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	<title>Centro Studi Archivi - Confcommercio Cosenza</title>
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	<description>Imprese per l&#039;Italia - Provincia di Cosenza</description>
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	<title>Centro Studi Archivi - Confcommercio Cosenza</title>
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		<title>Confcommercio Calabria. Usura vera piaga del post pandemia</title>
		<link>https://confcommerciocosenza.it/confcommercio-calabria-usura-vera-piaga-del-post-pandemia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione G]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 Apr 2022 08:10:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Centro Studi]]></category>
		<category><![CDATA[confcommercio calabria]]></category>
		<category><![CDATA[klaus algieri]]></category>
		<category><![CDATA[legalità ci piace]]></category>
		<category><![CDATA[legalità ci piace confcommercio]]></category>
		<category><![CDATA[usura]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L'articolo <a href="https://confcommerciocosenza.it/confcommercio-calabria-usura-vera-piaga-del-post-pandemia/">Confcommercio Calabria. Usura vera piaga del post pandemia</a> proviene da <a href="https://confcommerciocosenza.it">Confcommercio Cosenza</a>.</p>
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				<div class="et_pb_text_inner"><p style="text-align: justify;"><em>È quanto emerge dai dati diffusi dal centro studi di Confcommercio nel corso della Giornata di “Legalità ci Piace”</em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>COSENZA, 20/04/2022.</strong> Dopo due anni di assenza ritorna la giornata di mobilitazione nazionale ideata da Confcommercio “Legalità ci piace” il cui obiettivo è quello di sensibilizzare l’opinione pubblica sui fenomeni illegali che colpiscono la vita delle imprese.</p>
<p style="text-align: justify;">Secondo la consueta indagine svolta dal centro studi di Confcommercio, l’usura oltre ad essere percepito come il reato che aumenta di più, è anche un fenomeno che penalizza lo sviluppo delle imprese e frena la crescita.</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">“Un dato preoccupante questo soprattutto nel post pandemia dove le imprese sono fragili e vulnerabili a causa delle difficoltà che hanno dovuto sopportare in questi anni. Ha commentato Klaus Algieri, Presidente di Confcommercio Calabria; che ha poi proseguito: per contrastare questo fenomeno, e più in generale tutti i fenomeni illegali, è necessario un rafforzamento della collaborazione tra istituzioni, forze dell’ordine e realtà associative. Non dobbiamo lasciare soli gli imprenditori in questa lotta, dobbiamo incoraggiarli a denunciare e supportarli nel post denuncia con tutele adeguate. Solo così – ha concluso Algieri – riusciremo ad avere un’economia più sana e forte”.</p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><strong>Risultati indagine Confcommercio su usura e fenomeni illegali</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Sintesi dei principali risultati </strong></p>
<ul style="text-align: justify;">
<li>Quasi il 12% delle imprese del terziario di mercato percepisce un peggioramento dei livelli di sicurezza nel 2021.</li>
<li>L’usura è il fenomeno criminale percepito in maggior aumento dagli imprenditori del terziario di mercato (per il 27%). Il trend è più marcato nelle grandi città e al Sud dove l’usura è indicata in aumento dal 30% delle imprese. Il racket è in crescita per il 21% degli imprenditori.</li>
<li>L’11% degli imprenditori ha avuto notizia diretta di episodi di usura o estorsione nella propria zona di attività.</li>
<li>Il 17,7% degli imprenditori è molto preoccupato per il rischio di esposizione a usura e racket. Un timore che è più elevato nelle grandi città e al Sud.</li>
<li>Di fronte all’usura e al racket il 58,4% degli imprenditori ritiene che si dovrebbe denunciare, il 33,6% dichiara che non saprebbe cosa fare, il 6,4%  pensa di non poter fare nulla. I dati sono più marcati al Sud.</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><strong>Stime Sud e isole</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>I livelli di sicurezza. </strong></p>
<p style="text-align: justify;">Nel Sud e Isole le imprese del terziario di mercato che percepiscono un peggioramento dei livelli di sicurezza nel 2021 sono il 16,6%, un valore più elevato rispetto alla media nazionale pari all’11,8%. L’usura è il fenomeno criminale percepito in maggior crescita dagli imprenditori del terziario di mercato (per il 30%), un dato superiore alla media nazionale del 27%. ll racket è in crescita per il 22% delle imprese, dato superiore alla media nazionale del 21%. In generale, nel Mezzogiorno l’andamento di tutti i fenomeni criminali rilevati risulta in maggior crescita rispetto alla media nazionale.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>L’esposizione all’usura e al racket. </strong></p>
<p style="text-align: justify;">L’8,3% degli imprenditori ha avuto notizia diretta di fenomeni di usura o estorsione nella propria zona di attività, il dato risulta inferiore a quello nazionale pari all’11%. La percentuale di imprenditori che sono molto preoccupati per il rischio di esposizione a fenomeni di usura e racket nella zona in cui operano è del 19,1%, dato superiore alla media nazionale pari al 17,7%.</p>
<p style="text-align: justify;">Di fronte a fenomeni di usura e racket il 66,7% delle imprese del Sud ritiene che si dovrebbe denunciare (un valore superiore alla media nazionale del 58,4%) e il 41% dichiara che non saprebbe cosa fare (dato più elevato della media nazionale pari al 33,6%).</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><strong>Decoro urbano e qualità della vita. </strong></p>
<p style="text-align: justify;">Il 20% delle imprese del Sud e Isole ritiene che nell’ultimo biennio la qualità della vita nel centro urbano sia peggiorata, la media nazionale è del 19,9%. Quanto al degrado urbano, il 45,3% degli imprenditori del Sud ritiene degradati i centri di piccole dimensioni (comuni con meno di 10.000 abitanti), un dato decisamente superiore a quello nazionale pari al 27,9%. Rispetto ai centri più grandi (comuni con più di 10mila abitanti), il 54% delle imprese del Sud considera degradate le periferie (il dato nazionale è pari al 47,1%) e il 33,3% giudica degradati i centri storici (il dato nazionale è pari al 21,6%).</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><strong>Stime Ufficio Studi Confcommercio</strong></p>
<p style="text-align: justify;">
<ul style="text-align: justify;">
<li>Almeno 30mila imprese del commercio, della ristorazione e della ricettività sono oggi ad elevato rischio usura.</li>
<li>L’illegalità costa alle imprese del commercio e dei pubblici esercizi quasi 31 miliardi di euro e mette a rischio circa 200mila posti di lavoro. La perdita annua in termini di fatturato e di valore aggiunto è pari al 6,3%. In dettaglio, l&#8217;abusivismo commerciale costa 8,7 miliardi di euro, l&#8217;abusivismo nella ristorazione pesa per 4,8 miliardi, la contraffazione per 4,1 miliardi, il taccheggio per 4,3 miliardi. Gli altri costi della criminalità (ferimenti, assicurazioni, spese difensive) ammontano a 6 miliardi e i costi per la cyber criminalità a 2,8 miliardi.</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;"></div>
			</div>
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		<title>Il mezzogiorno &#8220;riparte&#8221; dal PNRR</title>
		<link>https://confcommerciocosenza.it/il-mezzogiorno-riparte-dal-pnrr/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione G]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Feb 2022 08:21:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Centro Studi]]></category>
		<category><![CDATA[confcommercio]]></category>
		<category><![CDATA[fondi pnrr]]></category>
		<category><![CDATA[mezzoggiorno]]></category>
		<category><![CDATA[pnrr]]></category>
		<category><![CDATA[sangalli]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L'articolo <a href="https://confcommerciocosenza.it/il-mezzogiorno-riparte-dal-pnrr/">Il mezzogiorno &#8220;riparte&#8221; dal PNRR</a> proviene da <a href="https://confcommerciocosenza.it">Confcommercio Cosenza</a>.</p>
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				<div class="et_pb_text_inner"><p style="text-align: justify;"><!-- divi:paragraph -->Secondo l&#8217;Ufficio Studi Confcommercio dal Piano Nazionale di Resistenza e Resilienza arriveranno più investimenti per rilanciare la produttività del Sud e ridurre il gap con il resto del Paese.</p>
<p style="text-align: justify;"><!-- /divi:paragraph --></p>
<p style="text-align: justify;"><!-- divi:paragraph -->Il nostro Paese si trova davanti ad una prova decisiva: portare a termine entro il 2026 gli obiettivi del<strong> <a href="https://italiadomani.gov.it/it/home.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Pnrr</a></strong> nell’ambito del programma dell&#8217;Unione Europea noto come<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Next_Generation_EU">Next Generation EU</a>. Un’occasione da non perdere per ricostruire dopo la pandemia un tessuto economico e sociale coniugando e incentivando le opportunità connesse alla transizione ecologica e digitale. Per capire quanto e come potrebbe impattare sull’economia italiana la realizzazione dei progetti contenuti nel Piano nazionale di Ripresa e Resilienza, l<strong>’Ufficio Studi Confcommercio</strong> è partito dal Mezzogiorno il punto storicamente più debole del nostro sistema economico che però proprio grazie al Pnrr potrebbe recuperare un bel pezzo del terreno perso.  </p>
<p style="text-align: justify;"><!-- /divi:paragraph --></p>
<p style="text-align: justify;"><!-- divi:image {"id":223325,"width":750,"height":235,"sizeSlug":"large","linkDestination":"none"} --></p>
<figure class="wp-block-image size-large is-resized" style="text-align: justify;"><img fetchpriority="high" decoding="async" src="https://confcommerciocosenza.it/wp-content/uploads/2022/02/pnrr_1.png" alt="" class="wp-image-223325" width="750" height="235" /></figure>
<p style="text-align: justify;"><!-- /divi:image --></p>
<p style="text-align: justify;"><!-- divi:paragraph --><strong>Investimenti e produttività nel lavoro</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><!-- /divi:paragraph --></p>
<p style="text-align: justify;"><!-- divi:paragraph -->Presentando l’<a href="https://www.confcommercio.it/documents/20126/3660224/Il+PNRR+per+un+nuovo+Mezzogiorno.pdf/87a45541-f2ae-16ae-327a-eb1a8350364e" target="_blank" rel="noreferrer noopener">indagine</a>, il <strong>direttore dell’Ufficio Studi, Mariano Bella</strong>, ha sottolineato che “<em>l’accumulazione di capitale, l’incremento demografico, se implica quello dei livelli occupazionali, e il progresso tecnologico influenzano il livello del prodotto aggregato di un’economia e la sua crescita nel tempo. Lo stock di capitale dipende direttamente dagli investimenti. Quindi per aggiustare le cose nel nostro Sud una strada importante è quella degli investimenti</em>”. “<em>Nel 2019 – </em>ha proseguito Bella <em>– gli investimenti per occupato equivalente sono inferiori nel Sud ai livelli di 24 anni prima, mentre nel Centro-Nord sono superiori. <strong>È come se il Mezzogiorno credesse meno in se stesso, anzi come se non credesse nel proprio futuro</strong>: credere nel futuro è infatti la molla per investire. Dunque c’è un ampio divario tra aree geografiche negli investimenti per occupato a tempo pieno. Questo ha impatti sulla ricchezza prodotta nelle diverse regioni</em>”. “<em>Quindi, per ridurre i divari territoriali, purtroppo strutturali, che caratterizzano il nostro sistema produttivo, è certamente importante potenziare gli investimenti nel Mezzogiorno mentre è semplicemente fondamentale potenziare il suo mercato del lavoro, rendendolo più attrattivo, più efficiente e più dinamico&#8221;</em>.</p>
<p style="text-align: justify;"><!-- /divi:paragraph --></p>
<p style="text-align: justify;"><!-- divi:image {"id":223326,"width":540,"height":361,"sizeSlug":"large","linkDestination":"none"} --></p>
<figure class="wp-block-image size-large is-resized" style="text-align: justify;"><img decoding="async" src="https://confcommerciocosenza.it/wp-content/uploads/2022/02/pnrr_2.jpg" alt="" class="wp-image-223326" width="540" height="361" srcset="https://confcommerciocosenza.it/wp-content/uploads/2022/02/pnrr_2.jpg 540w, https://confcommerciocosenza.it/wp-content/uploads/2022/02/pnrr_2-480x321.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 540px, 100vw" /></figure>
<p style="text-align: justify;"><!-- /divi:image --></p>
<p style="text-align: justify;"><!-- divi:paragraph --><strong>Popolazione e occupazione</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><!-- /divi:paragraph --></p>
<p style="text-align: justify;"><!-- divi:paragraph -->Poi il direttore ha affrontato il tema della crescita, o meglio la decrescita demografica strettamente connesso a quello degli investimenti e dell’occupazione. “<strong><em>La prima fonte della crescita ha radici nella dinamica della demografica</em></strong><em>. La popolazione italiana complessiva è in riduzione dal 2015, proseguendo il suo calo anche nel 2019. Queste dinamiche sono quasi completamente determinate dalla demografia del Mezzogiorno. Mentre tra il 1995 e il 2019 la popolazione del Centro-Nord è passata da 36,2 a 36,5 milioni di unità, quella del Sud nello stesso periodo è scesa da 20,7 a 20,3 milioni</em>”. “<em>Sul piano dei flussi interni – </em>ha detto Bella<em> – fino agli anni novanta l’emigrazione da Sud a Nord allargava la base produttiva delle regioni italiane più ricche e produttive, oggi dal Nord stesso si emigra verso altri Paesi. L’investimento in istruzione, piccolo o grande che sia, sui giovani italiani contribuisce prospetticamente a incrementare il PIL di altre nazioni. Incentivi all’occupazione meridionale, decontribuzioni e regimi di favore avranno progressivamente minore efficacia a fronte di un bacino di occupati potenziali che si restringe per cause più profonde di demografia e di contesto sociale e produttivo</em>”. “<em>E poi non si può dimenticare – </em>ha osservato <em>– che esiste un Sud del Sud: sto parlando del tasso di occupazione generale e femminile. <strong>Se il Centro-Nord si avvicina al resto d’Europa, il Sud ne resta troppo lontano</strong>, soprattutto nella componente femminile. In pratica, in ampie aree del nostro Mezzogiorno non conviene lavorare, soprattutto alle donne, perché non si guadagna abbastanza e si perde molto in termini di servizi pubblici che non esistono, a partire dagli asili nido. O si aggiustano queste condizioni di contesto o gli incentivi, come detto, potranno fare poco</em>”.</p>
<p style="text-align: justify;"><!-- /divi:paragraph --></p>
<p style="text-align: justify;"><!-- divi:image {"id":223328,"width":533,"height":334,"sizeSlug":"large","linkDestination":"none"} --></p>
<figure class="wp-block-image size-large is-resized" style="text-align: justify;"><img decoding="async" src="https://confcommerciocosenza.it/wp-content/uploads/2022/02/pnrr_3.jpg" alt="" class="wp-image-223328" width="533" height="334" srcset="https://confcommerciocosenza.it/wp-content/uploads/2022/02/pnrr_3.jpg 533w, https://confcommerciocosenza.it/wp-content/uploads/2022/02/pnrr_3-480x300.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 533px, 100vw" /></figure>
<p style="text-align: justify;"><!-- /divi:image --></p>
<p style="text-align: justify;"><!-- divi:paragraph --><strong>I difetti strutturali</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><!-- /divi:paragraph --></p>
<p style="text-align: justify;"><!-- divi:paragraph -->Secondo Bella un altro tema da porre all’attenzione è quello degli storici problemi infrastrutturali e sistemici del Meridione. “<em>La produttività dei fattori e quella sistemica dipendono dal contesto in cui si opera.<strong> Le politiche per il riequilibrio territoriale dovrebbero passare da un piano di riduzione dei difetti strutturali del Mezzogiorno</strong>: controllo del territorio e contrasto alla micro-illegalità, digitalizzazione e innovazione nel rapporto burocratico tra cittadini e controparte istituzionale, investimento nell’istruzione di ogni ordine e grado, con ampio intervento su formazione e trasformazione continua delle abilità e delle competenze e, soprattutto, <strong>riduzione dei gap infrastrutturali di accessibilità,</strong> dai trasporti alla banda larga, che non permettono un’adeguata connessione socio-produttiva del Sud col resto del Paese e, soprattutto, con l’Europa</em>”.</p>
<p style="text-align: justify;"><!-- /divi:paragraph --></p>
<p style="text-align: justify;"><!-- divi:paragraph --><strong>Il turismo risorsa da mettere a reddito</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><!-- /divi:paragraph --></p>
<p style="text-align: justify;"><!-- divi:paragraph -->Parlando di turismo, Bella ha sottolineato che per comprendere meglio il fenomeno bisogna guardare “<strong><em>al rapporto tra spesa dei turisti stranieri nei territori e consumi complessivi nelle regioni</em></strong><em>. Possiamo anche lasciare perdere il 2020 e guardare solo al 2019. <strong>Il Sud ha un rapporto che sta sotto della metà rispetto alle altre aree del Paese</strong>. E l’analisi è già finita: o smettiamo di dire che il nostro Mezzogiorno è una miniera di risorse culturali, artistiche, paesaggistiche, enogastronomiche, perché non è vero, oppure se è vero, ed è vero, dobbiamo metterle a reddito</em>”.</p>
<p style="text-align: justify;"><!-- /divi:paragraph --></p>
<p style="text-align: justify;"><!-- divi:paragraph --><strong>Rapporto % tra spesa degli stranieri e consumi complessivi sul territorio</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><!-- /divi:paragraph --></p>
<p style="text-align: justify;"><!-- divi:image {"id":223329,"width":514,"height":225,"sizeSlug":"large","linkDestination":"none"} --></p>
<figure class="wp-block-image size-large is-resized" style="text-align: justify;"><img decoding="async" src="https://confcommerciocosenza.it/wp-content/uploads/2022/02/pnrr_4.jpg" alt="" class="wp-image-223329" width="514" height="225" srcset="https://confcommerciocosenza.it/wp-content/uploads/2022/02/pnrr_4.jpg 514w, https://confcommerciocosenza.it/wp-content/uploads/2022/02/pnrr_4-480x210.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 514px, 100vw" /></figure>
<p style="text-align: justify;"><!-- /divi:image --></p>
<p style="text-align: justify;"><!-- divi:paragraph --><strong>Investimenti pubblici e Pnrr</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><!-- /divi:paragraph --></p>
<p style="text-align: justify;"><!-- divi:paragraph -->Concludendo la sua analisi, il direttore dell’Ufficio Studi ha parlato della la parte pubblica degli investimenti. “Fino al 2007 – ha detto Bella <em>–</em> il ritmo medio annuo di crescita degli investimenti pubblici a prezzi costanti è molto simile nelle due macro-aree, mentre ben più significativa è la flessione che interessa le aree meridionali a partire dal 2008, -3,3% medio annuo rispetto al -2,6% del Centro-Nord”. “In realtà – ha proseguito <em>–</em> il dato davvero preoccupante per il Mezzogiorno è che l’inadeguatezza degli investimenti pubblici si affianca a una ben più grave dinamica degli investimenti privati, già presente nel periodo pre-recessivo, ma accentuatasi a partire dal 2008, quando il calo medio annuo ha superato il 3%, rispetto alla flessione dell’1,2% del C-N: e parliamo di medie annue di riduzione. In pratica, negli ultimi venticinque anni gli investimenti privati nel Sud si sono sistematicamente ridotti ad un ritmo del mezzo punto percentuale annuo, contro all’opposto un incremento medio annuo dello 0,7% al Centro-Nord”.</p>
<p style="text-align: justify;"><!-- /divi:paragraph --></p>
<p style="text-align: justify;"><!-- divi:image {"id":223330,"width":713,"height":338,"sizeSlug":"large","linkDestination":"none"} --></p>
<figure class="wp-block-image size-large is-resized" style="text-align: justify;"><img decoding="async" src="https://confcommerciocosenza.it/wp-content/uploads/2022/02/pnrr_5.jpg" alt="" class="wp-image-223330" width="713" height="338" srcset="https://confcommerciocosenza.it/wp-content/uploads/2022/02/pnrr_5.jpg 713w, https://confcommerciocosenza.it/wp-content/uploads/2022/02/pnrr_5-480x228.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 713px, 100vw" /></figure>
<p style="text-align: justify;"><!-- /divi:image --></p>
<p style="text-align: justify;"><!-- divi:paragraph --><strong>Sangalli: “Le risorse del Pnrr per rilanciare il Mezzogiorno e tutto il Paese”</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><!-- /divi:paragraph --></p>
<p style="text-align: justify;"><!-- divi:paragraph -->Commentando l’analisi dell’Ufficio Studi della Confederazione su PNRR e Sud, <strong>il presidente di Confcommercio</strong> ha sottolineato che “<em>la crisi Covid ha indebolito ulteriormente il Mezzogiorno in termini di occupazione, capitale produttivo e reddito</em>”. “<em>Con il PNRR – </em>ha detto Sangalli <em>– è possibile recuperare il terreno perduto attraverso quasi il doppio degli investimenti pubblici che, se indirizzati presto e bene, attireranno anche ingenti risorse private rafforzando la filiera turistica. Solo così potremo assicurare una crescita robusta non solo al Sud ma all’intero Paese</em>”.</p>
<p style="text-align: justify;"><!-- /divi:paragraph --></p>
<p style="text-align: justify;"><!-- divi:paragraph --><strong>a cura di </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><!-- /divi:paragraph --></p>
<p style="text-align: justify;"><!-- divi:paragraph --><strong><em>Ugo Da Milano</em></strong></p>
<p><!-- /divi:paragraph --></p></div>
			</div>
			</div>
				
				
				
				
			</div>
				
				
			</div>
<p>L'articolo <a href="https://confcommerciocosenza.it/il-mezzogiorno-riparte-dal-pnrr/">Il mezzogiorno &#8220;riparte&#8221; dal PNRR</a> proviene da <a href="https://confcommerciocosenza.it">Confcommercio Cosenza</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Il mondo delle imprese lotta con la crisi. I dati su aperture e chiusure in Calabria</title>
		<link>https://confcommerciocosenza.it/il-mondo-delle-imprese-lotta-con-la-crisi-i-dati-su-aperture-e-chiusure-in-calabria/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione D]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 21 Jan 2022 09:49:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Centro Studi]]></category>
		<category><![CDATA[aperture]]></category>
		<category><![CDATA[chiusure]]></category>
		<category><![CDATA[crisi]]></category>
		<category><![CDATA[imprese]]></category>
		<category><![CDATA[registro imprese]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L'articolo <a href="https://confcommerciocosenza.it/il-mondo-delle-imprese-lotta-con-la-crisi-i-dati-su-aperture-e-chiusure-in-calabria/">Il mondo delle imprese lotta con la crisi. I dati su aperture e chiusure in Calabria</a> proviene da <a href="https://confcommerciocosenza.it">Confcommercio Cosenza</a>.</p>
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				<div class="et_pb_text_inner"><p>Articolo della Gazzetta del Sud del 21-01-2022 sull&#8217;andamento del numero di imprese in Calabria nel triennio 2019 &#8211; 2021</p></div>
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				<span class="et_pb_image_wrap "><img decoding="async" width="1240" height="1755" src="https://confcommerciocosenza.it/wp-content/uploads/2022/01/2022-01-21_Gazzetta_page-0001.jpg" alt="Articolo gazzetta del sud" title="2022-01-21_Gazzetta_page-0001" srcset="https://confcommerciocosenza.it/wp-content/uploads/2022/01/2022-01-21_Gazzetta_page-0001.jpg 1240w, https://confcommerciocosenza.it/wp-content/uploads/2022/01/2022-01-21_Gazzetta_page-0001-980x1387.jpg 980w, https://confcommerciocosenza.it/wp-content/uploads/2022/01/2022-01-21_Gazzetta_page-0001-480x679.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) and (max-width: 980px) 980px, (min-width: 981px) 1240px, 100vw" class="wp-image-223257" /></span>
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<p>L'articolo <a href="https://confcommerciocosenza.it/il-mondo-delle-imprese-lotta-con-la-crisi-i-dati-su-aperture-e-chiusure-in-calabria/">Il mondo delle imprese lotta con la crisi. I dati su aperture e chiusure in Calabria</a> proviene da <a href="https://confcommerciocosenza.it">Confcommercio Cosenza</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Demografia delle imprese in Calabria 2021</title>
		<link>https://confcommerciocosenza.it/demografia-delle-imprese-in-calabria-2021/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione G]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Sep 2021 14:47:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Centro Studi]]></category>
		<category><![CDATA[camera commercio cosenza]]></category>
		<category><![CDATA[confcommercio calabria]]></category>
		<category><![CDATA[demografia imprese calabria]]></category>
		<category><![CDATA[demografia imprese calabria 2021]]></category>
		<category><![CDATA[tessuto economico calabria 2021]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L'articolo <a href="https://confcommerciocosenza.it/demografia-delle-imprese-in-calabria-2021/">Demografia delle imprese in Calabria 2021</a> proviene da <a href="https://confcommerciocosenza.it">Confcommercio Cosenza</a>.</p>
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				<div class="et_pb_text_inner"><p style="text-align: justify;">Lo studio sulla Demografia delle imprese in Calabria nel 2021, realizzato dalla Camera di Commercio di Cosenza e presentanto nel corso dell&#8217;incontro di Confcommercio Calabria coi candidati alla Presidenza della Regione che si è tenuto a Lamezia Terme, presso la sede di Unioncamere Calabria, il 27 e il 28 settembre 2021.</p>
<p style="text-align: justify;">Le localizzazioni calabresi sono costituite per l’84,78% da sedi principali di impresa (190.006), e per il 15,22% (34.098) da unità locali, di cui 25.074 (11,19% del totale) facenti riferimento a imprese con sede nella stessa provincia e 9.024 (4,03% del totale) a imprese con sede fuori dalla provincia in cui operano.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel <strong>58,59% (131.313) dei casi, si tratta di imprese individuali</strong> mentre le società di capitali rappresentano il 26,24% del totale (59.206).</p>
<p style="text-align: justify;">La distribuzione delle localizzazioni per provincia si concentra <strong>per il 36,03% in quella di Cosenza</strong>, seguita da Reggio Calabria con il 28,39%. Stesse proporzioni per quanto riguarda gli addetti (rispettivamente 36,58% e 27,07%).</p>
<p style="text-align: justify;">25 comuni, pari al 6% del totale dei 404 comuni calabresi, ospitano il <strong>50% delle localizzazioni (112.410 unità) e il 55% degli addetti (196.253)</strong>. </p>
<p style="text-align: justify;">In oltre il <strong>50% dei casi (55,89%) le imprese calabresi operano nel Commercio/Terziario</strong>, il 18,34% nell’Industria e il 15,31% in Agricoltura.</p>
<p style="text-align: justify;">Più in dettaglio, <strong>il primo settore per numero di imprese è rappresentato dal Commercio (32,41%)</strong>, seguito dall’Agricoltura (15,31%) e dalle Costruzioni (10,43%). Le Attività dei servizi di alloggio e di ristorazione coprono l’8,04% del totale e quelle manifatturiere il 7,12% (tab. 4a, 4b e 5).</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Più del 57% (57,41%) dei </strong><strong>354.139</strong> <strong>addetti lavora nel Commercio/Terziario</strong>, il 21,47% nell’Industria e il 12,77% in Agricoltura.</p>
<p style="text-align: justify;">Più in dettaglio, il primo settore per numero di addetti è rappresentato dal Commercio (27,02%), seguito dall’Agricoltura (12,77%) e dalle Costruzioni (10,43%). Le Attività dei servizi di alloggio e di ristorazione coprono l’8,81% del totale e quelle manifatturiere il 8,78% (Tab. 21a, 21b e 21c).</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Le imprese femminili con sede principale in Calabria sono 44.671, pari al 23,5%</strong> del totale (190.006 sedi di impresa). Per più del 50% operano nel settore del commercio (14.127/31,62%) e dell’agricoltura (9.617/21,56%) (tab. 41).</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il 13,3% delle imprese femminili</strong> (5.971 sul totale di 44.671) <strong>è un’impresa giovanile</strong> e opera prevalentemente nei settori del commercio e dell’agricoltura (tab. 42).</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Le imprese giovanili con sede principale in Calabria sono 21.256, pari al 11,2% del totale</strong> (190.006 sedi di impresa).</p>
<p style="text-align: justify;">Come per le femminili, operano prevalentemente nel settore del commercio (6.798, <em>31,98%</em>) e dell’agricoltura (3.487, <em>16,40%</em>) (tab. 43).</p></div>
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				<div class="et_pb_promo_description"><h2 class="et_pb_module_header">Demografia delle imprese in Calabria 2021</h2></div>
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		<item>
		<title>Sanità in Calabria. Quella privata genera 1.3% di valore aggiunto</title>
		<link>https://confcommerciocosenza.it/sanita-in-calabria-quella-privata-genera-1-3-di-valore-aggiunto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione G]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Jun 2021 16:30:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Centro Studi]]></category>
		<category><![CDATA[algieri]]></category>
		<category><![CDATA[calabria]]></category>
		<category><![CDATA[imprenditoria sanitaria]]></category>
		<category><![CDATA[klaus algieri]]></category>
		<category><![CDATA[rapporto sanità calabria]]></category>
		<category><![CDATA[sanità]]></category>
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				<div class="et_pb_text_inner"><blockquote>
<p style="text-align: justify;"><!-- divi:paragraph -->Algieri, Confcommercio: <em>“I dati diffusi dal rapporto sul sistema della imprenditoria sanitaria in Italia confermano come nella nostra Regione la sanità privata colma le lacune della sanità pubblica che invece è in balia della classe politica”.</em></p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;"><!-- /divi:paragraph --></p>
<p style="text-align: justify;">Ieri presso la Camera dei Deputati, la Camera di Commercio di Cosenza ha presentato il rapporto sul “Sistema della Imprenditoria sanitaria in Italia” realizzato dal Centro Studi delle Camere di Commercio G. Tagliacarne.</p>
<p style="text-align: justify;"><!-- /divi:paragraph --></p>
<p style="text-align: justify;"><!-- divi:paragraph -->Una fotografia sullo stato del tessuto imprenditoriale sanitario nazionale che fa emergere alcuni aspetti interessanti anche per la nostra regione.</p>
<p style="text-align: justify;"><!-- /divi:paragraph --></p>
<p style="text-align: justify;"><!-- divi:paragraph -->Dal punto di vista territoriale infatti in Calabria la sanità privata è capace di generare, nel 2018, valore aggiunto per l’1,3% del totale nazionale (547 milioni di euro), con un valore aggiunto per addetto di poco inferiore ai 37.000 euro (inferiore del 26% rispetto alla media nazionale).</p>
<p style="text-align: justify;"><!-- /divi:paragraph --></p>
<p style="text-align: justify;"><!-- divi:paragraph -->Dallo studio emerge poi che sono 3.681 le imprese attive della filiera in Calabria (il 3,0% del totale nazionale). Si tratta del risultato di una crescita importante avvenuta nell’ultimo decennio (+45,4% tra il 2011 e il 2019) dinamica che, nonostante la pandemia, si è mantenuta anche nel 2020). A pesare è la dimensione delle strutture private, che con una media di 4.3 addetti portano la nostra regione al penultimo posto della graduatoria.</p>
<p style="text-align: justify;"><!-- /divi:paragraph --></p>
<p style="text-align: justify;"><!-- divi:paragraph -->Va aggiunto poi che rispetto alla media nazionale, la filiera sanitaria calabrese vede un peso di imprese più consistente per la componente del commercio, che rappresenta il 56,1% del totale a fronte del 50,7% rilevato in Italia e in termini occupazionali significativa è anche la parte relativa ai servizi (69,1% contro il 61,0% della media nazionale).</p>
<p style="text-align: justify;"><!-- /divi:paragraph --></p>
<p style="text-align: justify;"><!-- divi:paragraph -->Buona parte del valore aggiunto totale (38,1%) generato dalla sanità privata in Calabria risulta prodotto da unità dislocate nella provincia di Cosenza, seguita da Catanzaro e Reggio di Calabria (entrambe con il 21,8%), Crotone (13,5%) e Vibo Valenzia (4,8%).</p>
<p style="text-align: justify;"><!-- /divi:paragraph --></p>
<p style="text-align: justify;"><!-- divi:paragraph -->Per quanto riguarda i livelli occupazionali gli addetti totali ed il numero di unità locali attive hanno fatto registrare nel 2020 una variazione positiva rispetto all’anno precedente, con tassi di crescita del 2,5% e 4,0% rispettivamente, e saggi di incremento medi prossimi al 5,0% nell’intero periodo di osservazione 2011-2020.</p>
<p style="text-align: justify;"><!-- /divi:paragraph --></p>
<p style="text-align: justify;"><!-- divi:paragraph -->Anche in questo caso è Cosenza la provincia caratterizzata dai valori più significativi: +6,1% nel caso delle imprese e +6,9% nel caso degli addetti in termini di variazione media annua nel periodo. In questo caso seconda provincia per dinamica di imprese è Catanzaro (+5,2%), mentre per crescita occupazionale al secondo posto si colloca la provincia di Vibo Valentia (+6,1%).</p>
<p style="text-align: justify;"><!-- /divi:paragraph --></p>
<p style="text-align: justify;"><!-- divi:paragraph -->“I dati diffusi dal rapporto sul Sistema della Imprenditoria Sanitaria in Italia sono molto interessanti e ci aiutano a capire tanti aspetti della sanità in Calabria ha dichiarato il Presidente di Confcommercio Calabria Klaus Algieri. Prima di tutto confermano come nella nostra Regione la sanità privata colma le lacune della sanità pubblica che invece è in balia della classe politica. Ma mostra anche come la sanità privata sia un propulsore economico, in grado di generare ricadute positive sul territorio sia in termini di ricchezza generata che di occupazione. Tuttavia occorre fare una riflessione e capire che l’accesso alle strutture private non è alla portata di tutti. Pertanto è necessario che la classe politica ponga in modo serio e definitivo l’attenzione sulla questione sanità, intervenendo per ripristinare i presidi ospedalieri sui territori e garantire l’accesso alle cure a tutti riducendo quel fenomeno di migrazione sanitaria, che non fa altro che indebolire il nostro territorio”.</p>
<p><!-- /divi:paragraph --></p></div>
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				<div class="et_pb_promo_description"><h2 class="et_pb_module_header">Il sistema dell’imprenditoria sanitaria in Italia</h2></div>
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<p>L'articolo <a href="https://confcommerciocosenza.it/sanita-in-calabria-quella-privata-genera-1-3-di-valore-aggiunto/">Sanità in Calabria. Quella privata genera 1.3% di valore aggiunto</a> proviene da <a href="https://confcommerciocosenza.it">Confcommercio Cosenza</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>La lunga strada verso la ripresa&#8230;</title>
		<link>https://confcommerciocosenza.it/la-lunga-strada-verso-la-ripresa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione G]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 May 2021 14:06:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Centro Studi]]></category>
		<category><![CDATA[censis]]></category>
		<category><![CDATA[confcommercio]]></category>
		<category><![CDATA[consumi]]></category>
		<category><![CDATA[covid-19]]></category>
		<category><![CDATA[economia]]></category>
		<category><![CDATA[imprese terziario]]></category>
		<category><![CDATA[ripresa]]></category>
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				<div class="et_pb_text_inner"><p style="text-align: justify;">L&#8217;Osservatorio Confcommercio Censis ha analizzato l&#8217;impatto della pandemia su fiducia, prospettive e  consumi delle famiglie. L&#8217;incertezza è ancora molto forte tra perdita del potere d&#8217;acquisto, crisi delle imprese e consumi in picchiata. <strong>Sangalli: &#8220;Servono sostegni più robusti per ripartire&#8221;. </strong></p>
<p style="text-align: justify;"></p>
<p style="text-align: justify;">Il &#8220;viaggio&#8221; delle famiglie italiane dentro l&#8217;emergenza Covid è stato un lungo percorso fatto di ansie, paure e incertezza. Uno stato dell&#8217;animo che ha inciso profondamente nelle abitudini e anche nelle scelte di consumo. Il <a href="https://www.confcommercio.it/documents/20126/3212567/L%E2%80%99Italia+convalescente.pdf/543b1e1b-2486-59ac-2bd3-758c8136b044?t=1621178713677" target="_blank" rel="noreferrer noopener">rapporto che Confcommercio ha realizzato in collaborazione con il Censis, Outlook Italia 2021</a>, (documento pdf) racconta proprio l&#8217;impatto della pandemia sulla fiducia, sulle prospettive e i consumi delle famiglie. Sono due gli aspetti che saltano subito agli occhi scorrendo i numeri della ricerca e in qualche modo non sono sorprendenti: il crollo dei consumi (1811 euro pro capite) e l&#8217;aumento del risparmio (82 miliardi in più nel 2020) dovuto alla perdita di reddito, al clima di forte incertezza e all&#8217;oggettiva impossibilità di fare acquisti tra lockdown territoriali e chiusure. Un altro elemento di curiosità è dato dal fatto che nonostante l&#8217;avvio massiccio della campagna vaccinale e l&#8217;oggettivo calo dei contagi e dei ricoveri e quindi una migliore prospettiva per il futuro, i pessimisti continuino a prevalere sugli ottimisti: quasi metà delle famiglie (47,4%), ad esempio, non ha fatto programmi per le vacanze estive sia per mancanza di risorse economiche ma anche per la paura dei contagi che ancora alimenta una forte instabilità nelle scelte.</p>
<p style="text-align: justify;"></p>
<p style="text-align: justify;"></p>
<figure class="wp-block-image is-resized is-style-default" style="text-align: justify;"><img decoding="async" src="https://www.confcommercio.it/documents/20126/457549/Rapporto+confcommercio-Censis_17.05.2021.jpg/e3f9f1f7-6e67-0b97-649e-f91e33132753?t=1621227333472&amp;imagePreview=1" alt="" width="750" height="394" /></figure>
<p style="text-align: justify;"></p>
<p style="text-align: justify;"></p>
<h2 class="wp-block-heading" style="text-align: justify;">Sangalli: &#8220;Le imprese hanno bisogno di normalità e certezze&#8221;</h2>
<p style="text-align: justify;"></p>
<p style="text-align: justify;">Commentando i dati dell&#8217;Osservatorio Confcommercio Censis, il presidente di Confcommercio ha sottolineato che &#8220;<em>la pandemia si sta attenuando e ci sono le condizioni per ripartire in sicurezza. Le imprese hanno bisogno di più normalità e certezze per poter pianificare le loro attività</em>&#8220;. &#8220;<em>A cominciare  &#8211; ha proseguito Sangalli &#8211; da sostegni più robusti che devono ancora arrivare. Occorre accelerare per recuperare le perdite e rafforzare una crescita economica che è ancora troppo debole</em>&#8220;.  </p>
<p style="text-align: justify;"></p>
<p style="text-align: justify;"></p>
<h2 class="wp-block-heading" style="text-align: justify;">Bella: &#8220;Ristori essenziali per rilanciare il tessuto produttivo&#8221; </h2>
<p style="text-align: justify;"></p>
<p style="text-align: justify;">Secondo il direttore dell&#8217;Ufficio Studi, Mariano Bella, per comprendere a pieno il significato dei dati del rapporto Confcommercio Censis e capire cosa possiamo attenderci per il futuro è necessario fare alcune riflessioni sul diverso impatto che la pandemia ha avuto sulle persone e sulle famiglie. &#8220;<em>Intanto &#8211; </em>ha detto Bella<em> &#8211; non tutti hanno perso durante la pandemia: per quasi 2 intervistati su 3 non è cambiato nulla in termini di risorse messe da parte insieme al reddito correntemente percepito&#8221;. &#8220;Ci sono poi dei soggetti che, per una ragione o per un’altra, non hanno perso praticamente nulla durante la pandemia, come i dipendenti pubblici e i pensionati, mentre le categorie più colpite sono quelle del lavoro indipendente&#8221;. &#8220;Ed è qui &#8211; </em>ha aggiunto Bella <em>&#8211; che si possono trovare possibili chiavi di lettura sulla futura, possibile ripresa: parte di essa potrebbe venire dai non colpiti o dai garantiti, mentre la concentrazione delle perdite sulle categorie più dinamiche, appunto gli indipendenti, potrebbe costituire un freno alla ripresa perché ne limiterebbe l’intensità&#8221;. &#8220;E’ per questo &#8211; </em>ha concluso Bella<em> &#8211; che i ristori mirati verso queste categorie produttive, soprattutto imprese dell’abbigliamento, della cultura e del tempo libero, dei trasporti, del turismo e ristorazione, sono essenziali per arrivare alla ripresa con un tessuto produttivo vitale e pronto a fare la sua parte</em>&#8220;.</p>
<p style="text-align: justify;"></p>
<p style="text-align: justify;"></p>
<figure class="wp-block-image is-resized is-style-default" style="text-align: justify;"><img decoding="async" src="https://www.confcommercio.it/documents/20126/0/confcom2021_censis_DEF-3_page-0001.jpg/b90f22b7-3650-9fbe-d26e-fe598c70eb2c?t=1621235789791&amp;imagePreview=1" alt="" width="750" height="563" /></figure>
<p style="text-align: justify;"></p>
<p style="text-align: justify;">Fonte: elaborazioni Ufficio Studi Confcommercio su dati Osservatorio Confcommercio-Censis (Outlook Italia, maggio 2021)</p>
<p style="text-align: justify;"></p>
<p style="text-align: justify;">I lavoratori indipendenti sono i più colpiti dagli effetti economici della pandemia e la concentrazione delle perdite su questa categoria rallenta la ripresa.</p>
<p style="text-align: justify;"></p>
<p style="text-align: justify;"></p>
<figure class="wp-block-image is-resized is-style-default" style="text-align: justify;"><img decoding="async" src="https://www.confcommercio.it/documents/20126/0/confcom2021_censis_DEF-5_page-0001.jpg/5f439d77-f625-de02-5fd1-d9151e6e66cc?t=1621236029363&amp;imagePreview=1" alt="" width="750" height="563" /></figure>
<p style="text-align: justify;"></p>
<p style="text-align: justify;">Fonte: elaborazioni Ufficio Studi Confcommercio su dati Osservatorio Confcommercio-Censis (Outlook Italia, maggio 2021)</p>
<p style="text-align: justify;"></p>
<p style="text-align: justify;">Per il 2021, gli italiani preferiscono spendere per aumentare il comfort domestico: al primo posto l’acquisto di prodotti tecnologici (32,9%), seguono elettrodomestici e mobili per la casa (31%) e la ristrutturazione dell’abitazione (28,2%)</p>
<p style="text-align: justify;"></p>
<p style="text-align: justify;"></p>
<figure class="wp-block-image is-resized is-style-default" style="text-align: justify;"><img decoding="async" src="https://www.confcommercio.it/documents/20126/0/confcom2021_censis_DEF-6_page-0001.jpg/de8efc4d-288e-e8c9-5b1b-5c715bc70bc0?t=1621236118371&amp;imagePreview=1" alt="" width="750" height="563" /></figure>
<p style="text-align: justify;"></p>
<p style="text-align: justify;">Fonte: elaborazioni Ufficio Studi Confcommercio su dati Osservatorio Confcommercio-Censis (Outlook Italia, maggio 2021)</p>
<p style="text-align: justify;"></p>
<p style="text-align: justify;">Dall’inizio dell’emergenza Covid-19, dispositivi hardware (22,8%), abbonamenti a Pay Tv e piattaforme televisive in streaming (18,8%), installazione di connessioni Internet più veloci (18,7%) sono gli acquisti maggiormente “stimolati”.</p>
<p style="text-align: justify;"></p>
<p style="text-align: justify;"></p>
<figure class="wp-block-image is-resized is-style-default" style="text-align: justify;"><img decoding="async" src="https://www.confcommercio.it/documents/20126/0/confcom2021_censis_DEF-7_page-0001.jpg/789a18dd-09a0-2e3d-8080-f789b2e63706?t=1621236201092&amp;imagePreview=1" alt="" width="750" height="563" /></figure>
<p style="text-align: justify;"></p>
<p style="text-align: justify;">Fonte: elaborazioni Ufficio Studi Confcommercio su dati Osservatorio Confcommercio-Censis (Outlook Italia, maggio 2021)</p>
<p style="text-align: justify;"></p>
<p style="text-align: justify;">Autore <strong>Ugo Da Milano</strong></p>
<p></p></div>
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			</div><p>L'articolo <a href="https://confcommerciocosenza.it/la-lunga-strada-verso-la-ripresa/">La lunga strada verso la ripresa&#8230;</a> proviene da <a href="https://confcommerciocosenza.it">Confcommercio Cosenza</a>.</p>
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		<title>Saldi invernali al via. Sarà una stagione col segno meno</title>
		<link>https://confcommerciocosenza.it/saldi-invernali-al-via-sara-una-stagione-col-segno-meno/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione G]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 Jan 2021 08:53:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Centro Studi]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://confcommerciocosenza.it/?p=219703</guid>

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				<div class="et_pb_text_inner"><!-- divi:quote -->
<blockquote class="wp-block-quote"><p> “Come per i consumi di Natale, anche i saldi invernali, che per il settore moda rappresentano un momento importante, saranno all’insegna dell’austerità e dei consumi contigentati. Spesa media pro capite al di sotto dei 100€”</p><cite>Maria Santagada, Direttore Confcommercio Calabria</cite></blockquote>
<!-- /divi:quote -->

<!-- divi:paragraph -->
<p>Con l’avvio del nuovo anno tornano come di consueto i saldi invernali che quest’anno, complice anche l’emergenza covid, prenderanno il via in ordine sparso con le date di avvio che variano tra le diverse città e che potrebbero ancora cambiare in considerazione delle zone rosse dei prossimi giorni.</p>
<!-- /divi:paragraph -->

<!-- divi:paragraph -->
<p>In Calabria, come deciso dalla Giunta Regionale, i saldi hanno avuto inizio lunedì 4 gennaio e dureranno fino al 5 marzo.</p>
<!-- /divi:paragraph -->

<!-- divi:paragraph -->
<p>Così come è stato per i consumi di Natale, le restrizioni e le chiusure legate all’emergenza covid inevitabilmente si ripercuoteranno anche sui volumi di spesa per i saldi. Come stimato dall’Ufficio Studio di Confcommercio, infatti, i cittadini calabresi spenderanno poco meno di 100 € a testa negli acquisti in saldo.</p>
<!-- /divi:paragraph -->

<!-- divi:paragraph -->
<p></p>
<!-- /divi:paragraph -->

<!-- divi:ultimate-post/image {"blockId":"7e2794","imageUpload":{"url":"https://confcommerciocosenza.it/wp-content/uploads/2021/01/saldi_invernali_20211.png","id":219704}} /-->

<!-- divi:paragraph -->
<p></p>
<!-- /divi:paragraph -->

<!-- divi:paragraph -->
<p>Per quel che riguarda la <strong>tipologia di prodotti acquistati</strong>, si confermano oggetto di interesse delle famiglie calabresi prevalentemente i capi di abbigliamento, le scarpe e gli accessori, mentre rivolgeranno minore attenzione verso articoli sportivi e prodotti di pelletteria.</p>
<!-- /divi:paragraph -->

<!-- divi:paragraph -->
<p></p>
<!-- /divi:paragraph -->

<!-- divi:ultimate-post/image {"blockId":"0024a1","imageUpload":{"url":"https://confcommerciocosenza.it/wp-content/uploads/2021/01/saldi_invernali_20212.png","id":219705}} /-->

<!-- divi:paragraph -->
<p></p>
<!-- /divi:paragraph -->

<!-- divi:paragraph -->
<p>Per quel che riguarda la propensione agli acquisti, si è rilevato che la percentuale delle <strong>famiglie che aspetta gli sconti per effettuare i propri acquisti</strong> è superiore rispetto a quella che rimane indifferente ai saldi. Complice anche il calo delle entrate (molti hanno dovuto fare i conti con la cassa integrazione e altri sussidi) i saldi rappresentano un’opportunità di acquisto anche se con un volume di spesa più basso rispetto agli altri anni.</p>
<!-- /divi:paragraph -->

<!-- divi:paragraph -->
<p></p>
<!-- /divi:paragraph -->

<!-- divi:ultimate-post/image {"blockId":"10fd9b","imageUpload":{"url":"https://confcommerciocosenza.it/wp-content/uploads/2021/01/saldi_invernali_20213.png","id":219706}} /-->

<!-- divi:paragraph -->
<p></p>
<!-- /divi:paragraph -->

<!-- divi:paragraph -->
<p>Con riferimento al <strong>tasso di sconto applicato</strong>, si prevede che oltre il 70% delle imprese applicherà in partenza un ribasso sugli articoli che va dal 30% ad oltre il 50%. Va poi aggiunto che sul volume degli acquisti incideranno anche le vendite promozionali che molte attività hanno effettuato durante il periodo natalizio.</p>
<!-- /divi:paragraph -->

<!-- divi:paragraph -->
<p>Per il Direttore di Confcommercio Calabria, Maria Santagada: “Come per i consumi di Natale, anche i saldi invernali, che per il settore moda rappresentano un momento importante, saranno all’insegna dell’austerità e dei consumi contigentati. Certo Il 2021 – prosegue – inizierà comunque con questi saldi che sono di buon auspicio, perché si tratta di un periodo d&#8217;affari importante per l&#8217;economia e soprattutto un&#8217;opportunità per i consumatori che possono acquistare i prodotti voluti e desiderati a prezzi ribassati. Al settore moda, invece, servono per incassare la liquidità, oggi più che mai necessaria per pagare tasse, dipendenti, fornitori, affitti, costi fissi e utenze, ma anche per far fronte agli investimenti necessari agli ordinativi delle nuove collezioni. Tuttavia, va detto che non rappresentano certo un momento di sviluppo perché vanno ad erodere una marginalità divenuta sempre più di sopravvivenza. E&#8217; importante, però – conclude il Direttore Santagada – che l&#8217;Italia e la Calabria non si fermino ancora. Un nuovo lockdown, infatti, si tradurrebbe in un danno irreparabile per il settore moda e per l’economia regionale. L&#8217;invito finale che rivolgo ai consumatori è quello di acquistare nei negozi di vicinato da sempre cuore e anima delle nostre città”.</p>
<!-- /divi:paragraph -->

<!-- divi:paragraph -->
<p>Per il corretto acquisto degli articoli in saldo, Confcommercio Calabria ricorda alcuni principi di base sui saldi ai tempi del Covid:</p>
<!-- /divi:paragraph -->

<!-- divi:paragraph -->
<p><strong>1. Camb</strong>i: la possibilità di cambiare il capo dopo che lo si è acquistato è generalmente lasciata alla discrezionalità del negoziante, a meno che il prodotto non sia danneggiato o non conforme (d.lgs. 6 settembre 2005, n. 206, Codice del Consumo). In questo caso scatta l&#8217;obbligo per il negoziante della riparazione o della sostituzione del capo e, nel caso ciò risulti impossibile, la riduzione o la restituzione del prezzo pagato. Il compratore è però tenuto a denunciare il vizio del capo entro due mesi dalla data della scoperta del difetto.</p>
<!-- /divi:paragraph -->

<!-- divi:paragraph -->
<p><strong>2. Prova dei capi:</strong> non c&#8217;è obbligo. E&#8217; rimesso alla discrezionalità del negoziante.</p>
<!-- /divi:paragraph -->

<!-- divi:paragraph -->
<p><strong>3. Pagamenti:</strong> le carte di credito devono essere accettate da parte del negoziante e vanno favoriti i pagamenti cashless</p>
<!-- /divi:paragraph -->

<!-- divi:paragraph -->
<p><strong>4. Prodotti in vendita:</strong> i capi che vengono proposti in saldo devono avere carattere stagionale o di moda ed essere suscettibili di notevole deprezzamento se non venduti entro un certo periodo di tempo.</p>
<!-- /divi:paragraph -->

<!-- divi:paragraph -->
<p><strong>5. Indicazione del prezzo:</strong> obbligo del negoziante di indicare il prezzo normale di vendita, lo sconto e il prezzo finale.</p>
<!-- /divi:paragraph -->

<!-- divi:paragraph -->
<p><strong>6. Rispetto delle distanze:</strong> occorre mantenere la distanza di un metro tra i clienti in attesa di entrata e all&#8217;interno del negozio.</p>
<!-- /divi:paragraph -->

<!-- divi:paragraph -->
<p><strong>7. Disinfezione delle mani:</strong> obbligo di igienizzazione delle mani con soluzioni alcoliche prima di toccare i prodotti.</p>
<!-- /divi:paragraph -->

<!-- divi:paragraph -->
<p><strong>8. Mascherine:</strong> obbligo di indossare la mascherina fuori dal negozio, in store ed anche in camerino durante la prova dei capi</p>
<!-- /divi:paragraph -->

<!-- divi:paragraph -->
<p><strong>9. Modifiche e/o adattamenti sartoriali:</strong> sono a carico del cliente, salvo diversa pattuizione;</p>
<!-- /divi:paragraph -->

<!-- divi:paragraph -->
<p><strong>10. Numero massimo di clienti in store:</strong> obbligo di esposizione in vetrina di un cartello che riporti il numero massimo di clienti ammessi nei negozi contemporaneamente</p>
<!-- /divi:paragraph --></div>
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		<title>Consumi di natale. Luci ed ombre di un periodo difficile</title>
		<link>https://confcommerciocosenza.it/consumi-di-natale-luci-ed-ombre-di-un-periodo-difficile/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione D]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 03 Dec 2020 10:03:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Centro Studi]]></category>
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				<div class="et_pb_text_inner"><p style="text-align: justify;"><!-- divi:paragraph -->Non sarà un Natale come gli altri ma la voglia di reagire alla crisi c`è. Questo sembra essere il titolo dell`indagine annuale dell`Ufficio Studi Confcommercio su consumi di Natale e tredicesime. Nonostante la crisi e un calo pesante dei consumi, intorno al 12% rispetto all`anno scorso, le famiglie sembrano voler reagire al lungo periodo di difficoltà e non rinunciare comunque ai regali di Natale.</p>
<p style="text-align: justify;"><!-- /divi:paragraph --></p>
<p style="text-align: justify;"><!-- divi:paragraph -->Ovviamente le tredicesime saranno più più leggere, con una forte riduzione di coloro che faranno regali: da quasi l’87% del 2019 a poco più del 74%. Ma chi può, spenderà per i regali una cifra solo un po’ più bassa di quella dello scorso anno (164 euro a testa conto i quasi 170 del 2019).</p>
<p style="text-align: justify;"><!-- /divi:paragraph --></p>
<p style="text-align: justify;"><!-- divi:paragraph --><strong>Il peso dei risparmi sugli acquisti di Natale</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><!-- /divi:paragraph --></p>
<p style="text-align: justify;"><!-- divi:paragraph -->Il mese di dicembre, che per i consumi commercializzabili vede ridursi il suo valore economico da 81 a 73 miliardi, resta comunque il mese più importante dell’anno. E potrebbe valere ancora di più se ci fossero condizioni più favorevoli di contesto e di fiducia: molti italiani potrebbero spendere le risorse involontariamente accumulate durante il lockdown per mancanza oggettiva di opportunità di consumo. I risparmi detenuti in forma liquida sono cresciuti di 80 miliardi di euro nei primi sei mesi del 2020 rispetto alla prima parte del 2019.</p>
<p style="text-align: justify;"><!-- /divi:paragraph --></p>
<p style="text-align: justify;"><!-- divi:paragraph -->Nel complesso, dunque, il prossimo mese di dicembre sarà una reazione vitale per l’oggi e una promessa per il futuro: come già accaduto nel terzo trimestre dell’anno, le famiglie sono pronte a fare la loro parte, quando la fiducia migliorerà.</p>
<p><!-- /divi:paragraph --></p></div>
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		<title>In Calabria a rischio 9000 imprese. Studio Confcommercio &#8211; Format Research</title>
		<link>https://confcommerciocosenza.it/in-calabria-a-rischio-9000-imprese-studio-confcommercio-forma-research/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione G]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Jul 2020 10:41:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Centro Studi]]></category>
		<category><![CDATA[calabria]]></category>
		<category><![CDATA[covid-19]]></category>
		<category><![CDATA[crisi economica]]></category>
		<category><![CDATA[format research]]></category>
		<category><![CDATA[imprese]]></category>
		<category><![CDATA[imprese calabria]]></category>
		<category><![CDATA[lockdown]]></category>
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				<div class="et_pb_text_inner"><p style="text-align: justify;"><strong>NELLA REGIONE CALABRIA RISCHIANO DI SCOMPARIRE 9 MILA IMPRESE DEL TERZIARIO CON UNA PERDITA DI 23 MILA POSTI DI LAVORO. LA STIMA DELLA PERDITA DI RICCHEZZA DEL SETTORE IN TERMINI DI VALORE AGGIUNTO È PARI A 2 MILIARI DI EURO (-7% SU BASE ANNUA)</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><u>CROLLO DEL CLIMA DI FIDUCIA. AZZERAMENTO DEI RICAVI PER INTERI SETTORI DI ATTIVITA’ ECONOMICA</u></p>
<p style="text-align: justify;"><strong> </strong>Crisi economica grave nella regione Calabria, l’emergenza sanitaria da COVID-19 ha prodotto uno shock economico e finanziario senza precedenti, causando la chiusura delle imprese e il calo dei consumi. Crollo della fiducia delle imprese del terziario. Molte imprese hanno visto azzerare completamente le proprie entrate. Crisi di liquidità: l’87% delle imprese del terziario della regione sono in difficoltà nel riuscire a fare fronte al proprio fabbisogno finanziario. Il 58% delle imprese della Calabria ritengono che i mesi della riapertura e quelli estivi saranno i più difficili in merito all’andamento della propria attività. Per l’inizio dell’estate gli imprenditori prevedono le maggiori criticità con riferimento alle disponibilità in termini di liquidità. Al termine dell’estate temono di non potere sostenere ancora gli attuali livelli occupazionali. A seguito della chiusura causata dal blocco delle attività produttive rischiano di chiudere, senza più riaprire circa 9 mila imprese nel 2020, con una perdita di oltre 23mila occupati. Le imprese del terziario della Calabria rischiano di perdere circa 2 miliardi di valore aggiunto, il 7% in meno su base annua.</p>
<p style="text-align: justify;">Questi, in sintesi, i principali risultati che emergono dalla ricerca sulle imprese del terziario della regione Calabria, realizzata da Confcommercio Calabria in collaborazione con Format Research e presentati in conferenza stampa alla presenza del Presidente di Confcommercio Calabria, Klaus Algieri e del Presidente Format Research, Pierluigi Ascani.</p>
<p style="text-align: justify;">“<em>Lo studio realizzato da Format Research, che ringrazio per la collaborazione, ci restituisce una fotografia della nostra Regione messa a dura prova a livello economico dall’emergenza Covid-19. Le imprese del terziario della Calabria sono in forte difficoltà. Questo rende necessarie misure strutturali e di lungo periodo per fornire liquidità e sostenere la grave crisi dovuta all’emergenza sanitaria. È giunto il momento di abbandonare gli aiuti una tantum e di pensare al futuro in modo strutturato con iniziative che consentano la ripartenza ma soprattutto la stabilità delle nostre imprese</em>”. Ha dichiarato il Presidente di Confcommercio Calabria Klaus Algieri a margine della conferenza stampa di presentazione del rapporto.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><u>FIDUCIA E CONGIUNTURA</u></strong></p>
<p style="text-align: justify;">Oltre l’80% delle imprese della Calabria hanno dichiarato che la situazione economica generale dell’Italia è peggiorata. Ancora più negativo il sentiment nei confronti dell’andamento economico della propria impresa (indicatore 9,1). L’82,9% delle imprese<span> </span><strong>ha ravvisato un peggioramento dell’andamento della propria attività</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Il 58% delle imprese della Calabria ritiene che i mesi della riapertura e i mesi estivi (fine aprile – fine settembre 2020)<span> </span><strong>saranno i più difficili per l’andamento economico della propria attività.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Il crollo del clima di fiducia purtroppo si accompagna ad un forte calo dei ricavi (l’84% delle imprese ha dichiarato un peggioramento) anche a causa dell’<strong>azzeramento dei ricavi nei mesi di marzo e aprile presso alcuni comparti del tessuto produttivo.</strong><span> </span>Resta negativo il sentiment per il prossimo trimestre. In aumento i prezzi praticati dai fornitori: la situazione è peggiorata, in prevalenza per quel che riguarda le vendite al dettaglio di generi alimentari e i servizi alle persone. Il 45% delle imprese lamenta un peggioramento nei tempi di pagamento da parte dei clienti.</p>
<p style="text-align: justify;">Le imprese della Calabria<span> </span><strong>hanno un immediato bisogno di liquidità</strong>. L’outlook per il prossimo trimestre è decisamente negativo. Alle imprese della regione è necessaria la liquidità per sostenere le spese del personale, i costi per il rispetto dei protocolli di sicurezza, le spese incomprimibili.<span> </span><strong>Il 59% delle imprese della Calabria ha dichiarato che il periodo più difficile per quanto riguarda il fabbisogno finanziario è quello compreso tra aprile e settembre 2020.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">La crisi scaturita a causa della pandemia avrà pesanti ripercussioni sull’occupazione: il 62% delle imprese della Calabria ha dichiarato di avere adottato o di essere in procinto di adottare la CIG. Il 32% delle imprese ha già ridotto il personale e il 40% prevede di farlo nei prossimi mesi se la situazione non migliorerà. Gli effetti della pandemia sull’occupazione sono stati tamponati dall’ampio ricorso agli ammortizzatori sociali e dalle misure adottate dal Governo. Tuttavia, la preoccupazione tende a salire nei prossimi trimestri. Nel secondo e terzo trimestre dell’anno si è assistito al picco con riferimento alla fiducia e ricavi delle imprese, così come la crisi della liquidità; per la fine dell’anno si prevede il picco per la crisi occupazionale.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><u>IMPATTO DEL<span> </span><em>LOCKDOWN</em></u></strong></p>
<p style="text-align: justify;">In Italia esistono 4,5 mln di imprese extra agricole. In Calabria, la quota di imprese registrate al 30 giugno 2020 era pari a quasi 130 mila unità, di cui oltre un terzo operative nella provincia di Cosenza. Le imprese del terziario (commercio, turismo, servizi) della Calabria<span> </span><strong>sono oltre 94 mila, costituendo il 73% dell’intero tessuto imprenditoriale extra agricolo del territorio</strong>. A seguito dell’esplosione dei contagi, il Governo centrale ha imposto un<span> </span><strong>lockdown</strong><span> </span>che ha interessato larga parte del tessuto produttivo. La sospensione delle attività ha comportato la paralisi del tessuto produttivo in Calabria.<span> </span><strong><u>Il terziario rischia di perdere nel 2020 circa 2 miliardi di valore aggiunto.</u><span> </span>Allo stesso modo, gli effetti potrebbero essere devastanti anche sul tessuto delle imprese: 9.000 imprese del terziario rischiano di chiudere senza più riaprire, con conseguenze dirette sui livelli occupazionali (23.000 lavoratori rischiano il posto).</strong></p>
<p style="text-align: justify;">La pandemia ha causato anche una forte riduzione degli investimenti previsti nei prossimi due anni: sul 45% di imprese che avevano in programma di effettuarli, il 52% dovrà rinunciare a causa della crisi dovuta al COVID-19.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><u>ORGANIZZAZIONE AZIENDALE</u></strong></p>
<p style="text-align: justify;">L’emergenza sanitaria ha avuto un forte impatto sulle nuove modalità di erogazione dei servizi: ad oggi, il 24% delle imprese è presente sui canali e-commerce e il 25% effettua consegne a domicilio.</p>
<p style="text-align: justify;">Il 45% delle imprese della Calabria continuerà ad utilizzare il canale e-commerce anche ad emergenza terminata. Il 54% delle imprese continuerà ad effettuare le consegne a domicilio.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><u>DOMANDA E OFFERTA DI CREDITO</u></strong></p>
<p style="text-align: justify;">Elevato il numero di imprese che hanno fatto domanda di credito a seguito dell’introduzione del «DL Liquidità».<span> </span><strong>Tra queste, il 74% ha visto accolta la propria domanda con l’ammontare richiesto.<span> </span></strong>Con riferimento al costo del credito, il 68% delle imprese ha dichiarato una sostanziale invarianza. L’attenzione si sposta verso le tempistiche di erogazione ritenute dirimenti per la tenuta delle imprese. Anche il costo dell’istruttoria non sembra rappresentare una criticità: per le imprese in questo momento, l’aspetto principale del quale tenere conto sono le tempistiche. Il 40,8% delle imprese lamenta un peggioramento rispetto alla durata dei finanziamenti concessi. Con riferimento alle garanzie richieste, il 72% delle imprese della Calabria ha dichiarato una sostanziale invarianza. Un leggero miglioramento è dovuto all’introduzione delle coperture pubbliche.</p></div>
			</div><div class="et_pb_module et_pb_cta_2 et_pb_promo  et_pb_text_align_center et_pb_bg_layout_dark">
				
				
				
				
				<div class="et_pb_promo_description"><h2 class="et_pb_module_header">Lo studio Confcommercio - Format Research</h2></div>
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			</div></p>
<p>L'articolo <a href="https://confcommerciocosenza.it/in-calabria-a-rischio-9000-imprese-studio-confcommercio-forma-research/">In Calabria a rischio 9000 imprese. Studio Confcommercio &#8211; Format Research</a> proviene da <a href="https://confcommerciocosenza.it">Confcommercio Cosenza</a>.</p>
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