Incentivo per la filiera del libro: oltre 7,4 milioni per le imprese

Incentivo per la filiera del libro: oltre 7,4 milioni per le imprese

Il Ministero della Cultura, attraverso il Centro per il libro e la lettura, ha pubblicato l’Avviso pubblico “Incentivo per la filiera del libro”, una misura destinata a sostenere la competitività delle imprese e degli operatori attivi nei settori dell’editoria e della produzione del libro.

L’intervento mette a disposizione 7.406.027,75 euro per finanziare programmi di investimento finalizzati all’ampliamento, alla riqualificazione e al rafforzamento delle imprese della filiera, con particolare attenzione ai processi di innovazione, digitalizzazione, ammodernamento e sviluppo delle attività.

A chi è rivolto

Possono accedere alle agevolazioni le micro, piccole e medie imprese che svolgono attività economica nell’ambito della filiera dell’editoria e della produzione del libro.

Sono ammesse, in particolare, imprese individuali, società di persone, società di capitali, cooperative e imprese sociali. Possono inoltre presentare domanda gli Enti del Terzo Settore, le associazioni e le fondazioni che svolgano attività economica in forma imprenditoriale e che risultino iscritti, o in corso di iscrizione, al Registro Unico Nazionale del Terzo Settore.

Per poter accedere alla misura è necessario, tra gli altri requisiti, essere costituiti, iscritti e attivi nel Registro delle imprese da almeno due anni alla data di presentazione della domanda e svolgere da almeno due anni, in via prevalente, una delle attività economiche individuate dall’Avviso attraverso la classificazione ATECO 2025. La sede legale e l’unità locale interessata dall’intervento devono inoltre essere situate in Italia.

Quali attività possono essere finanziate

L’incentivo sostiene programmi di investimento destinati all’ampliamento e alla riqualificazione di imprese esistenti e al rafforzamento della loro competitività.

Tra gli obiettivi indicati dall’Avviso rientrano innovazione e ammodernamento delle attività, digitalizzazione dei processi aziendali, diversificazione dell’offerta produttiva, miglioramento della qualità di prodotti e servizi, incremento dell’occupazione, consolidamento della filiera del libro, sviluppo di interventi di innovazione sociale e rafforzamento delle realtà locali e della partecipazione culturale.

Sono comprese le attività relative all’edizione di libri, elenchi, raccolte, cataloghi e riproduzioni di opere d’arte, nelle diverse forme dell’editoria, comprese quelle cartacee e digitali, oltre alle attività di servizi e commerciali a valle della filiera.

L’Avviso esclude invece, tra le altre, le attività connesse all’edizione di giornali quotidiani, riviste e periodici, videogiochi e software, nonché quelle relative all’editoria cinematografica e musicale. Le attività ammissibili devono costituire l’attività prevalente del soggetto proponente.

Contributo a fondo perduto fino a 75.000 euro

L’agevolazione è concessa sotto forma di contributo a fondo perduto, con una copertura massima pari all’80% delle spese ammissibili e comunque entro il limite di 75.000 euro per beneficiario.

Il programma di investimento deve prevedere spese ammissibili non superiori a 100.000 euro. La quota non coperta dal contributo dovrà essere finanziata dal beneficiario attraverso risorse proprie o mediante finanziamenti esterni non assistiti da ulteriori agevolazioni.

In termini pratici, un investimento ammissibile di 100.000 euro potrebbe beneficiare, nel rispetto di tutti i requisiti e dei limiti previsti dall’Avviso, di un contributo massimo di 75.000 euro.

Le spese ammissibili

Tra le principali spese finanziabili rientrano l’acquisto di macchinari, impianti e attrezzature nuovi di fabbrica, nonché beni immateriali a utilità pluriennale, quali programmi informatici, brevetti, licenze, marchi, certificazioni, know-how e conoscenze tecniche funzionali al progetto.

Sono inoltre ammesse opere murarie, entro il limite del 20% del totale delle spese di investimento ammissibili.

Una quota del programma può essere destinata anche al capitale circolante, fino al 20% del totale delle spese di investimento ammissibili. In questa categoria rientrano, tra le altre, materie prime e materiali di consumo, costi per servizi, godimento di beni di terzi e spese relative al personale dipendente.

Le spese devono essere sostenute successivamente alla presentazione della domanda, essere documentate e tracciabili. Non sono ammessi pagamenti in contanti.

Domande dal 4 novembre 2026

La presentazione delle domande sarà possibile a partire dalle ore 12.00 del 4 novembre 2026, esclusivamente attraverso procedura informatica e resterà aperta fino all’esaurimento delle risorse.

Particolare attenzione dovrà essere prestata alla tempistica: le agevolazioni vengono riconosciute secondo l’ordine cronologico di presentazione e valutazione delle istanze, nei limiti delle risorse disponibili. Non è quindi prevista una graduatoria ordinaria basata esclusivamente sul punteggio, ma è necessario che il progetto superi comunque le soglie minime previste dai criteri di valutazione.

I programmi finanziati dovranno essere avviati dopo la presentazione della domanda e completati e rendicontati entro 18 mesi dalla sottoscrizione del provvedimento di concessione.

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Ecobonus 2026: al via gli incentivi per veicoli commerciali e retrofit GPL/Metano

Ecobonus 2026: al via gli incentivi per veicoli commerciali e retrofit GPL/Metano

Sono ufficialmente operativi i nuovi incentivi previsti dall’Ecobonus 2026 per favorire la diffusione della mobilità sostenibile. Con il Decreto Direttoriale del 27 luglio 2026, il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT) ha disposto l’apertura della piattaforma informatica dedicata alla prenotazione dei contributi destinati ai veicoli commerciali a basse emissioni e agli interventi di trasformazione degli autoveicoli mediante installazione di impianti GPL o metano (retrofit).

La misura rientra nelle politiche nazionali di riduzione delle emissioni inquinanti e di rinnovo del parco circolante, prevedendo un contributo economico riconosciuto direttamente come sconto sul prezzo di acquisto praticato dal concessionario.

A chi sono destinati gli incentivi

L’Ecobonus si rivolge a persone fisiche e giuridiche che acquistano veicoli a ridotte emissioni appartenenti alle seguenti categorie:

  • autovetture (categoria M1);
  • motocicli e ciclomotori (categorie L1e-L7e);
  • veicoli commerciali leggeri e medi (categorie N1 e N2).

Per quanto riguarda gli incentivi destinati ai veicoli commerciali, possono beneficiarne le piccole e medie imprese che svolgono attività di trasporto merci in conto proprio o conto terzi. Sono inoltre ammesse le società di noleggio che acquistano un veicolo commerciale da concedere in locazione a una PMI mediante un contratto di durata non inferiore a tre anni.

Incentivi anche per il retrofit GPL e metano

La misura prevede inoltre contributi dedicati al retrofit, ossia alla trasformazione di autoveicoli già circolanti mediante l’installazione di impianti di alimentazione a GPL o metano.

L’agevolazione è rivolta alle persone fisiche e giuridiche che installano un nuovo impianto su autovetture di categoria M1 omologate almeno Euro 3, contribuendo così alla riduzione delle emissioni senza ricorrere necessariamente all’acquisto di un nuovo veicolo.

Come funziona il contributo

L’incentivo non viene richiesto direttamente dall’acquirente.

La procedura prevede infatti che sia il concessionario aderente all’iniziativa a prenotare il contributo attraverso la piattaforma telematica gestita da Invitalia per conto del Ministero. Una volta ottenuta la prenotazione, il beneficio viene applicato direttamente in fattura sotto forma di riduzione del prezzo di acquisto del veicolo. Successivamente il concessionario recupera il contributo secondo le procedure previste dal sistema Ecobonus.

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Sviluppo competenze PMI: incentivi per formazione digitale e green

Sviluppo competenze PMI: incentivi per formazione digitale e green

Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy promuove il programma “Sviluppo Competenze”, un regime di aiuto rivolto alle micro, piccole e medie imprese (PMI) localizzate nelle regioni Calabria, Basilicata, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia, finalizzato a sostenere l’acquisizione di servizi per lo sviluppo e il rafforzamento delle competenze del personale dipendente.

Quali interventi sono finanziabili

L’agevolazione sostiene la realizzazione di percorsi di formazione rivolti al personale dipendente, finalizzati allo sviluppo o al consolidamento di competenze strategiche per affrontare la trasformazione digitale, tecnologica e ambientale delle imprese.

I progetti formativi possono riguardare, tra gli altri, i seguenti ambiti:

  • tecnologie digitali;
  • processi di transizione verde e digitale;
  • tecnologie pulite ed efficienti sotto il profilo delle risorse;
  • conoscenza e applicazione delle tecnologie individuate dal regolamento STEP;
  • traiettorie tecnologiche previste dalla Strategia nazionale di specializzazione intelligente.

Sono inoltre ammessi interventi nei settori Salute, alimentazione e qualità della vita, Industria intelligente e sostenibile, energia e ambiente, Turismo, patrimonio culturale e industria della creatività, Agenda Digitale, Smart Communities e sistemi di mobilità intelligente e Biotecnologie.

Caratteristiche dei percorsi formativi

I percorsi ammessi devono rispettare specifiche condizioni:

  • prevedere un costo complessivo compreso tra 10.000 e 60.000 euro;
  • essere realizzati presso unità locali situate nelle regioni ammesse;
  • essere affidati a soggetti qualificati, manager, società di consulenza o fornitori di servizi formativi indipendenti dall’impresa beneficiaria;
  • essere avviati entro 6 mesi dalla concessione dell’agevolazione;
  • concludersi entro 12 mesi, con possibilità di proroga fino a ulteriori 6 mesi.

È inoltre possibile presentare progetti integrati sovraregionali, che possono coinvolgere fino a 10 imprese, qualora la collaborazione consenta vantaggi concreti per lo sviluppo della filiera di appartenenza.

Spese ammissibili

Sono finanziabili le spese direttamente collegate ai percorsi formativi, tra cui costi del personale dei formatori, spese di esercizio connesse alla formazione, comprese trasferte, materiali e forniture, ammortamento di strumenti e attrezzature utilizzati esclusivamente per il progetto, costi per servizi di consulenza collegati all’iniziativa e costi del personale dipendente partecipante alla formazione.

Le spese vengono riconosciute secondo il meccanismo dei costi unitari, in conformità alla normativa europea sui fondi strutturali.

Entità del contributo

L’intervento è finanziato con una dotazione complessiva di 12.449.676 di euro. Le agevolazioni sono concesse sotto forma di contributo diretto alla spesa, nel rispetto del regime de minimis, nella misura del:

  • 50% delle spese ammissibili per i progetti ordinari;
  • maggiorazione di 20 punti percentuali per micro e piccole imprese nei progetti integrati sovraregionali;
  • maggiorazione di 10 punti percentuali per le medie imprese nei progetti integrati sovraregionali.

Gli incentivi possono essere cumulati con altri aiuti pubblici, nel rispetto dei limiti previsti dalla normativa europea sugli aiuti di Stato.

Domande dal 10 settembre al 21 dicembre 2026

Con il decreto direttoriale n. 2095 del 13 luglio 2026 il Ministero ha disposto l’apertura di una seconda procedura di selezione per la presentazione delle domande. Le PMI interessate potranno presentare la richiesta di agevolazione dal 10 settembre 2026 alle ore 12:00 fino al 21 dicembre 2026 alle ore 12:00 attraverso la procedura informatica disponibile sul sito del soggetto gestore. Le domande saranno valutate tramite una procedura a graduatoria, sulla base dei criteri stabiliti dalla normativa di riferimento e del punteggio attribuito ai singoli progetti.

Confcommercio Cosenza è a disposizione delle imprese interessate per offrire un’assistenza completa in tutte le fasi dell’iniziativa. I nostri uffici forniscono supporto nella verifica dei requisiti di accesso, nella predisposizione e presentazione della domanda di finanziamento e consulenza specialistica per individuare il percorso più adatto alle esigenze dell’azienda.

Inoltre, in qualità di ente di formazione accreditato, Confcommercio Cosenza progetta ed eroga percorsi formativi personalizzati negli ambiti della trasformazione digitale, dell’innovazione organizzativa, della sostenibilità e delle altre competenze previste dall’Avviso, accompagnando le imprese fino alla completa realizzazione delle attività finanziate.

Per maggiori informazioni, o per fissare un appuntamento, è possibile rivolgersi ai nostri uffici, presso le nostre sedi.

Sede Confcommercio Cosenza
Indirizzo: Via Alimena, 14
E-mail: cosenza@confcommercio.it
Telefono e Fax: 0984 77181

Sede Confcommercio Corigliano Rossano
Indirizzo: Via Metaponto
E-mail: corigliano@confcommercio.cs.it
Telefono e Fax: 0983 859021

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Credito d’imposta per incubatori e acceleratori certificati: al via le domande

Credito d’imposta per incubatori e acceleratori certificati: al via le domande

Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha attivato una nuova misura di sostegno destinata agli incubatori e agli acceleratori certificati che investono nel capitale di rischio delle start-up innovative. L’incentivo, previsto dall’articolo 32 della Legge n. 193/2024 e disciplinato dal Decreto Interministeriale del 26 maggio 2025 e dal Decreto Direttoriale del 13 marzo 2026, si concretizza in un contributo sotto forma di credito d’imposta finalizzato a favorire l’accesso ai capitali e la crescita delle imprese innovative nelle prime fasi del loro sviluppo.

In cosa consiste l’agevolazione

L’agevolazione riconosce agli incubatori e agli acceleratori certificati un credito d’imposta pari all’8% dell’investimento effettuato nel capitale sociale di una start-up innovativa. L’investimento può essere realizzato sia in forma diretta sia tramite organismi di investimento collettivo del risparmio (OICR) o altre società che investano prevalentemente in start-up innovative.

L’importo massimo dell’investimento agevolabile è pari a 500.000 euro per ciascun periodo d’imposta, mentre l’investimento deve essere mantenuto per almeno tre anni affinché il beneficio possa essere conservato.

La misura è concessa nel rispetto del regime europeo “de minimis”, che prevede un limite massimo di aiuti pari a 300.000 euro nell’arco di tre anni per ciascun beneficiario.

Chi può accedere

Possono richiedere il contributo gli incubatori e gli acceleratori certificati che risultano:

  • regolarmente costituiti e attivi;
  • iscritti alla sezione speciale del Registro delle Imprese dedicata alle start-up innovative;
  • non classificabili come imprese in difficoltà;
  • non soggetti a procedure concorsuali con finalità liquidatoria;
  • in regola con la normativa europea sugli aiuti di Stato;
  • non destinatari di sanzioni interdittive o di altre cause ostative previste dalla normativa vigente.

L’obiettivo della misura è rafforzare il ruolo degli incubatori e degli acceleratori certificati quali soggetti strategici per la nascita e il consolidamento dell’ecosistema dell’innovazione italiano.

Modalità di presentazione delle domande

Le richieste di accesso al contributo dovranno essere trasmesse esclusivamente tramite posta elettronica, a partire dalle ore 10:00 del 30 marzo 2026 e saranno accolte fino ad esaurimento delle risorse disponibili. L’istanza dovrà essere compilata utilizzando l’apposito modulo allegato al Decreto Direttoriale del 13 marzo 2026 e firmata digitalmente dal legale rappresentante del soggetto richiedente.

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Investimenti sostenibili 4.0: nuovo bando MIMIT da 448 milioni per le PMI del Sud

Investimenti sostenibili 4.0: nuovo bando MIMIT da 448 milioni per le PMI del Sud

Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha pubblicato il decreto attuativo relativo al nuovo bando “Investimenti sostenibili 4.0”, misura destinata a sostenere programmi di investimento innovativi, sostenibili e ad alto contenuto tecnologico da parte delle micro, piccole e medie imprese del Mezzogiorno.

L’intervento si inserisce nel quadro del piano Transizione 4.0 e mette a disposizione una dotazione finanziaria complessiva pari a circa 448 milioni di euro, destinata alle imprese operative in Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sicilia e Sardegna. Una quota pari al 25% delle risorse sarà riservata alle micro e piccole imprese.

La misura punta a rafforzare la competitività del tessuto produttivo attraverso investimenti orientati alla digitalizzazione, all’innovazione dei processi produttivi, all’economia circolare e all’efficienza energetica, in coerenza con gli obiettivi climatici e ambientali dell’Unione Europea.

Potranno accedere alle agevolazioni le PMI regolarmente costituite, attive e in regime di contabilità ordinaria, in possesso di almeno due bilanci approvati o, nel caso di imprese individuali e società di persone, di almeno due dichiarazioni dei redditi. Le imprese dovranno inoltre risultare in regola con gli obblighi contributivi, ambientali e assicurativi previsti dalla normativa vigente.

I programmi di investimento dovranno prevedere spese comprese tra 750 mila euro e 5 milioni di euro e dovranno essere avviati successivamente alla presentazione della domanda. Gli interventi dovranno concludersi entro 18 mesi dalla concessione delle agevolazioni.

Tra le spese ammissibili rientrano l’acquisto di macchinari, impianti e attrezzature nuovi, opere murarie entro il limite del 40% dei costi agevolabili, software, licenze, certificazioni ambientali e servizi specialistici di consulenza collegati alle tecnologie abilitanti del piano Transizione 4.0.

Il bando valorizzerà in particolare i progetti caratterizzati da elevata sostenibilità ambientale, capaci di contribuire alla riduzione dei consumi energetici e all’adozione di soluzioni riconducibili all’economia circolare. Saranno premiati anche gli interventi in grado di garantire un miglioramento dell’efficienza energetica aziendale pari ad almeno il 5%.

Le agevolazioni potranno coprire fino al 75% delle spese ammissibili, attraverso una combinazione di contributo a fondo perduto fino al 35% e finanziamento agevolato a tasso zero fino al 40%, con rimborso in sette anni.

Le domande di agevolazione saranno presentate tramite la procedura telematica gestita da Invitalia, articolata in due fasi: la pre-compilazione sarà possibile dalle ore 12:00 del 10 settembre 2026, mentre l’invio definitivo delle istanze sarà attivo dal 6 ottobre 2026, dal lunedì al venerdì, dalle ore 10:00 alle 17:00, utilizzando il codice univoco rilasciato al termine della pre-compilazione.

Ciascuna impresa potrà presentare una sola domanda e le istanze saranno esaminate secondo l’ordine cronologico giornaliero di presentazione; in caso di insufficienza delle risorse disponibili, si procederà sulla base di una graduatoria di merito determinata dai punteggi relativi alle caratteristiche dell’impresa proponente e alla sostenibilità ambientale del progetto.

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