Confcommercio Cosenza si congratula con il Presidente Roberto Occhiuto per la rielezione alla guida della Regione Calabria

Confcommercio Cosenza si congratula con il Presidente Roberto Occhiuto per la rielezione alla guida della Regione Calabria

Il Presidente Klaus Algieri, il Direttore Maria Santagada, il Consiglio Direttivo e tutta la struttura di Confcommercio Cosenza si congratulano con l’On. Roberto Occhiuto per la sua rielezione alla guida della Regione Calabria.

«Rivolgiamo al Presidente Occhiuto i nostri più sinceri auguri di buon lavoro – dichiara il Presidente Algieri – con l’auspicio di proseguire il percorso di collaborazione avviato in questi anni, volto a sostenere la crescita delle imprese e a valorizzare il ruolo del terziario nella costruzione di una Calabria più competitiva e accogliente».

Confcommercio Cosenza rinnova la propria disponibilità a lavorare in sinergia con la Regione e con le istituzioni locali per promuovere sviluppo, occupazione e innovazione, rafforzando il tessuto produttivo del territorio.

Ad maiora!

Saldi Estivi 2025: in Calabria una spesa stimata tra i 127 e i 142 Milioni di euro

Saldi Estivi 2025: in Calabria una spesa stimata tra i 127 e i 142 Milioni di euro

Parte con buone premesse la stagione dei saldi estivi in Calabria. Secondo le stime elaborate dal Centro Studi di Confcommercio Calabria, la propensione all’acquisto nella nostra regione si attesta intorno al 75%, in linea con la media nazionale e in crescita rispetto allo scorso anno.

Il punto di vista delle imprese

L’indagine ha coinvolto un campione significativo di piccole imprese, con un organico compreso tra 0 e 10 dipendenti e un numero di punti vendita tra 1 e 5. Tra le aziende partecipanti, il 57,1% appartiene al settore dell’abbigliamento, il 42,9% agli accessori e il 28,6% alle calzature, con alcune imprese che operano in più settori contemporaneamente.

Una notevole fiducia emerge dai dati: il 72,4% delle imprese prevede un incremento delle vendite rispetto all’anno precedente, mentre il restante 26,6% teme una diminuzione. Nessuna impresa si aspetta una situazione invariata.

L’analisi ha individuato diversi fattori che influenzeranno le vendite quest’anno:

Situazione economica generale: 57,1%

Miglioramento del marketing: 28,6%

Cambiamenti nelle preferenze dei clienti: 14,3%

Eventi straordinari: 14,3%

Incremento delle vendite online: 14,3%[1]

Riguardo agli sconti, il 57,1% delle imprese applicherà inizialmente una riduzione tra il 10% e il 30%, mentre il 42,9% offrirà sconti tra il 40% e il 60%.

Il comportamento dei consumatori

Una partecipazione ampia e consapevole che conferma l’importanza dei saldi come momento economico rilevante, sia per le famiglie che per le imprese commerciali. I calabresi si dimostrano sempre più attenti alla qualità e alla convenienza, con una spesa media stimata tra i 120 e i 200 euro.

Su una popolazione attiva stimata in circa 1 milione di persone tra i 18 e i 70 anni, si calcola che saranno oltre 750.000 i consumatori realmente coinvolti nei saldi estivi. Il valore economico complessivo atteso si colloca tra i 127 e i 142 milioni di euro, con un impatto particolarmente significativo nelle province di Cosenza (circa il 36%), Reggio Calabria (circa il 33%), seguite da Catanzaro (circa il 19%), Vibo Valentia (circa il 10%) e Crotone (circa il 8%).

Maria Santagada, Direttore di Confcommercio Calabria, commenta:        
“Questi numeri confermano un clima di fiducia e una ripresa del potere d’acquisto, seppur con scelte sempre più ponderate. I saldi estivi 2025 segnano un ritorno deciso nei negozi fisici, in particolare nel commercio di prossimità che continua a rappresentare un punto di riferimento insostituibile per i cittadini. Il dato che ci fa riflettere maggiormente è la crescente attenzione verso i prodotti di marca e di qualità, segno di un consumatore più maturo, consapevole e attento al valore, non solo al prezzo.”

Le categorie più richieste restano l’abbigliamento (84%) e le calzature (76,8%), con una crescita importante per gli accessori e gli articoli sportivi (+8,3%). I negozi fisici restano il canale preferito per gli acquisti (65% in Calabria contro il 58,2% a livello nazionale), mentre si riduce il ricorso all’acquisto impulsivo: il 57% dei calabresi dichiara infatti di attendere i saldi per effettuare acquisti pianificati.

Anche le dinamiche provinciali riflettono il legame tra commercio, turismo e demografia: Cosenza e Reggio Calabria si distinguono per l’elevato numero di acquirenti attivi e la forza dei centri urbani e commerciali, mentre Vibo Valentia beneficia della stagione turistica, pur scontando una rete commerciale meno strutturata.

I dati complessivi restituiscono una fotografia positiva: la Calabria affronta i saldi estivi con una domanda consistente, orientata alla qualità, alla convenienza e alla fiducia nei punti vendita del territorio.

Consigli per gli acquisti

  1. Cambi: la possibilità di cambiare il capo dopo che lo si è acquistato è generalmente lasciata alla discrezionalità del negoziante, a meno che il prodotto non sia danneggiato o non conforme (Art. 129 e ss. D.lgs. 6 settembre 2005, n. 206, Codice del Consumo). In questo caso scatta l’obbligo per il negoziante della riparazione o della sostituzione del capo e, nel caso ciò risulti impossibile, la riduzione o la restituzione del prezzo pagato (art. 135 bis del D.Lgs. 206/2005 – Codice del Consumo). Il compratore è però tenuto a denunciare il vizio del capo entro due mesi dalla data della scoperta del difetto. Per gli acquisti online i cambi o la rescissione del contratto sono sempre consentiti entro 14 giorni dalla ricezione del prodotto indipendentemente dalla presenza di difetti, fatta eccezione per i prodotti su misura o personalizzati (artt. 52 e ss. del D.Lgs. 206/2005 – Codice del Consumo).
  2. Prova dei capi: non c’è obbligo. E’ rimesso alla discrezionalità del negoziante.
  3. Pagamenti: le carte di credito devono essere accettate da parte del negoziante e vanno favoriti i pagamenti cashless.
  4. Prodotti in vendita: i capi che vengono proposti in saldo devono avere carattere stagionale o di moda ed essere suscettibili di notevole deprezzamento se non venduti entro un certo periodo di tempo.
  5. Indicazione del prezzo: obbligo del negoziante di indicare il prezzo normale di vendita, lo sconto e, generalmente, il prezzo finale. In tutto il periodo dei saldi il prezzo iniziale sarà il prezzo più basso applicato alla generalità dei consumatori nei 30 giorni antecedenti l’inizio dei saldi (Art. 17 bis D.Lgs. 206/2005 – Codice del Consumo introdotto dal D.Lgs. n. 26/2023 di recepimento della Direttiva UE «Omnibus»).

[1] I rispondenti potevano indicare più fattori contemporaneamente

Evento Fipe Cosenza: “Ristorazione e celiachia, tra fake news e opportunità di business”

Evento Fipe Cosenza: “Ristorazione e celiachia, tra fake news e opportunità di business”

La celiachia rappresenta una sfida sempre più attuale per il settore della ristorazione, ma è anche un’opportunità da cogliere per chi vuole offrire un servizio inclusivo e di qualità. Per questo motivo, Fipe Cosenza, in collaborazione con l’Associazione Italiana Celiachia, ha organizzato un evento imperdibile intitolato: “Ristorazione e celiachia: tra fake news e opportunità di business”.

📅 Data: 17 ottobre 2024 ore 9:00

📍 Luogo: Via Alimena, 14 – Cosenza

Un appuntamento da non perdere, pensato per tutti i professionisti del settore e per chiunque voglia approfondire la tematica della celiachia e il mondo della ristorazione senza glutine.

Programma dell’evento

Durante l’incontro, verranno affrontati diversi argomenti chiave per aiutare i partecipanti a comprendere a fondo il tema della celiachia e le sue implicazioni nel settore della ristorazione. Ecco i principali temi che verranno trattati:

  1. Verità e fake news sulla celiachia
    Sarà fatto chiarezza sui numerosi falsi miti che circolano attorno alla celiachia, grazie all’intervento di esperti del settore. Imparare a distinguere tra verità e disinformazione è fondamentale per offrire un servizio adeguato e sicuro.
  2. Come offrire un menù senza glutine sicuro e di qualità
    La sicurezza e la qualità sono essenziali quando si tratta di proporre piatti senza glutine. Scoprirai come strutturare un menù dedicato ai celiaci, garantendo standard elevati e conquistando una clientela sempre più attenta e consapevole.
  3. Opportunità di mercato per chi sceglie una ristorazione inclusiva
    Investire in una ristorazione che tenga conto delle esigenze delle persone celiache non è solo un atto di responsabilità sociale, ma anche un’opportunità di business. Verranno illustrate le potenzialità di mercato e i vantaggi competitivi per chi decide di abbracciare questa sfida.

Perché partecipare?

Partecipare a questo evento significa acquisire conoscenze e strumenti indispensabili per fare la differenza nel mondo della ristorazione e per rendere la propria attività più inclusiva e redditizia. Saper gestire correttamente la preparazione e il servizio di piatti senza glutine è un valore aggiunto che può fare la differenza in termini di fidelizzazione del cliente e reputazione del locale.

Come iscriversi

Non lasciarti sfuggire questa occasione formativa! Per iscriversi all’evento, basta compilare il modulo al seguente link: Modulo di iscrizione.

Prepara la tua attività ad accogliere un numero sempre maggiore di clienti, offrendo un servizio sicuro, di qualità e in linea con le nuove tendenze del mercato. Fipe Cosenza e l’Associazione Italiana Celiachia ti aspettano per un evento che cambierà la tua visione sulla ristorazione!

Per imprese terziario aumenti bollette insostenibili. Bisogna intervenire

Per imprese terziario aumenti bollette insostenibili. Bisogna intervenire

Algieri, Confcommercio: La situazione sta diventando insostenibile per le nostre imprese. Sono necessari interventi mirati per impedire ulteriori rincari. Le imprese sono già piagate dall’emergenza covid. Devono essere aiutate.

Il caro energia sta colpendo pesantemente le imprese del commercio, della ricettività e della ristorazione che nel 2022, nonostante le misure di contenimento già adottate dal Governo, dovranno sostenere un aumento della bolletta energetica con una spesa complessiva per gas ed elettricità che passerà da 11,3 miliardi di euro del 2021 a 19,9 miliardi (+76%) Un conto salatissimo per 1 milione di imprese: le più colpite dalla pandemia e che ora rischiano in tantissime la chiusura anche a causa dei rincari energetici. E’ quanto emerge da uno studio di Confcommercio, svolto in collaborazione con Nomisma Energia, sugli effetti del caro-energia sulle imprese del terziario.

In particolare per l’elettricità, le imprese di questi settori, con un consumo complessivo di 22 miliardi di chilowattora, con le nuove tariffe in vigore dal 1° gennaio, vedranno aumentare la bolletta da 7,4 miliardi di € nel 2021 a 13,9 nel 2022. A questa spesa si deve poi aggiungere quella, altrettanto pesante, per il gas che, con un consumo complessivo di 5 miliardi di metri cubi, vedrà la bolletta aumentare da 3,9 miliardi € nel 2021 a 6 miliardi nel 2022.

Tab. 1 – Spesa energia settore commercio, alloggi, ristorazione (Mld €)

 

 

2019

2020

2021

2022

Elettricità

 

6,3

6,0

7,4

13,9

Gas

 

4,2

2,9

3,9

6,0

Totale

 

10,5

8,9

11,3

19,9

Fonte: Confcommercio-Nomisma Energia

Nel dettaglio dei singoli settori, gli aumenti medi, su base annua, sono i seguenti: per gli oltre 30 mila alberghi italiani la spesa per la bolletta elettrica passerà da 49 mila € a 79 mila €, un aumento del 61% solo in parte mitigato dalle offerte a prezzo fisso che qualcuno è riuscito ad ottenere sul mercato libero.

A questo poi si aggiunge la bolletta del gas che passa da 10 mila a quasi 20 mila €. Per un albergo tipo (con consumi di 260 mila chilowattora/anno di elettricità e 18 mila metri cubi di gas), la spesa annua passa da 59 mila € a 98 mila €.

Pesanti aumenti si registrano anche per i 140 mila bar d’Italia, la cui bolletta elettrica passerà in media da 4 mila a 7 mila € per salire, con il costo del gas, da 5 mila a 10 mila € in totale. Anche i quasi 200 mila ristoranti registreranno una maggiore spesa elettrica che passerà da 7 mila a 12 mila € che, con il gas, farà segnare un maggiore costo totale che da 11 mila € salirà fino a 19 mila €.

Per gli oltre 200 mila negozi alimentari, che usano molto l’elettricità per la refrigerazione degli alimenti, la bolletta elettrica passerà da 15 mila a 24 mila €, mentre i costi del gas, usato per lo più per il riscaldamento dei locali, passeranno da 1.300 a 2.300 €, con il totale che salterà così da 16 mila a 26 mila €.

I circa 440 mila negozi non alimentari, la categoria più numerosa, avranno una bolletta energetica, fra gas ed elettricità, che passerà da 5 mila a 7 mila €, con l’incremento maggiore dovuto all’elettricità.

Se non bastasse, negli ultimi giorni si è “risvegliato” anche il petrolio la cui quotazione, dopo mesi di sostanziale stabilità, è arrivata a 87 dollari per barile, massimo da oltre 7 anni e circa il 60% in più rispetto ad un anno fa. Aumento che ha trascinato al rialzo anche il prezzo del gasolio diesel, impiegato dall’autotrasporto per la logistica di tutti i beni che arrivano ai consumatori finali, che tocca oggi nuovi picchi a 1,65 € per litro, massimo anche questo da metà 2014, superiore di 35 centesimi rispetto ad un anno fa. Per il settore dell’ autotrasporto, che consuma circa 20 miliardi di litri di gasolio all’anno, questi aumenti significano un maggior costo su base annuale pari a 7 miliardi di €. D’altra parte, sul fronte dei carburanti alternativi, la crescita vertiginosa dei prezzi del Gas Naturale Liquefatto (GNL), che in un anno sono più che raddoppiati, rende, di fatto, economicamente inutilizzabile tale soluzione, con tanti veicoli con tale alimentazione, sostenibili e di recente acquisto, costretti paradossalmente a rimanere fermi nei piazzali delle imprese.

Si tratta di aumenti insostenibili destinati ad incidere sull’inflazione e ad indebolire la dinamica dei consumi. Per contrastare il “caro bollette”, servono misure strutturali. In particolare, occorre affrontare il tema della riduzione della dipendenza dalle forniture estere. Inoltre, va avviata la riforma della struttura della bolletta elettrica, anche affrontando il nodo degli oneri generali di sistema. E vanno messe in campo misure per compensare gli impatti negativi dell’aumento dei prezzi dei carburanti su tutta la filiera del trasporto e della logistica. E’ necessario un percorso di transizione energetica che consenta di tenere insieme innovazione tecnologica, rispetto dell’ambiente, benefici occupazionali ed economici per cittadini e imprese. E va attentamente valutato l’impatto del pacchetto europeo “Fit for 55”: vi è il rischio che, in assenza di correttivi, i costi della transizione risultino insostenibili per le imprese.

Confcommercio lancia “Imprendigreen” per aumentare sostenibilità ambientale imprese terziario

Confcommercio lancia “Imprendigreen” per aumentare sostenibilità ambientale imprese terziario

Qualificare e rafforzare l’impegno sostenibile di imprese e associazioni del commercio, del turismo, dei servizi, dei trasporti e delle professioni valorizzando e promuovendo comportamenti ambientalmente virtuosi. Questo, in sintesi, l’obiettivo di “Imprendigreen” l’iniziativa di Confcommercio – al via oggi su tutto il territorio nazionale – che costituisce l’asse portante del più ampio progetto confederale “Confcommercio per la sostenibilità” con il quale la Confederazione intende offrire il suo contributo al raggiungimento degli obiettivi dell’Agenda 2030 dell’ONU.

 Klaus Algieri, Presidente di Confcommercio Cosenza e Calabria, dichiara:

“La sotenibilità ambientale è uno dei punti cardine del nostro futuro. L’iniziativa voluta da Confcommercio Nazionale e realizzata in collaborazione con la Scuola Universitaria Superiore Sant’Anna di Pisa ha l’obiettivo di sostenere, sensibilizzare e premiare l’impegno ambientale del terziario di mercato favorendo, allo stesso tempo, occasioni di crescita e di sviluppo. Siamo convinti, infatti, che le imprese possano essere protagoniste della transizione ecologica che rappresenta un’opportunità e una sfida per l’intero sistema Paese”.

 In dettaglio, l’iniziativa mira a diffondere capillarmente comportamenti sempre più “green” che possano rappresentare anche un’opportunità di sviluppo per le imprese stesse. In altre parole, con Imprendigreen si vuole raggiungere il duplice scopo di creare benefici ambientali e sviluppare nuove forme di economia attraverso una serie di azioni volte a sensibilizzare, formare e accompagnare le imprese nella transizione da un’economia lineare a un’economia circolare. Ma anche a cogliere tutte le opportunità che i programmi e i fondi europei e nazionali – come il Green deal europeo e il PNRR italiano – metteranno in campo nei prossimi anni per innovare modelli di produzione, distribuzione e offerta di servizi.

Il riconoscimento dei comportamenti ambientalmente virtuosi avverrà attraverso l’assegnazione di un marchio che sarà rilasciato all’impresa (o all’Associazione) che avrà raggiunto una soglia minima di punteggio determinata dalla Scuola Universitaria Superiore Sant’Anna di Pisa sulla base dei più autorevoli standard nazionali ed internazionali di riferimento.

Per conferire il giusto rilievo alle buone pratiche di sostenibilità il marchio Imprendigreen sarà attribuito sulla base di tre diversi livelli di eccellenza (tre, quattro e cinque stelle) in relazione alla diversa intensità dell’impegno ambientale posto in essere.