Bonus Giovani 2026: esonero contributivo fino al 100% per le assunzioni under 35

Bonus Giovani 2026: esonero contributivo fino al 100% per le assunzioni under 35

Il Decreto Lavoro 2026 introduce nuove misure per favorire l’occupazione stabile dei giovani attraverso un importante incentivo contributivo destinato ai datori di lavoro privati che assumono lavoratori under 35 appartenenti a categorie svantaggiate o molto svantaggiate. Le prime indicazioni operative sono state fornite dall’INPS con la Circolare n. 55 del 14 maggio 2026.

La misura, denominata “Bonus Giovani 2026”, prevede un esonero dal versamento del 100% dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro per le assunzioni a tempo indeterminato effettuate dal 1° gennaio al 31 dicembre 2026. L’incentivo può raggiungere un massimo di 500 euro mensili per ciascun lavoratore assunto, elevabili a 650 euro mensili nel caso di assunzioni effettuate presso sedi o unità produttive situate nelle regioni della ZES unica per il Mezzogiorno, tra cui la Calabria.

Possono beneficiare dell’agevolazione i datori di lavoro privati, compresi quelli del settore agricolo, mentre restano escluse le pubbliche amministrazioni. L’incentivo riguarda giovani che, al momento dell’assunzione, non abbiano compiuto 35 anni e risultino appartenere a specifiche categorie individuate dalla normativa europea come “svantaggiate” o “molto svantaggiate”.

Tra i destinatari rientrano i giovani privi di impiego regolarmente retribuito da almeno 24 mesi, oppure da almeno 12 mesi se appartenenti a categorie particolarmente fragili, come soggetti privi di diploma, persone con familiari a carico o lavoratori impiegabili in settori caratterizzati da forte disparità di genere. Sono inoltre inclusi giovani tra i 15 e i 24 anni o persone senza impiego stabile da almeno sei mesi.

La durata dell’esonero varia in base alla tipologia di lavoratore assunto. Per i soggetti “molto svantaggiati” l’agevolazione può essere riconosciuta fino a 24 mesi, mentre per i lavoratori “svantaggiati” la durata massima è pari a 12 mesi. 

L’incentivo è riconosciuto esclusivamente per assunzioni a tempo indeterminato. Sono escluse le assunzioni a termine, le trasformazioni di contratti già esistenti, i rapporti di apprendistato, il lavoro domestico e i contratti intermittenti o a chiamata, anche se a tempo indeterminato. Sono invece ammesse le assunzioni a scopo di somministrazione.

Il beneficio è subordinato a precise condizioni. L’assunzione deve determinare un incremento occupazionale netto rispetto alla media dei lavoratori occupati nei dodici mesi precedenti. Inoltre, il datore di lavoro deve essere in regola con gli obblighi contributivi (DURC), rispettare la normativa in materia di lavoro e sicurezza e applicare i contratti collettivi nazionali sottoscritti dalle organizzazioni comparativamente più rappresentative.

Ulteriori vincoli riguardano il divieto di effettuare licenziamenti individuali per giustificato motivo oggettivo o licenziamenti collettivi nei sei mesi precedenti l’assunzione agevolata, nonché il divieto di licenziare il lavoratore incentivato o altro dipendente con la stessa qualifica nella medesima unità produttiva nei sei mesi successivi. La violazione di tali condizioni comporta la revoca dell’agevolazione e il recupero delle somme già fruite.

La misura non è cumulabile con altri esoneri contributivi o riduzioni delle aliquote previdenziali a carico del datore di lavoro, come la Decontribuzione Sud, ma resta compatibile con alcune agevolazioni specifiche, tra cui la certificazione della parità di genere e le riduzioni contributive previste per le lavoratrici madri.

Per accedere al Bonus Giovani 2026, il datore di lavoro dovrà presentare domanda all’INPS esclusivamente in modalità telematica attraverso il “Portale delle Agevolazioni (ex DiResCo) – Bonus Giovani 2026”, disponibile sul sito istituzionale dell’Istituto. Le istanze potranno essere inoltrate sia per assunzioni già effettuate sia per rapporti di lavoro non ancora instaurati.

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Bonus Donne 2026: esonero contributivo fino a 800 euro per le assunzioni

Bonus Donne 2026: esonero contributivo fino a 800 euro per le assunzioni

Il Decreto Lavoro 2026 introduce il nuovo “Bonus Donne 2026”, una misura destinata a incentivare l’occupazione femminile stabile attraverso un esonero contributivo totale per i datori di lavoro privati che assumono donne svantaggiate o molto svantaggiate con contratto a tempo indeterminato entro il 31 dicembre 2026. La disciplina operativa è stata illustrata dall’INPS nella circolare n. 57 del 14 maggio 2026.

L’agevolazione consiste nell’esonero del 100% dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro, con un tetto massimo di 650 euro mensili per ciascuna lavoratrice assunta. Il limite sale a 800 euro mensili qualora la lavoratrice risieda nelle regioni comprese nella ZES unica del Mezzogiorno, tra cui la Calabria. La durata del beneficio varia da 12 a 24 mesi in base alla condizione soggettiva della lavoratrice.

La misura si applica alle assunzioni a tempo indeterminato effettuate dal 1° gennaio al 31 dicembre 2026 e riguarda donne che, alla data dell’assunzione, risultino prive di un impiego regolarmente retribuito da almeno 24 mesi oppure da almeno 12 mesi se appartenenti alle categorie individuate dal regolamento europeo sui lavoratori svantaggiati. Rientrano inoltre tra le beneficiarie le lavoratrici considerate “svantaggiate” perché senza occupazione regolarmente retribuita da almeno sei mesi o appartenenti a specifiche categorie considerate fragili dal diritto comunitario.

Tra le categorie ammesse figurano giovani tra i 15 e i 24 anni, donne over 50, soggetti privi di diploma superiore, persone con carichi familiari, lavoratrici impiegate in settori con forte disparità di genere e appartenenti a minoranze etniche che necessitano di rafforzare competenze linguistiche o professionali.

Il beneficio è riconosciuto esclusivamente per rapporti di lavoro a tempo indeterminato. Sono quindi esclusi i contratti a termine, le trasformazioni di rapporti già esistenti, il lavoro intermittente, il lavoro domestico e l’apprendistato. L’esonero è invece ammesso per rapporti part-time e per assunzioni a scopo di somministrazione, anche se la missione presso l’utilizzatore è a termine.

Per ottenere l’agevolazione è necessario rispettare una serie di condizioni generali e specifiche. Tra queste figurano la regolarità contributiva tramite DURC, il rispetto della normativa in materia di lavoro e sicurezza, l’applicazione dei contratti collettivi stipulati dalle organizzazioni comparativamente più rappresentative e l’incremento occupazionale netto rispetto alla media dei lavoratori occupati nei dodici mesi precedenti.

Ulteriore requisito fondamentale riguarda il rispetto del cosiddetto “salario giusto”. Il datore di lavoro, infatti, deve garantire alla lavoratrice un trattamento economico individuale non inferiore a quello previsto dal contratto collettivo nazionale applicabile al settore di riferimento.

Il bonus non è cumulabile con altri esoneri contributivi o riduzioni delle aliquote previdenziali, come ad esempio la Decontribuzione Sud o gli incentivi per l’assunzione di lavoratori disabili e percettori NASpI. Resta invece compatibile con le agevolazioni legate alla certificazione della parità di genere e con la riduzione contributiva prevista per le lavoratrici madri.

Le domande dovranno essere presentate esclusivamente online tramite il “Portale delle Agevolazioni” sul sito ufficiale dell’INPS. L’Istituto comunicherà con un successivo messaggio la data di attivazione della procedura telematica dedicata. Le richieste potranno riguardare sia assunzioni già effettuate sia rapporti di lavoro ancora da instaurare. Le agevolazioni saranno concesse nei limiti delle risorse stanziate e secondo l’ordine cronologico di presentazione delle istanze.

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ZES Unica: via al credito d’imposta aggiuntivo 2026

ZES Unica: via al credito d’imposta aggiuntivo 2026

Dal 15 aprile al 15 maggio 2026 è possibile trasmettere la comunicazione necessaria per accedere al credito d’imposta aggiuntivo destinato alle imprese che hanno già beneficiato del bonus ZES Unica 2025.

La misura, introdotta dalla Legge di Bilancio 2026, consente di sbloccare un’ulteriore quota pari al 14,6189% del credito richiesto con la precedente comunicazione integrativa. Tale percentuale si aggiunge al 60,3811% già riconosciuto, portando il beneficio complessivo fino al 75% dell’importo massimo teoricamente spettante.

Soggetti beneficiari

Possono accedere al credito aggiuntivo le imprese che soddisfano entrambe le seguenti condizioni:

  • hanno trasmesso correttamente la comunicazione integrativa nel periodo compreso tra il 18 novembre e il 2 dicembre 2025;
  • non hanno usufruito, per i medesimi investimenti, del credito d’imposta Transizione 5.0.

Modalità di presentazione

La comunicazione deve essere inviata esclusivamente in via telematica, direttamente dall’impresa o tramite un intermediario abilitato, utilizzando il modello approvato con provvedimento dell’Agenzia delle Entrate n. 56564 del 16 febbraio 2026.

Nel modello è necessario indicare i dati identificativi dell’impresa, richiamare il credito già dichiarato nella precedente comunicazione integrativa e attestare la non fruizione di agevolazioni incompatibili.

La comunicazione ha valore di dichiarazione sostitutiva ai sensi del D.P.R. n. 445/2000, rendendo fondamentale la verifica preventiva del rispetto dei limiti di cumulabilità degli aiuti.

Ricevute ed eventuali correzioni

A seguito dell’invio, il sistema rilascia una ricevuta di presa in carico, oppure una ricevuta di scarto con indicazione delle motivazioni.

La comunicazione si considera tempestiva se trasmessa entro il 15 maggio 2026. in caso di errori parziali, ritrasmessa entro i cinque giorni solari successivi. Non è invece ammessa la ritrasmissione nei casi di scarto totale del file.

Fino alla scadenza è inoltre possibile sostituire una comunicazione già inviata con una nuova (fa fede l’ultima acquisita) o annullare integralmente la richiesta.

Utilizzo del credito

Il credito d’imposta aggiuntivo potrà essere utilizzato esclusivamente in compensazione tramite modello F24:

  • dal 26 maggio al 31 dicembre 2026;
  • solo dopo il rilascio della ricevuta di riconoscimento.

Il modello F24 deve essere trasmesso tramite i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate. In caso contrario, l’operazione sarà scartata. Il rigetto della compensazione avviene anche quando l’importo supera il credito disponibile o la compensazione è effettuata oltre il termine del 31 dicembre 2026.

Restano applicabili, ove previste, le verifiche antimafia per i soggetti che superano le soglie stabilite dalla normativa vigente.

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