Sviluppo Competenze PMI 2026: contributi fino al 70% per formazione su transizione digitale e green

Sviluppo Competenze PMI 2026: contributi fino al 70% per formazione su transizione digitale e green

Con il Decreto ministeriale 4 settembre 2025, il Decreto direttoriale 26 gennaio 2026 e il successivo Decreto direttoriale 10 febbraio 2026, sono stati definiti criteri, modalità e termini per l’accesso alla misura “Sviluppo Competenze”, il regime di aiuto rivolto alle PMI del Mezzogiorno per investimenti in formazione strategica.

La misura sostiene l’acquisizione di servizi finalizzati allo sviluppo e al rafforzamento delle competenze del personale dipendente, con particolare riferimento alle sfide connesse all’innovazione tecnologica e alla duplice transizione verde e digitale.

La dotazione finanziaria complessiva è pari a 50 milioni di euro, a valere sull’Azione 1.4.1 del Programma Nazionale Ricerca, Innovazione e Competitività per la transizione verde e digitale 2021-2027 (PN RIC 2021-2027).

Soggetti beneficiari

Le agevolazioni sono destinate a micro, piccole e medie imprese (PMI) con sede operativa in:

  • Basilicata
  • Calabria
  • Campania
  • Molise
  • Puglia
  • Sardegna
  • Sicilia

Le imprese, alla data di presentazione della domanda, devono risultare regolarmente costituite e attive, in regola con gli obblighi normativi e contributivi, non essere in liquidazione o sottoposte a procedure concorsuali e non rientrare tra i soggetti esclusi dalla normativa europea di riferimento.

È richiesto almeno un bilancio approvato e depositato (oppure, per imprese individuali e società di persone, almeno una dichiarazione dei redditi presentata).

Cosa finanzia la misura

Sono ammissibili iniziative finalizzate alla realizzazione di percorsi di formazione diretti a sviluppare o consolidare competenze del personale dipendente nei seguenti ambiti:

  • traiettorie tecnologiche della Strategia nazionale di specializzazione intelligente;
  • tecnologie individuate dal regolamento STEP;
  • processi di transizione verde e digitale.

I percorsi devono:

  • prevedere costi ammissibili tra 10.000 e 60.000 euro per singola impresa;
  • essere realizzati presso unità locali ubicate nelle regioni ammissibili;
  • essere erogati da soggetti qualificati e indipendenti rispetto all’impresa proponente;
  • essere avviati entro 6 mesi dalla concessione e conclusi entro 12 mesi (prorogabili di ulteriori 6 mesi).

Sono ammessi anche progetti integrati sovraregionali, con la partecipazione di un massimo di 10 imprese, qualora l’integrazione consenta vantaggi effettivi, anche in ottica di sviluppo della filiera.

Una quota del 40% delle risorse è riservata alle imprese operanti nella filiera automotive e nella filiera della moda, del tessile e dell’arredamento.

Ambiti di intervento

Le iniziative di formazione possono riguardare, tra gli altri:

  • Aerospazio e Difesa
  • Salute, alimentazione e qualità della vita
  • Industria intelligente e sostenibile, energia e ambiente
  • Turismo, patrimonio culturale e industria della creatività
  • Agenda Digitale e Smart Communities
  • Tecnologie digitali
  • Tecnologie pulite ed efficienti
  • Biotecnologie
  • Processi di transizione verde e digitale

Spese ammissibili

Sono finanziabili:

  • spese di personale relative ai formatori;
  • costi di esercizio (viaggi, alloggi, materiali, ammortamenti);
  • costi per servizi di consulenza connessi alla formazione;
  • spese di personale dei partecipanti per le ore di formazione.

Le spese sono riconosciute mediante opzioni semplificate di costo, sotto forma di costi unitari.

Entità del contributo

Le agevolazioni sono concesse in regime de minimis, sotto forma di contributo diretto alla spesa pari al 50% delle spese ammissibili.

Nel caso di progetti integrati sovraregionali:

  • +20% per micro e piccole imprese;
  • +10% per medie imprese.

Il contributo può essere cumulato con altri aiuti di Stato nei limiti previsti dalla normativa europea.

Presentazione delle domande

Le domande possono essere presentate:

  • dalle ore 12:00 del 21 aprile 2026
  • alle ore 12:00 del 23 giugno 2026

esclusivamente tramite la procedura informatica disponibile sul sito del Soggetto gestore Invitalia.

Le agevolazioni sono concesse tramite procedura valutativa a graduatoria, sulla base del punteggio attribuito secondo i criteri indicati nell’Allegato n. 1 del Decreto ministeriale 4 settembre 2025, tenendo conto anche dell’eventuale possesso delle certificazioni previste dalla normativa.

Per maggiori informazioni è possibile rivolgersi ai nostri uffici. Ricorda inoltre di iscriverti al nostro canale WhatsApp per rimanere sempre aggiornato sui nostri servizi e le ultime novità.

Impianti fotovoltaici 2025: in arrivo il nuovo bando per le imprese del Sud Italia

Impianti fotovoltaici 2025: in arrivo il nuovo bando per le imprese del Sud Italia

La Direzione Generale Programmi e Incentivi Finanziari del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica ha pubblicato l’Avviso dedicato alla selezione di progetti per l’installazione di impianti fotovoltaici e termo-fotovoltaici destinati all’autoconsumo delle imprese. L’intervento rientra nell’Azione 2.2.1 del Programma Nazionale “Ricerca, Innovazione e Competitività per la transizione verde e digitale 2021-2027” (PN RIC), con l’obiettivo di promuovere la produzione di energia da fonti rinnovabili nelle regioni meno sviluppate.

Il bando sarà aperto dal 3 dicembre 2025 al 3 marzo 2026 e prevede una forma di agevolazione a contributo a fondo perduto.

Finalità dell’intervento

La misura sostiene investimenti relativi a:

  • installazione di impianti fotovoltaici e/o termo-fotovoltaici;
  • sistemi di autoconsumo immediato e, ove previsto, differito tramite dispositivi di accumulo elettrochimico;
  • interventi realizzati in aree industriali, produttive o artigianali situate in Comuni con più di 5.000 abitanti nelle regioni:
    Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sicilia e Sardegna.

L’iniziativa risponde all’obiettivo europeo di incremento delle fonti rinnovabili, conformemente alla Direttiva (UE) 2018/2001.

Dotazione finanziaria

L’Avviso rende disponibili 262 milioni di euro, così ripartiti:

  • 60% riservato alle PMI;
  • almeno 25% destinato a micro e piccole imprese;
  • le risorse eventualmente non utilizzate saranno riallocate in favore delle altre imprese ammissibili.

Beneficiari

Possono accedere alle agevolazioni:

  • imprese di qualunque dimensione;
  • reti di imprese dotate di soggettività giuridica.

I soggetti richiedenti devono possedere, alla data di presentazione della domanda:

  • iscrizione attiva al Registro delle imprese;
  • regolarità contributiva;
  • pieno esercizio dei diritti e assenza di procedure concorsuali;
  • contabilità ordinaria e almeno un bilancio depositato (o dichiarazione dei redditi per imprese individuali e società di persone);
  • assenza di delocalizzazioni negli ultimi due anni.

Sono escluse le imprese operanti nel settore carbonifero, nella produzione primaria agricola, pesca e acquacoltura.

Spese ammissibili

Il bando finanzia progetti con importi compresi tra:

  • minimo 15.000 euro
  • massimo 2.650.000 euro

Sono ammissibili:

  • impianti fotovoltaici e termo-fotovoltaici su edifici esistenti o strutture pertinenziali funzionalmente connesse;
  • sistemi di accumulo elettrochimico;
  • interventi di potenziamento e adeguamento tecnico;
  • opere connesse all’autoconsumo.

Le agevolazioni saranno concesse come contributo in conto impianti, secondo le intensità definite dall’articolo 7 dell’Avviso e nel rispetto del Regolamento GBER.

Ambito settoriale

Il bando è aperto a una vasta gamma di comparti produttivi, tra cui:

  • agroalimentare
  • artigianato
  • edilizia
  • commercio
  • ristorazione
  • turismo
  • ICT
  • meccanica
  • moda e tessile
  • servizi di trasporto
  • industria e manifattura
  • fornitura di energia, acqua e gestione rifiuti
  • sanità
  • cultura e altri servizi

Obiettivi strategici

La misura contribuisce a:

  • ridurre i costi energetici delle imprese;
  • incrementare la competitività dei territori;
  • sostenere la transizione ecologica;
  • favorire l’autosufficienza energetica tramite l’autoconsumo;
  • promuovere l’adozione di tecnologie rinnovabili a basso impatto ambientale.

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