Tornano i saldi estivi. Al via dal 3 luglio

Tornano i saldi estivi. Al via dal 3 luglio

Il 3 Luglio è la data ufficiale di partenza dei saldi estivi nella nostra Regione, che coincide con la partenza nella maggior parte del paese (fanno eccezione la Sicilia dove l’inizio è avvenuto il primo luglio e la Basilicata dove l’avvio è slittato al 2 agosto) e dureranno fino al 1 Settembre.

Secondo la consueta indagine condotta dall’Ufficio Studi di Confcommercio quest’anno nella nostra regione la spesa media per famiglia si aggirerà sui 168 euro (72 euro la spesa pro-capite).

STIMA DEI SALDI ESTIVI 2021 Dato Nazionale Dato Regionale
Valore Saldi Invernali (miliardi di euro) 2,6
Numero Famiglie che Acquistano in Saldo (milioni) 15,5
Acquisto medio a persona nei Saldi Estivi (euro) 171 168
Acquisto medio a persona nei Saldi Estivo (euro) 74 72

Fonte: elaborazioni Ufficio Studi Confcommercio e Confcommercio Calabria

Per quel che riguarda la tipologia di prodotti acquistati, si confermano oggetto di interesse delle famiglie calabresi prevalentemente i capi di abbigliamento, le scarpe e gli accessori, mentre rivolgeranno minore attenzione verso articoli sportivi e prodotti di pelletteria.

Per quel che riguarda la propensione agli acquisti, si è rilevato che la percentuale delle famiglie che aspetta gli sconti per effettuare i propri acquisti è superiore rispetto a quella che rimane indifferente ai saldi. Complice il difficile hanno economico vissuto con chiusure e restrizioni, i saldi rappresentano un’opportunità di acquisto anche se con un volume di spesa più basso rispetto agli altri anni.

Con riferimento al tasso di sconto applicato, si prevede che oltre il 70% delle imprese applicherà in partenza un ribasso sugli articoli che va dal 30% ad oltre il 50% per poi crescere nella seconda metà di luglio (arrivando fino al 70%)

Per il Direttore di Confcommercio Calabria, Maria Santagada: “Dopo il periodo difficile legato alla pandemia, l’auspicio per le imprese del settore è che riparta la corsa allo shopping. Tanta è la voglia di libertà e di ritorno ad una nuova normalità e i saldi possono rappresentare il giusto momento per ridare slancio ad un’economia che si sta riprendendo a fatica. Ma, va detto che da alcuni anni a questa parte i saldi non rappresentano certo un momento di guadagno perché, da un punto di vista finanziario dei negozi, vanno ad erodere una marginalità divenuta sempre più di sopravvivenza. E’ tuttavia importante – conclude il Direttore Santagada – che i saldi ma non solo, spingano i consumatori ad acquistare nei negozi di vicinato che rappresentano uno dei più importanti motori economici della nostra Regione. Se loro ripartono anche noi possiamo ripartire”.

Le regole per gli acquisti in saldo

Per il corretto acquisto degli articoli in saldo, Confcommercio Calabria ricorda alcuni principi di base sui saldi ai tempi del Covid:

1. Cambi: la possibilità di cambiare il capo dopo che lo si è acquistato è generalmente lasciata alla discrezionalità del negoziante, a meno che il prodotto non sia danneggiato o non conforme (d.lgs. 6 settembre 2005, n. 206, Codice del Consumo). In questo caso scatta l’obbligo per il negoziante della riparazione o della sostituzione del capo e, nel caso ciò risulti impossibile, la riduzione o la restituzione del prezzo pagato. Il compratore è però tenuto a denunciare il vizio del capo entro due mesi dalla data della scoperta del difetto.

2. Prova dei capi: non c’è obbligo. E’ rimesso alla discrezionalità del negoziante.

3. Pagamenti: le carte di credito devono essere accettate da parte del negoziante e vanno favoriti i pagamenti cashless

4. Prodotti in vendita: i capi che vengono proposti in saldo devono avere carattere stagionale o di moda ed essere suscettibili di notevole deprezzamento se non venduti entro un certo periodo di tempo.

5. Indicazione del prezzo: obbligo del negoziante di indicare il prezzo normale di vendita, lo sconto e il prezzo finale.

6. Rispetto delle distanze: occorre mantenere la distanza di un metro tra i clienti in attesa di entrata e all’interno del negozio.

7. Disinfezione delle mani: obbligo di igienizzazione delle mani con soluzioni alcoliche prima di toccare i prodotti.

8. Mascherine: obbligo di indossare la mascherina fuori dal negozio, in store ed anche in camerino durante la prova dei capi

9. Modifiche e/o adattamenti sartoriali: sono a carico del cliente, salvo diversa pattuizione;

10. Numero massimo di clienti in store: obbligo di esposizione in vetrina di un cartello che riporti il numero massimo di clienti ammessi nei negozi contemporaneamente.

Confcommercio Cosenza. Approvato il Bilancio Consuntivo e sociale 2020

Confcommercio Cosenza. Approvato il Bilancio Consuntivo e sociale 2020

Oggi, 29 giugno, presso la sede di Confcommercio Imprese per l`Italia Provincia di Cosenza e in videoconferenza nel rispetto delle normative anticovid, l`Assemblea Ordinaria dei Soci di Confcommercio Cosenza ha approvato all`unanimità, il bilancio consuntivo e il bilancio sociale per l`anno 2020.

Dopo la presdentazione dei contenuti del bilancio ad opera della responsabile amministrativa della struttura Silvia Raimondo, ha preso la parola il Direttore di Confcommercio Cosenza, Maria Santagada che ha presentato i contenuti del Bilancio Sociale 2020.

Prosegue il percorso di crescita dell`Associazione, nonostante il difficile periodo trascorso legato alla pandemia, e anche quest’anno sono stati registrati dati positivi per tutti i principali indicatori economici e conferma un’ulteriore crescita della base associativa.

Molto soddisfatto per i risultati conseguiti ancora una volta dalla struttura il Presidente di Confcommercio Cosenza, Klaus Algieri. 

Terme Luigiane. Una vicenda senza fine

Terme Luigiane. Una vicenda senza fine

Manca la volontà di fare chiarezza e giungere ad una conclusione. È ciò che si evince dall’istanza di rinvio fatta al TAR dai Comuni di Guardia Piemontese e Acquappesa e avallata dalla Regione Calabria. Il TAR il 22 giugno scorso avrebbe dovuto decidere sulle sorti della concessione delle Terme Luigiane. Il tutto è stato quindi rinviato al 13 ottobre, quando ormai la stagione termale sarà persa.

La S.A.TE.CA SPA, società subconcessionaria delle Terme Luigiane ritiene, di fronte alla incredibile confusione di date, cifre e valori circolati in questi ultimi giorni, di dover ristabilire la verità dei fatti. Il 26 maggio 2021 S.A.TE.CA. ha inviato ai due Comuni un’ipotesi di accordo che prevedeva:

1) la fornitura di 40 litri al secondo di acqua calda termale, quantitativo minimo per far funzionare le proprie strutture, determinato da uno studio del prof. ing. Paolo Veltri, Ordinario di Ingegneria idraulica presso UniCal;

2) il versamento di un canone annuo di 30mila Euro per il 40% dell’acqua termale, assolutamente congruo se si considera che i Comuni versano alla Regione, per il 100% della risorsa idrotermale, 22mila Euro.

Il 9 giugno 2021, i Comuni hanno proposto a S.A.TE.CA. la fornitura di soli 10 litri al secondo e un canone annuo che, per il primo anno era indicato in 93mila Euro e, per i successivi anni, veniva fissato in 373mila Euro. Il tutto calcolato sulla base di un documento della Conferenza Stato-Regioni del 2006 che fa riferimento ad acque destinate al consumo umano e non per uso termale e senza tenere in alcun conto la delibera 183 del 2012 con la quale la Regione Calabria stabilisce i canoni per le concessioni termali.

L’assurdità della richiesta economica appare evidente se si considera che nella proposta il canone richiesto dai Comuni per i 40 litri necessari alla S.A.TE.CA è fissato in 1.000.742,40 euro, ossia 2/3 della somma dei canoni pagati annualmente da tutte le stazioni termali in Italia.

Il 10 giugno 2021, i legali di S.A.TE.CA. hanno inviato al Presidente della Regione la proposta ricevuta dai comuni, spiegando le ragioni, peraltro evidenti, per cui tale proposta è insostenibile: sia per l’irrisorio quantitativo di acqua offerto, sia per l’incredibile prezzo richiesto, manifestamente sproporzionato rispetto a quanto pagato dagli stessi Comuni alla Regione.

Infine, il 24 giugno 2021, è stato diffuso un comunicato stampa della Presidenza della Regione Calabria, in cui si parla di “apertura dei Sindaci”, i quali:

– per l’anno 2021, hanno manifestato “la disponibilità ad arrotondare per difetto il corrispettivo richiesto di 93mila euro a 90mila euro”;

– per quanto riguarda gli anni successivi il corrispettivo rimane di 373mila euro;

– nulla hanno precisato o modificato in relazione al quantitativo di acqua calda termale offerto, il quale, quindi, appare tutt’ora limitato a 10 litri al secondo.

Di fronte a tali fatti, come si fa a parlare di “apertura dei Sindaci” i quali, a parte uno ‘sconto’ di 3mila Euro per il 2021, hanno ribadito alla lettera l’inaccettabile proposta del 9 giugno scorso? E come si fa a parlare di “ferma volontà delle amministrazioni comunali di voler far proseguire le attività termali” quando il canone medio versato dalle oltre 500 terme italiane è di € 3.768 annui? Quale sarebbe “la nuova proposta” dei due Comuni che la S.A.TE.CA dovrebbe valutare con attenzione e celerità visto che nulla è cambiato?

A chi giova la decisione attuata dai Comuni di riversare nel torrente Bagni tutta l’acqua termale insieme al lavoro di migliaia di persone, 500.000 prestazioni sanitarie annue e l’economia di tutta la zona?

Borsa di studio “Maria Cocciolo” per neolaureati in Economia e Giurisprudenza

Borsa di studio “Maria Cocciolo” per neolaureati in Economia e Giurisprudenza

Confcommercio Cosenza e il Dipartimento di Scienze Aziendali e Giuridiche dell’Università della Calabria hanno sottoscritto, nello scorso mese di maggio, una convenzione che consentirà l’erogazione della borsa di Studio “Maria Cocciolo” Direttore di Confcommercio Cosenza scompara prematuramente nel 2018.

Scopo dell’accordo è quello di onorare la memoria di Maria Cocciolo attraverso la valorizzare di neolaureati meritevoli e che abbiano conseguito la Laurea Magistrale in Economia Aziendale o in Giurisprudenza presso l’Ateneo calabrese.

La borsa di studio prevede il conferimento di un contratto di collaborazione avente ad oggetto “attività di formazione on the job nel campo dei servizi a sostegno dello sviluppo del Terziario” da svolgere presso la sede di Confcommercio Cosenza.

Il contratto, della durata di 6 mesi, sarà finanziato da Confcommercio Cosenza ed è rivolto a giovani residenti in calabria che hanno conseguito la Laurea Magistrale in Economia Aziendale o in Giurisprudenza presso l’Ateneo calabrese negli ultimi 3 anni e con una votazione non inferiore a 105/110.

“Si tratta di un atto importante – ha dichiarato il Direttore di Confcommercio Cosenza, Maria Santagada – dare l’opportunità ad un giovane neolaureato/a di avere un’esperienza lavorativa presso la nostra Associazione ci è sembrato il modo migliore per ricordare la nostra amata Direttrice. Inoltre, in questi anni abbiamo avuto modo di conoscere ed apprezzare, con altre iniziative, diversi giovani laureati che hanno usufruito di un contratto di collaborazione, concretizzatasi poi, per alcuni di loro, in un’assunzione. L’Unical è un vivaio importante da cui le imprese possono e devono attingere per migliorare la loro competitività e la collaborazione con il Dipartimento di Scienze Aziendali e Giuridiche è fondamentale per questo”.

Il programma è pensato per assicurare ai neolaureati quelle conoscenze e quegli strumenti utili per entrare nel mercato del lavoro.

La domanda di ammissione alla selezione, redatta in carta semplice e sottoscritta, e la relativa documentazione, dovranno essere indirizzate a: Confcommercio Cosenza – Ufficio Personale, via Alimena, 14, 87100 Cosenza – Casella Postale 448. Oggetto: Selezione Contratto di Collaborazione Confcommercio – DiScAG.

Il termine di presentazione delle domande è fissato alle ore 13.00 del 30 luglio 2021.

Per saperne di più consulta il bando

Mancano i lavoratori stagionali. L’appello di ConfCerimonie Confcommercio Cosenza

Mancano i lavoratori stagionali. L’appello di ConfCerimonie Confcommercio Cosenza

Manca poco ormai alla ripartenza di eventi e cerimonie, come i matrimoni, che si sa rappresentano un’importante risorsa economica.

Tuttavia se da un lato le imprese del settore sono pronte a partire, nonostante le rigide regole imposte per lo svolgimento degli eventi, dall’altro si trovano a dover fare i conti con un serio problema, quello della carenza di lavoratori. E si perché complici anche i sussidi garantiti dallo stato, vedi reddito di cittadinanza, ristoranti, sale ricevimenti, lidi balneari, alberghi, non riescono a reperire il personale necessario a garantire il servizio nonostante la proposta di assunzione. Le figure maggiormente ricercate sono camerieri, addetti sala, aiuto cucina, cuochi

Un problema non di poco conto se si pensa alla ripresa del settore e che rischia di mettere in difficoltà le imprese già piagate da tanti mesi di chiusura.

Forte l’appello della Presidente di ConfCerimonie Confcommercio Cosenza:

“il 15 giugno è alle porte e noi siamo pronti a ripartire ma abbiamo serie difficoltà nel reperire risorse da assumere nelle nostre attività. Credo che questo sia un problema che riguardi non solo il nostro settore ma anche tutti gli operatori a carattere stagionale. Speriamo di trovare una giusta soluzione”.

Confcommercio Cosenza per venire incontro alle esigenze delle imprese, ha inviato una lettera al responsabile del Centro per l’Impiego di Cosenza per chiedere un incontro durante il quale pianificare un’azione comune volta a reperire la forza lavoro di cui le imprese hanno bisogno.