Economia circolare Calabria: incentivi per filiere innovative

Economia circolare Calabria: incentivi per filiere innovative

La Regione Calabria ha pubblicato un nuovo avviso pubblico, in pre-informazione, nell’ambito del Programma Regionale FESR-FSE+ 2021-2027, Azione 2.6.4, finalizzato a sostenere lo sviluppo dell’economia circolare attraverso il finanziamento di filiere produttive innovative per il riutilizzo, il riciclaggio e il recupero di materia dai rifiuti.

L’intervento si inserisce nella strategia regionale per la sostenibilità ambientale e la transizione verso modelli produttivi più efficienti sotto il profilo delle risorse, in coerenza con gli obiettivi europei.

Obiettivi dell’avviso

L’obiettivo principale dell’avviso è sostenere la nascita e lo sviluppo di attività economiche in grado di rispondere in maniera innovativa al fabbisogno di trattamento dei rifiuti, favorendo al contempo il recupero di materia prima e la riduzione dell’impatto ambientale.

In termini operativi, questo si traduce nella promozione di iniziative imprenditoriali che intervengono lungo l’intera filiera del ciclo dei rifiuti: dalla riparazione e riutilizzo dei prodotti, fino allo sviluppo di processi avanzati di riciclo e recupero. Particolare attenzione è riservata a quei progetti che introducono innovazioni tecnologiche o organizzative, capaci di migliorare l’efficienza dei processi e di ridurre la presenza di sostanze pericolose nei materiali trattati.

Un ulteriore elemento qualificante è rappresentato dalla valorizzazione delle cosiddette materie prime seconde, ossia quei materiali derivanti dal recupero dei rifiuti che possono essere reimmessi nei cicli produttivi, contribuendo a ridurre il consumo di risorse naturali.

Soggetti beneficiari

Possono accedere alle agevolazioni:

  • Piccole e Medie Imprese (PMI);
  • imprese singole oppure in forma aggregata tramite Accordo di Filiera (ATS), composto da almeno due PMI autonome.

Le imprese devono avere o impegnarsi ad avere una sede operativa in Calabria e rispettare i requisiti previsti dal bando, tra cui regolarità contributiva e solidità economico-finanziaria.

Entità del contributo

Le agevolazioni sono concesse sotto forma di contributo a fondo perduto (conto capitale), secondo le intensità previste dal Regolamento (UE) n. 651/2014:

  • fino al 60% per le piccole imprese e 50% per le medie imprese sugli investimenti materiali e immateriali;
  • 50% per le spese di consulenza.

La dotazione finanziaria complessiva è pari a 12.759.351 euro.

Gli investimenti devono avere un valore compreso tra 150.000 e 800.000 euro per singola PMI (fino a 3,2 milioni per ATS).

Spese ammissibili

Le spese ammissibili delineano chiaramente la natura degli interventi che si intendono promuovere. Non si tratta semplicemente di acquistare beni strumentali, ma di realizzare veri e propri progetti di innovazione.

Sono finanziabili, ad esempio, impianti e macchinari di nuova generazione, funzionali al trattamento e al recupero dei rifiuti, così come opere murarie strettamente connesse all’installazione degli stessi. A ciò si aggiungono investimenti immateriali, quali software, brevetti e know-how, che rappresentano sempre più un fattore determinante per la competitività delle imprese.

Un ruolo non secondario è attribuito alle consulenze specialistiche, che possono riguardare la progettazione dei processi produttivi, la verifica del rispetto dei criteri ambientali (come il principio DNSH – Do No Significant Harm) e l’ottenimento di certificazioni di qualità e sostenibilità.

Presentazione delle domande

Le domande dovranno essere presentate esclusivamente in modalità telematica. La data di apertura dello sportello sarà definita con successivo provvedimento.

La procedura di selezione è di tipo valutativo a graduatoria: i progetti saranno quindi esaminati sulla base di criteri oggettivi, con attribuzione di punteggi che determineranno la posizione in graduatoria. Saranno finanziate le iniziative meglio classificate, fino ad esaurimento delle risorse disponibili.

Un elemento di particolare interesse è rappresentato dalla previsione di premialità per le imprese che dimostrano comportamenti virtuosi, anche sotto il profilo della legalità e della resistenza ai fenomeni di criminalità organizzata.

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Regione Calabria: incentivi fino all’80% per nuove imprese nell’Area Reventino-Savuto

Regione Calabria: incentivi fino all’80% per nuove imprese nell’Area Reventino-Savuto

La Regione Calabria ha pubblicato un Avviso pubblico finalizzato a sostenere la nascita e lo sviluppo di nuove iniziative imprenditoriali nell’Area interna Reventino-Savuto, in attuazione della scheda 5.2.1 dell’Accordo di Programma Quadro sottoscritto il 10 febbraio 2020.

L’intervento si inserisce nella programmazione del PAC Calabria 2014-2020 (Azioni 3.7.1 e 3.7.2) ed è volto a promuovere l’autoimpiego e la crescita economica locale, con particolare attenzione alle categorie più fragili del mercato del lavoro.

Obiettivi dell’intervento

L’Avviso mira a incentivare la creazione di nuove imprese nei seguenti ambiti strategici: economia circolare, servizi sociali, turismo innovativo, artigianato di qualità, produzioni tipiche locali.

Oltre al sostegno finanziario, sono previste attività di accompagnamento, tutoraggio e supporto alla definizione di un piano di impresa sostenibile, favorendo al contempo il networking tra imprese, operatori sociali e soggetti portatori di competenze.

Destinatari

Possono presentare domanda:

  • donne
  • giovani under 40
  • soggetti inoccupati o disoccupati (ai sensi del D.Lgs. n. 150/2015 e s.m.i.)

I proponenti devono:

  • essere residenti o domiciliati in uno dei Comuni dell’area Reventino-Savuto (Bianchi, Carpanzano, Colosimi, Panettieri, Parenti, Pedivigliano, Scigliano)
  • non aver ancora costituito l’impresa al momento della domanda
  • impegnarsi a costituirla entro i termini previsti in caso di ammissione

È ammessa sia la partecipazione individuale sia in forma associata.

Beneficiari

I soggetti ammessi dovranno costituire imprese rientranti nella categoria delle micro, piccole e medie imprese (MPMI), secondo la normativa europea (Reg. UE n. 651/2014).

Sono inclusi anche i liberi professionisti, equiparati alle PMI ai fini dell’accesso ai fondi strutturali.

Contributo concedibile

L’agevolazione consiste in un contributo a fondo perduto in regime “de minimis” (Reg. UE 2023/2831), con le seguenti caratteristiche:

  • copertura fino all’80% delle spese ammissibili
  • limite massimo di 300.000 euro per impresa unica nell’arco di tre anni
  • obbligo per il beneficiario di coprire la quota restante con risorse proprie o altre fonti

Il contributo sarà erogato a fronte delle spese effettivamente sostenute e rendicontate.

Dotazione finanziaria

La misura dispone di una dotazione complessiva pari a 900.000 euro, così suddivisa:

  • 600.000 euro per incentivi alle imprese
  • 300.000 euro per attività di tutoraggio e gestione

La Regione si riserva la possibilità di incrementare le risorse disponibili, compatibilmente con la programmazione finanziaria.

Modalità di presentazione della domanda

La domanda deve essere compilata esclusivamente online tramite la piattaforma regionale, firmata digitalmente dal proponente (o da tutti i soci in caso di forma associata) e corredata dalla documentazione richiesta.

È prevista la dichiarazione sostitutiva ai sensi del DPR n. 445/2000 e l’assolvimento dell’imposta di bollo.

Le domande devono essere presentate entro i termini indicati nell’Avviso e non saranno ammesse modalità alternative di invio.

Procedura di valutazione

Le domande saranno esaminate tramite procedura valutativa a graduatoria, sulla base di ricevibilità, ammissibilità e valutazione di merito. L’iter di valutazione si concluderà entro 30 giorni dalla chiusura dei termini, salvo impedimenti non imputabili all’Amministrazione.

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Autoimpiego Calabria: contributi per nuove imprese contro il lavoro sommerso

Autoimpiego Calabria: contributi per nuove imprese contro il lavoro sommerso

La Regione Calabria ha attivato l’Avviso pubblico “Autoimpiego per contrastare il lavoro sommerso”, nell’ambito del PR Calabria FESR FSE+ 2021–2027 – Azione 4.aa.1, con l’obiettivo di sostenere la creazione di nuove attività economiche regolari e favorire l’emersione del lavoro irregolare.

La misura, finanziata con una dotazione complessiva di 5 milioni di euro, rientra nelle politiche regionali di promozione dell’occupazione e dell’imprenditorialità, con particolare attenzione ai giovani e ai soggetti in condizione di fragilità occupazionale.

Finalità della misura

L’intervento è finalizzato a:

  • incentivare l’avvio di iniziative di lavoro autonomo e imprenditoriale;
  • favorire la regolarizzazione di attività informali;
  • contrastare il fenomeno del lavoro sommerso;
  • rafforzare il tessuto economico regionale attraverso imprese sostenibili e regolarmente costituite.

Dotazione finanziaria e agevolazioni

La dotazione finanziaria complessiva dell’Avviso è pari a 5.000.000 di euro, a valere sul Fondo Sociale Europeo Plus e su risorse statali.

Le agevolazioni sono concesse sotto forma di contributo a fondo perduto, nel rispetto del Regolamento UE “de minimis”, con le seguenti intensità:

  • contributo fino al 75% delle spese ammissibili;
  • copertura fino al 100% per investimenti complessivi non superiori a 50.000 euro.

Gli investimenti ammissibili devono essere compresi tra 25.000 e 200.000 euro.

Beneficiari

Possono presentare domanda di agevolazione persone fisiche maggiorenni, residenti o domiciliate in Calabria, che alla data di presentazione della domanda risultino:

  • giovani di età inferiore a 35 anni;
  • soggetti disoccupati, inattivi o working poor;
  • persone con disabilità iscritte al collocamento mirato;
  • soggetti che abbiano beneficiato, negli ultimi cinque anni, di misure di politica attiva promosse dalla Regione Calabria.

I beneficiari non devono essere titolari di un’attività economica attiva alla data di presentazione della domanda e si impegnano a costituire l’impresa o aprire la partita IVA successivamente all’ammissione al finanziamento.

Attività e spese ammissibili

Sono finanziabili progetti di:

  • lavoro autonomo;
  • impresa individuale;
  • società di persone e cooperative.

Sono ammesse a contributo le spese strettamente funzionali all’avvio dell’attività, sostenute successivamente alla presentazione della domanda, tra cui:

  • macchinari, impianti e attrezzature produttive nuovi di fabbrica;
  • arredi e beni strumentali indispensabili allo svolgimento dell’attività;
  • hardware, software gestionali, piattaforme digitali, licenze e soluzioni ICT;
  • opere murarie e impiantistiche nei limiti previsti dall’Avviso e strettamente collegate all’insediamento dell’attività;
  • servizi di consulenza specialistica (amministrativa, fiscale, legale, marketing, organizzativa);
  • servizi di accompagnamento, tutoraggio e formazione imprenditoriale;
  • spese generali e di gestione, calcolate in misura forfettaria secondo quanto stabilito dall’Avviso.

Le spese devono essere coerenti con il progetto approvato, adeguatamente documentate e conformi ai limiti e alle percentuali previste dal bando.

Le attività devono essere avviate e localizzate in Calabria e rientrare nei codici ATECO ammessi.

Modalità di selezione

Le domande saranno valutate tramite procedura valutativa a sportello, secondo criteri di ammissibilità e di merito. L’accesso al contributo è subordinato al raggiungimento del punteggio minimo previsto e alla disponibilità delle risorse.

Con successivi provvedimenti saranno definiti:

  • i termini di apertura dello sportello;
  • la modulistica ufficiale;
  • le modalità operative di presentazione delle domande.

Per maggiori informazioni è possibile rivolgersi ai nostri uffici.

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Impianti fotovoltaici 2025: in arrivo il nuovo bando per le imprese del Sud Italia

Impianti fotovoltaici 2025: in arrivo il nuovo bando per le imprese del Sud Italia

La Direzione Generale Programmi e Incentivi Finanziari del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica ha pubblicato l’Avviso dedicato alla selezione di progetti per l’installazione di impianti fotovoltaici e termo-fotovoltaici destinati all’autoconsumo delle imprese. L’intervento rientra nell’Azione 2.2.1 del Programma Nazionale “Ricerca, Innovazione e Competitività per la transizione verde e digitale 2021-2027” (PN RIC), con l’obiettivo di promuovere la produzione di energia da fonti rinnovabili nelle regioni meno sviluppate.

Il bando sarà aperto dal 3 dicembre 2025 al 3 marzo 2026 e prevede una forma di agevolazione a contributo a fondo perduto.

Finalità dell’intervento

La misura sostiene investimenti relativi a:

  • installazione di impianti fotovoltaici e/o termo-fotovoltaici;
  • sistemi di autoconsumo immediato e, ove previsto, differito tramite dispositivi di accumulo elettrochimico;
  • interventi realizzati in aree industriali, produttive o artigianali situate in Comuni con più di 5.000 abitanti nelle regioni:
    Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sicilia e Sardegna.

L’iniziativa risponde all’obiettivo europeo di incremento delle fonti rinnovabili, conformemente alla Direttiva (UE) 2018/2001.

Dotazione finanziaria

L’Avviso rende disponibili 262 milioni di euro, così ripartiti:

  • 60% riservato alle PMI;
  • almeno 25% destinato a micro e piccole imprese;
  • le risorse eventualmente non utilizzate saranno riallocate in favore delle altre imprese ammissibili.

Beneficiari

Possono accedere alle agevolazioni:

  • imprese di qualunque dimensione;
  • reti di imprese dotate di soggettività giuridica.

I soggetti richiedenti devono possedere, alla data di presentazione della domanda:

  • iscrizione attiva al Registro delle imprese;
  • regolarità contributiva;
  • pieno esercizio dei diritti e assenza di procedure concorsuali;
  • contabilità ordinaria e almeno un bilancio depositato (o dichiarazione dei redditi per imprese individuali e società di persone);
  • assenza di delocalizzazioni negli ultimi due anni.

Sono escluse le imprese operanti nel settore carbonifero, nella produzione primaria agricola, pesca e acquacoltura.

Spese ammissibili

Il bando finanzia progetti con importi compresi tra:

  • minimo 15.000 euro
  • massimo 2.650.000 euro

Sono ammissibili:

  • impianti fotovoltaici e termo-fotovoltaici su edifici esistenti o strutture pertinenziali funzionalmente connesse;
  • sistemi di accumulo elettrochimico;
  • interventi di potenziamento e adeguamento tecnico;
  • opere connesse all’autoconsumo.

Le agevolazioni saranno concesse come contributo in conto impianti, secondo le intensità definite dall’articolo 7 dell’Avviso e nel rispetto del Regolamento GBER.

Ambito settoriale

Il bando è aperto a una vasta gamma di comparti produttivi, tra cui:

  • agroalimentare
  • artigianato
  • edilizia
  • commercio
  • ristorazione
  • turismo
  • ICT
  • meccanica
  • moda e tessile
  • servizi di trasporto
  • industria e manifattura
  • fornitura di energia, acqua e gestione rifiuti
  • sanità
  • cultura e altri servizi

Obiettivi strategici

La misura contribuisce a:

  • ridurre i costi energetici delle imprese;
  • incrementare la competitività dei territori;
  • sostenere la transizione ecologica;
  • favorire l’autosufficienza energetica tramite l’autoconsumo;
  • promuovere l’adozione di tecnologie rinnovabili a basso impatto ambientale.

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Brevetti+ 2025: contributi a fondo perduto per valorizzare l’innovazione delle PMI

Brevetti+ 2025: contributi a fondo perduto per valorizzare l’innovazione delle PMI

Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha pubblicato il nuovo bando Brevetti+ 2025, destinato a sostenere la valorizzazione economica dei brevetti e a rafforzare la competitività delle micro, piccole e medie imprese (PMI) italiane.
L’intervento mira a favorire lo sviluppo di strategie brevettuali attraverso contributi a fondo perduto per l’acquisto di servizi specialistici finalizzati alla redditività, produttività e crescita di mercato dei brevetti.

Beneficiari

Possono accedere alle agevolazioni le PMI, anche di nuova costituzione, con sede legale e operativa in Italia, che si trovino in una delle seguenti condizioni:

  • titolari di un brevetto per invenzione industriale concesso in Italia dopo il 1° gennaio 2024, o di una licenza esclusiva trascritta all’UIBM dopo la stessa data;
  • titolari di una domanda nazionale di brevetto depositata dopo il 1° gennaio 2023, con rapporto di ricerca non negativo;
  • titolari di un brevetto concesso dall’EPO e convalidato in Italia dopo il 1° gennaio 2024;
  • titolari di una domanda di brevetto europeo o internazionale depositata dopo il 1° gennaio 2023, con rapporto di ricerca non negativo, che rivendichi la priorità di una precedente domanda nazionale non già ammessa ai bandi Brevetti+.

Le imprese devono essere iscritte al Registro delle imprese, non in liquidazione o soggette a procedure concorsuali, e in regola con la copertura assicurativa contro i danni da calamità naturali, come previsto dalla normativa vigente.

Contributo e intensità dell’aiuto

L’agevolazione consiste in un contributo a fondo perduto fino a 140.000 euro, nel rispetto del regolamento “de minimis”.
Il contributo copre fino all’80% dei costi ammissibili, che può salire all’85% per le imprese con certificazione della parità di genere.
Per i brevetti sviluppati con enti pubblici di ricerca o università, la copertura può arrivare al 100% delle spese ammissibili.

Spese ammissibili

Sono finanziabili i servizi specialistici connessi alla valorizzazione economica del brevetto, tra cui:

  • progettazione, ingegnerizzazione e industrializzazione del prodotto (inclusi test di fattibilità, prototipi e certificazioni);
  • analisi e sviluppo organizzativo, definizione di strategie di marketing e presidio dei canali distributivi;
  • trasferimento tecnologico, accordi di licenza e collaborazioni con enti di ricerca.

Modalità di presentazione

Le domande dovranno essere compilate ed inviate esclusivamente online tramite la piattaforma Invitalia, a partire dalle ore 12:00 del 20 novembre 2025.
Lo sportello resterà aperto fino alle ore 18:00 dello stesso giorno e, in caso di risorse residue, nei giorni lavorativi successivi fino ad esaurimento fondi.

La procedura è a sportello, con valutazione secondo l’ordine cronologico di arrivo delle domande.
Le imprese possono presentare una sola domanda, relativa a un brevetto non già agevolato nei precedenti bandi Brevetti+.

Dotazione finanziaria

La misura dispone di una dotazione complessiva di 20 milioni di euro, di cui il 5% riservato alle imprese in possesso del rating di legalità.
Le risorse potranno essere integrate da ulteriori fondi nazionali o europei.

Finalità e impatto

Con Brevetti+ 2025, il Ministero intende stimolare l’innovazione tecnologica e la competitività del tessuto produttivo italiano, sostenendo concretamente le imprese che investono nella ricerca e nella tutela delle proprie invenzioni.
Si tratta di un’occasione significativa per le PMI che puntano su innovazione, sostenibilità e proprietà intellettuale come leve strategiche di crescita.

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