenziali:

  • Se il reddito è inferiore o pari a tre volte il tratta- mento minimo Inps, la pensione è interamente cumulabile con i redditi del beneficiario;
  • Se il reddito è superiore a tre volte il trattamento minimo Inps, la pensione è cumulabile per il 75% con i redditi del beneficiario;
  • Se il reddito è superiore a quattro volte il tratta- mento minimo Inps, la pensione è cumulabile per il 60% con i redditi del beneficiario;
  • Se il reddito è superiore a cinque volte il tratta- mento minimo Inps, la pensione è cumulabile per il 50% con i redditi del beneficiario.

Non concorrono alla formazione di reddito i seguenti importi:

  • i trattamenti di fine rapporto e relative anticipazioni;
  • il reddito prodotto dalla casa in cui si vive;
  • le competenze arretrate sottoposte a tassazione separata;
  • la stessa pensione ai superstiti.

Si ricorda, infine, che il divieto di cumulare oltre un certo limite reddito e pensione di reversibilità non viene applicato se i titolari del trattamento sono figli (minori, studenti o inabili), da soli o in concorso con il coniuge.

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Bando Creazione Nuove Imprese – II Edizione

Bando Creazione Nuove Imprese – II Edizione

Se hai sognato di avviare la tua impresa nella provincia di Cosenza, ora è il momento perfetto per rendere questo sogno una realtà tangibile. Grazie al Bando Creazione Nuove Imprese – II Edizione, attivo dal 19/2/2024 e pubblicato dalla Camera di Commercio di Cosenza, puoi ottenere il supporto necessario per avviare il tuo progetto imprenditoriale con successo.

Confcommercio Cosenza si impegna ad offrire assistenza preziosa nella presentazione della domanda per questo bando rivolto agli aspiranti imprenditori. L’incentivo mira a sostenere la crescita dell’economia provinciale, fornendo un impulso tangibile alla creazione di nuove imprese e allo sviluppo dell’autoimprenditorialità. Inoltre, promuove l’acquisizione delle competenze manageriali, trasversali e digitali offerte dalla Camera di Commercio attraverso il Servizio Nuove Imprese e il Punto Impresa Digitale.

Chi può beneficiare?

Questo bando è rivolto agli aspiranti imprenditori che desiderano avviare la propria impresa nella provincia di Cosenza.

Benefici offerti

Il bando prevede l’assegnazione di contributi per la realizzazione degli investimenti diretti alla creazione di nuove imprese. Ciascuna impresa può ottenere un contributo fino a un massimo di Euro 10.000,00. Questo finanziamento è destinato alla realizzazione di un progetto imprenditoriale che preveda un investimento minimo di almeno Euro 4.000,00.

Spese ammissibili

Le spese ammissibili includono una vasta gamma di costi necessari per avviare la tua impresa con successo, tra cui:

  • Oneri notarili e costi per la creazione dell’impresa
  • Registrazione di marchi, brevetti e segni
  • Acquisto di beni strumentali e hardware
  • Acquisto di beni e servizi per la digitalizzazione, compresi software gestionali
  • Ricerche di mercato
  • Quote iniziali per eventuali contratti di franchising
  • Sviluppo di piani di comunicazione e strumenti di promozione
  • Canoni di locazione della sede legale e operativa della nuova impresa

Non lasciare che il tuo sogno imprenditoriale rimanga un’idea nel cassetto. Con il supporto di Confcommercio Cosenza, puoi dare il via al tuo percorso imprenditoriale con fiducia e determinazione.

Per ulteriori dettagli sulle spese ammissibili e per ricevere assistenza nella presentazione delle domande, non esitate a contattare i nostri uffici:

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Assegno Unico: al via a marzo le domande

Assegno Unico: al via a marzo le domande

A partire da marzo, per beneficiare di questa prestazione, dovranno presentare richiesta sia i nuclei familiari che in precedenza ricevevano l’accredito dell’Assegno Unico Universale per figli a carico (AUU) sulla carta RdC, che le famiglie a cui il Reddito di Cittadinanza è stato sospeso nel 2023.

Cosa cambia nel passaggio dal Reddito di Cittadinanza all’Assegno di Inclusione?

Fino al 31 dicembre 2023 l’ammontare del Reddito di Cittadinanza era integrato da un’ulteriore quota, se veniva riconosciuto all’intestatario del primo anche il diritto a ricevere l’AUU.

Il RdC è stato abrogato dal 1° gennaio 2024. A decorrere dal- la stessa data è stato introdotto l’’Assegno di Inclusione (ADI). ADI e Assegno Unico sono invece due prestazioni distinte, a cui corrispondono due diverse domande e procedure.

Perciò. il semplice inoltro della domanda relativa all’Assegno d’Inclusione, anche se accolta, non implica in automatico il contestuale riconoscimento del diritto a ricevere l’AUU.

L’Assegno Unico viene erogato anche a gennaio e febbraio?

Nei primi due mesi del 2024 la prestazione viene corrisposta in misura piena, in quanto non costituisce più un’integrazione del Reddito di Cittadinanza. Fino a febbraio, quindi, l’importo dell’Assegno Unico sarà maggiore, e verrà determinato in relazione all’ISEE 2023.

Per lo stesso periodo la prestazione verrà erogata anche alle famiglie in cui sono presenti figli in fascia 18-21 anni, e a cui il Reddito di Cittadinanza era stato sospeso durante il 2023, qualora non avessero presentato domanda per l’Assegno Unico.

A partire da marzo, sia queste ultime che gli ex titolari di RdC dovranno presentare una nuova domanda per l’AUU. Condizione indispensabile per evitare la decurtazione al minimo dell’Assegno Unico, è il rinnovo, dal 1° gennaio 2024, del modello ISEE.

Entro quando presentare la domanda per l’Assegno e l’ISEE aggiornato?

Il termine ultimo è fissato al 30 giugno. Attenendosi a questa scadenza si ha diritto anche a ricevere gli arretrati maturati da marzo.

Cos’è l’Assegno di inclusione?

È una misura di sostegno economico e di inclusione sociale e professionale, condizionata all’adesione a un percorso persona- lizzato di attivazione e di inclusione sociale e lavorativa. La misura è stata istituita a decorrere dal 1° gennaio 2024 dall’articolo 1 del d. l. n. 48/2023.

L’ADI è riconosciuto ai nuclei familiari che abbiano almeno un componente in una delle seguenti condizioni:

  • con disabilità;
  • minorenne;
  • con almeno 60 anni di età;
  • in condizione di svantaggio e inserito in programma di cura e assistenza dei servizi socio sanitari territoriali certificato dalla pubblica amministrazione.

Chi può richiedere l’Assegno di Inclusione?

  • Cittadini italiani
  • cittadini europei o loro familiari
  • cittadini extracomunitari con permesso di soggiorno Ue per
  • soggiornanti di lungo periodo, residenti in Italia per almeno cinque anni, di cui gli ultimi due in modo continuativo.

Non devono:

  • essere sottoposti a misura cautelare personale o a misura di prevenzione;
  • avere sentenze definitive di condanna o adottate ai sensi dell’articolo 444 e seguenti del codice di procedura penale (cosiddetto “patteggiamento”), nei 10 anni precedenti alla richiesta.

La famiglia dovrà possedere:

  • ISEE non superiore a 9.360 euro (come per il Reddito di Cittadinanza) e valore di reddito familiare inferiore 6mila euro annui maggiora- to sulla base del numero di componenti in particolare disabili;
  • con possesso di auto oltre 1600 cc o moto oltre 250 cc ., o barche;
  • immobile prima casa non superiore a 150mila euro ai fini IMU;
  • altri immobili non superiori a 30mila euro ai fini ISEE.

Nel caso in cui il nucleo familiare è composto da persone tutte di età pari o superiore a 67 anni, o da altri familiari tutti in condizioni di disabilità grave o di non autosufficienza, la soglia di reddito familiare si attesta su 7.560 euro annui.

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