Con il Decreto ministeriale 4 settembre 2025, il Decreto direttoriale 26 gennaio 2026 e il successivo Decreto direttoriale 10 febbraio 2026, sono stati definiti criteri, modalità e termini per l’accesso alla misura “Sviluppo Competenze”, il regime di aiuto rivolto alle PMI del Mezzogiorno per investimenti in formazione strategica.
La misura sostiene l’acquisizione di servizi finalizzati allo sviluppo e al rafforzamento delle competenze del personale dipendente, con particolare riferimento alle sfide connesse all’innovazione tecnologica e alla duplice transizione verde e digitale.
La dotazione finanziaria complessiva è pari a 50 milioni di euro, a valere sull’Azione 1.4.1 del Programma Nazionale Ricerca, Innovazione e Competitività per la transizione verde e digitale 2021-2027 (PN RIC 2021-2027).
Soggetti beneficiari
Le agevolazioni sono destinate a micro, piccole e medie imprese (PMI) con sede operativa in:
- Basilicata
- Calabria
- Campania
- Molise
- Puglia
- Sardegna
- Sicilia
Le imprese, alla data di presentazione della domanda, devono risultare regolarmente costituite e attive, in regola con gli obblighi normativi e contributivi, non essere in liquidazione o sottoposte a procedure concorsuali e non rientrare tra i soggetti esclusi dalla normativa europea di riferimento.
È richiesto almeno un bilancio approvato e depositato (oppure, per imprese individuali e società di persone, almeno una dichiarazione dei redditi presentata).
Cosa finanzia la misura
Sono ammissibili iniziative finalizzate alla realizzazione di percorsi di formazione diretti a sviluppare o consolidare competenze del personale dipendente nei seguenti ambiti:
- traiettorie tecnologiche della Strategia nazionale di specializzazione intelligente;
- tecnologie individuate dal regolamento STEP;
- processi di transizione verde e digitale.
I percorsi devono:
- prevedere costi ammissibili tra 10.000 e 60.000 euro per singola impresa;
- essere realizzati presso unità locali ubicate nelle regioni ammissibili;
- essere erogati da soggetti qualificati e indipendenti rispetto all’impresa proponente;
- essere avviati entro 6 mesi dalla concessione e conclusi entro 12 mesi (prorogabili di ulteriori 6 mesi).
Sono ammessi anche progetti integrati sovraregionali, con la partecipazione di un massimo di 10 imprese, qualora l’integrazione consenta vantaggi effettivi, anche in ottica di sviluppo della filiera.
Una quota del 40% delle risorse è riservata alle imprese operanti nella filiera automotive e nella filiera della moda, del tessile e dell’arredamento.
Ambiti di intervento
Le iniziative di formazione possono riguardare, tra gli altri:
- Aerospazio e Difesa
- Salute, alimentazione e qualità della vita
- Industria intelligente e sostenibile, energia e ambiente
- Turismo, patrimonio culturale e industria della creatività
- Agenda Digitale e Smart Communities
- Tecnologie digitali
- Tecnologie pulite ed efficienti
- Biotecnologie
- Processi di transizione verde e digitale
Spese ammissibili
Sono finanziabili:
- spese di personale relative ai formatori;
- costi di esercizio (viaggi, alloggi, materiali, ammortamenti);
- costi per servizi di consulenza connessi alla formazione;
- spese di personale dei partecipanti per le ore di formazione.
Le spese sono riconosciute mediante opzioni semplificate di costo, sotto forma di costi unitari.
Entità del contributo
Le agevolazioni sono concesse in regime de minimis, sotto forma di contributo diretto alla spesa pari al 50% delle spese ammissibili.
Nel caso di progetti integrati sovraregionali:
- +20% per micro e piccole imprese;
- +10% per medie imprese.
Il contributo può essere cumulato con altri aiuti di Stato nei limiti previsti dalla normativa europea.
Presentazione delle domande
Le domande possono essere presentate:
- dalle ore 12:00 del 21 aprile 2026
- alle ore 12:00 del 23 giugno 2026
esclusivamente tramite la procedura informatica disponibile sul sito del Soggetto gestore Invitalia.
Le agevolazioni sono concesse tramite procedura valutativa a graduatoria, sulla base del punteggio attribuito secondo i criteri indicati nell’Allegato n. 1 del Decreto ministeriale 4 settembre 2025, tenendo conto anche dell’eventuale possesso delle certificazioni previste dalla normativa.
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