È entrata in vigore il 28 giugno 2026 la Legge n. 112 del 25 giugno 2026, che ha convertito con modificazioni il Decreto-Legge n. 62 del 30 aprile 2026 (cosiddetto “Decreto 1° Maggio”), introducendo importanti aggiornamenti in materia di lavoro, incentivi all’occupazione, contrattazione collettiva e disciplina del lavoro tramite piattaforme digitali.

Il provvedimento nasce con l’obiettivo di favorire l’occupazione stabile, valorizzare la contrattazione collettiva quale strumento di determinazione del trattamento economico dei lavoratori, rafforzare le tutele nel lavoro digitale e sostenere la competitività delle imprese.

Confermati gli incentivi alle assunzioni

La legge di conversione conferma integralmente gli incentivi già previsti dal decreto originario.

Restano quindi operativi:

  • Bonus Donne 2026, con esonero contributivo fino al 100% per le assunzioni a tempo indeterminato di lavoratrici svantaggiate, nel limite massimo ordinario di 650 euro mensili, elevabile a 800 euro per le assunzioni nelle regioni della ZES Unica del Mezzogiorno.
  • Bonus Giovani 2026, che riconosce ai datori di lavoro un esonero contributivo totale fino a 500 euro mensili, elevato a 650 euro per le assunzioni effettuate nelle regioni della ZES Unica, rivolto ai giovani under 35 in possesso dei requisiti previsti dalla norma.
  • Bonus ZES 2026, destinato alle imprese fino a dieci dipendenti che assumono lavoratori presso unità produttive ubicate nella Zona Economica Speciale Unica del Mezzogiorno, con esonero contributivo fino a 650 euro mensili.

Il decreto introduce inoltre un incentivo specifico per la trasformazione dei contratti a tempo determinato in rapporti a tempo indeterminato, attraverso un esonero contributivo riconosciuto per ventiquattro mesi nei casi previsti dalla normativa.

Salario giusto e contrattazione collettiva

Uno degli aspetti centrali della riforma riguarda il rafforzamento del ruolo della contrattazione collettiva nazionale quale riferimento per l’individuazione del cosiddetto “salario giusto”.

La legge di conversione introduce inoltre la definizione di Trattamento Economico Complessivo (TEC), chiarendo quali componenti retributive debbano essere considerate ai fini dell’applicazione delle nuove disposizioni e dell’accesso agli incentivi. Contestualmente vengono rafforzati gli strumenti di monitoraggio affidati a CNEL, INPS e Ministero del Lavoro.

Novità sui rinnovi dei contratti collettivi

Tra le modifiche più rilevanti figura la revisione del meccanismo relativo ai rinnovi dei CCNL.

In caso di mancato rinnovo, la legge anticipa da dodici a nove mesi il termine entro cui scatta l’adeguamento automatico delle retribuzioni all’indice IPCA e aumenta dal 30% al 50% la quota dell’incremento automatico, introducendo al tempo stesso specifiche deroghe per i comparti caratterizzati da elevata stagionalità.

Tirocini, conciliazione famiglia-lavoro e nuovi strumenti di sostegno

La legge introduce un limite massimo di dodici mesi per i tirocini extracurriculari all’interno dello stesso gruppo di imprese.

Sono inoltre previste misure per favorire la conciliazione tra vita familiare e lavoro, tra cui l’esonero contributivo destinato alle imprese in possesso delle certificazioni previste dal decreto legislativo n. 184/2025 e la semplificazione delle procedure per il Bonus Asilo Nido.

Viene inoltre istituita la figura del Tutor per la sostenibilità economica, finalizzata ad accompagnare i lavoratori che abbiano perso l’occupazione o registrato una significativa riduzione del reddito.

Lavoro digitale e tutela dei rider

Il provvedimento interviene anche sul lavoro tramite piattaforme digitali, chiarendo che la disciplina riguarda esclusivamente i rider.

Tra le principali novità figurano:

  • maggiore trasparenza nell’utilizzo degli algoritmi;
  • diritto del lavoratore a ottenere una spiegazione delle decisioni automatizzate;
  • rafforzamento della presunzione di subordinazione nei casi in cui emergano concreti poteri di direzione e controllo;
  • nuovi obblighi documentali e di identificazione digitale per le piattaforme;
  • ulteriori misure di contrasto al cosiddetto caporalato digitale.

Distacco e somministrazione di lavoro

La legge di conversione introduce inoltre importanti novità in materia di distacco dei lavoratori e somministrazione di lavoro, prevedendo strumenti più flessibili finalizzati alla salvaguardia occupazionale, alla continuità produttiva e alla conservazione delle competenze professionali, oltre a una revisione delle regole sulla durata delle missioni dei lavoratori somministrati.

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